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Gen 4, 2019

Non è mai troppo tardi per appassionarsi d’informatica. La storia di Ellen Shapiro

Ellen Shapiro americana 37enne di mestiere fa la sviluppatrice: “lavorare nell’ICT oggi non è tanto o solo questione di genere, ma di intraprendente pazzia”. La stessa (pazzia) che ha spinto la produttrice di contenuti televisivi, fino a pochi anni prima esperta di comunicazione, a diventare una delle più corteggiate esperte di coding sul mercato

Se i grandi nomi sono quelli di Bill Gates, Steve Jobs e prima ancora Alan Turing, padre fondatore della disciplina informatica, è pur vero che il settore dell’ICT sta appassionando sempre di più anche le donne. Prova ne è la storia di Ellen Shapiro, che all’età di 30 anni ha deciso di dare una sterzata alla sua vita professionale diventando tra le “programmatrici” più corteggiate sul panorama mondiale.

Ellen ha collaborato al debutto di alcune app come Hum, (un quaderno degli appunti virtuale per cantautori, che permette di organizzare, rintracciare e condividere i propri brani) e oggi lavora Bakken & Bæck, un’agenzia di sviluppo olandese, si è infatti trasferita in Europa. Viaggia e tiene conferenze appena può perché è considerata una guru del settore, quella che tutti cercano e vogliono sul podio o a capo di progetti. E questo nonostante sia letteralmente partita da zero, essendo una esperta di comunicazione. Per circa 10 anni ha lavorato in una produzione tv, occupandosi di comunicazione.

 

L’aneddoto che Ellen racconta spesso nei suoi talk – e nel quale le appassionate di coding potrebbero ritrovarsi – è: “Ogni volta che si guastava qualcosa o c’era un intoppo nella strumentazione o comunque di natura tecnologica, cercavo di risolvere io stessa il problema prima ancora di chiamare un tecnico IT, e spesso ci riuscivo. Così mi veniva chiesto di risolvere tutte le magagne prima che venissero dirottate ai sistemi informativi. ”

Ellen, costruire qualcosa dal nulla

 

L’informatica è un mestiere tra i meglio pagati, praticato soprattutto da freelance ma richiestissimo dalle aziende che proprio in Italia faticano e non poco a trovare tecnici e professionisti del settore. Non solo donne.

Shapiro ha fatto quasi tutto da autodidatta, partendo da corsi in proprio fino a cimentarsi nella creazione di app all’inizio basiche e poi sempre più in grado di affermarsi in quello che è considerato un mercato fiorente ma stracompetitivo (solo Google e Apple da sole hanno segnato 34 miliardi di ricavi nei primi mesi del 2018 dalla vendita di app).  Ellen il giorno dopo aver preso la sua decisione, si getta senza sosta nello studio del coding, per circa sei mesi. I sei mesi successivi li dedica a costruire i primi applicativi ed entro pochissimo tempo riesce a piazzarne sia nei Google Store sia negli App Store.

E’ a questo punto che viene notata dalle tech company che negli Stati Uniti assorbono la stragrande maggioranza di questa forza lavoro e che, nel mondo, stando ai dati degli utenti registrati dal portale di programmazione open source  Github si assesta attorno ai 28 milioni di sviluppatori.

 

“La cosa che apprezzo di più del mio mestiere da programmatrice è che posso costruire qualcosa dal nulla. La prima volta che ho usato il codice ho semplicemente creato una scatola rossa capace di spostarsi nel punto in cui io toccavo lo schermo con il dito. Mi sono sentita come un mago. E mi sento ancora così quando qualcosa di complesso su cui sto lavorando inizia a funzionare davvero. Questo aspetto mi diverte, mi piace e mi spinge continuamente a superare i miei limiti e ad imparare cose nuove”.

 

Il mercato delle App (34mld di dollari in 6 mesi)

La prima metà del 2018 ha fatto segnare un nuovo ed importantissimo record per il mercato delle app mobile, che sommando i ricavi del Google Play Store e dell’Apple App Store hanno raccolto ben 34,4 miliardi di dollari in totale. Una cifra impressionante, soprattutto se paragonata a quella dello scorso anno.

L’incremento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno è di ben il 27,8%, quando erano stati “solo” 26,9 i miliardi di dollari incassati dai maggiori store mobile per Android e iOS nei primi sei mesi del 2017. La salita è equamente distribuita tra i due contendenti, con un leggerissimo vantaggio da parte del Play Store, anche se è sempre l’App Store a guadagnare di più, e non di poco.

Allo stato attuale, oltre il 65% dei ricavi totali derivano dalla piattaforma di Apple (22,6 miliardi di dollari), mentre il negozio virtuale di Android genera i restanti 11,8 miliardi di dollari, nonostante abbia una base di utenza molto più ampia e distribuita nel mondo.

Infatti, il dominio a livello numerico si capovolge se valutiamo la quantità di app scaricate: in questa classifica il Play Store non lascia scampo, con ben 36 miliardi netti di download, staccando di gran lunga l’App Store fermo a 15 miliardi. Anche in questo settore si nota un aumento dell’11,3% rispetto allo steso periodo del 2017. Insomma numeri impressionanti in continua crescita.

Speriamo che questa storia sia d’ispirazione per tutte.

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