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Tre startup vincitrici per il Premio Manfredo Manfredi

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Tre startup vincitrici per il Premio Manfredo Manfredi

Scelte le tre startup che si aggiudicano il montepremi da 150.000 euro. Messi a disposizione del contest dalla famiglia dello storico manager, in collaborazione con PoliHub

Scelte le tre startup che si aggiudicano il montepremi da 150.000 euro. Messi a disposizione del contest dalla famiglia dello storico manager, in collaborazione con PoliHub

Denaro, risorse economiche per dare vita a un’idea imprenditoriale: l’obiettivo e il mezzo con cui raggiungerlo del Premio Manfredo Manfredi sono estremamente concreti, sono il frutto di un calcolo lineare che punta a generare posti di lavoro grazie a idee, prodotti e nuove aziende che mostrino un carattere innovativo. L’ispirazione arriva proprio dalla figura dello storico manager italiano: che ha contribuito per oltre 50 anni a trasformare Barilla in una realtà multinazionale, facendola crescere e crescere ancora, e che può essere il modello a cui ispirarsi dando vita, oggi, a una startup. Tre ambiti differenti, tre idee originali, tre vincitori: AGADE lavora allo studio di esoscheletri efficienti, ISAAC a dispositivi anti-sismici, MgShell alla lotta alla maculopatia.

Le startup sono state raggiunte grazie a una call organizzata dal Politecnico di Milano, attraverso PoliHub, e selezionate fino alla scelta di tre vincitori: “Entrare in contatto con le realtà selezionate è stato molto stimolante – ha commentato Andrea Manfredi – Oltre ai vincitori anche altre aziende avrebbero meritato un riconoscimento, ma le regole del bando ci hanno costretto a sceglierne solo tre. Mi auguro che il contributo assegnato possa consentire alle tre startup di dispiegare appieno le loro potenzialità e di consolidare il proprio progetto imprenditoriale”. Il premio andato a AGADE, ISAAC e MgShell vale per ciascuna 30.000 euro in denaro e 20.000 euro in servizi di incubazione.

Chi sono i vincitori

Vediamo nel dettaglio di cosa si parla. AGADE sfrutta la tecnologia per studiare l’effetto della gravità sul corpo del paziente o dell’utente, studiando il sistema più efficiente per contrastarla grazie a un esoscheletro: maggiore efficienza significa meno energia, meno energia significa accumulatori più piccoli, dimensioni ridotte significa esoscheletri compatti e leggeri. I possibili impieghi sono molteplici: si possono immaginari esoscheletri che permettano di aiutare pazienti paraplegici o tetraplegici per tornare a usare le gambe o gli arti superiori, così come strumenti di ausilio ai lavori pesanti per edilizia e in altri settori.

 

MgShell si rivolge invece alla medicina: i pazienti affetti di maculopatia, oggi, nel 40 per cento dei casi rischiano concretamente di perdere la vista a causa di una scarsa costanza nel seguire le cure. In questo caso parliamo di un dispositivo per il rilascio costante e puntuale dei farmaci: gli occhi ricevono il farmaco nel dosaggio e nei tempi giusti, riducendo il ricorso alla chirurgia, abbattendo i costi per il servizio sanitario e migliorando il decorso della malattia e la vita dei pazienti.

ISAAC è, infine, un prodotto estremamente interessante per un Paese come l’Italia: parliamo di un dispositivo che si adatta automaticamente al tipo di edificio in cui è installato per fornire uno smorzamento attivo in caso di terremoti o in presenza di altre sollecitazioni meccaniche. Nella pratica l’AMD (assorbitore dinamico attivo) è utile anche per arginare le oscillazioni causate dal vento, aumentando il comfort nelle abitazioni: ma il suo vero valore è legato alla verifica dell’integrità strutturale, la possibilità cioè di tenere traccia di eventuali cambiamenti nella statica di un’abitazione anche e soprattutto in caso di uno sciame sismico che nella nostra penisola è evento tutto tranne che infrequente.

 

Tutte e tre le soluzioni sono potenzialmente foriere di importanti innovazioni nei rispettivi campi: “Tra le oltre 100 startup supportate da PoliHub nell’ultimo anno sono state individuate le tre più meritevoli – è il commento di di Stefano Mainetti, CEO di PoliHub – Un compito niente affatto semplice perché le quindici finaliste erano davvero tutte di grande qualità. Il criterio adottato è stato quello di individuare le migliori iniziative capaci di far leva sulla tecnologia per generare imprese sostenibili e innovative, tenendo conto anche dell’impatto sociale delle stesse”.