Quando l'IA ti dice se vincerai alle aste immobiliari. L'idea di Reviva
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Ultimo aggiornamento il 4 Dicembre 2020 alle 7:50

Quando l’IA ti dice se vincerai alle aste immobiliari

Gli analisti della startup Reviva analizzano i dati degli immobili e “matchano” i big data nel database interno con gli NPL ovvero i Crediti Non Performanti per individuare parametri come il prezzo, i ribassi e il tempo medio di vendita

Chi ha un po’ di soldi da spendere e il tempo di partecipare alle vendite con incanto, segue spesso le pubblicazioni dei tribunali per presenziare alle aste immobiliari di beni pignorati a soggetti falliti. Le seguono in pochi, spesso vanno deserte e ancora più spesso è possibile fare ottimi affari. E poi c’è il brivido dell’asta, con la sua competizione (un tempo in Italia si usava il sistema delle tre candele vergini) che rende l’aggiudicazione incerta fino all’ultimo rilancio. Anzi, fino a ora. Perché adesso è arrivata l’intelligenza artificiale che potrebbe rendere tutto più piatto e meno emozionante, ma pure più remunerativo.

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Il machine learning applicato alle aste immobiliari

L’idea è venuta a Reviva, startup attiva nel Real Estate e nel fintech. “Vogliamo diventare il punto di riferimento in Italia nel mercato fintech real estate legato alle aste immobiliari”, ha detto Ivano De Natale Ceo e co Founder di questa realtà. “Allo stesso tempo, puntiamo a integrare e potenziare la nostra tecnologia per innovare un settore che, ancora oggi, tarda ad accelerare quel processo di digitalizzazione sempre più necessario per adattarsi alle nuove esigenze dei potenziali acquirenti”.

Usando l’IA sarebbe insomma possibile prevedere gli esiti delle aste immobiliari e valutare i beni offerti con modelli appositi. I data scientist di Reviva analizzano a più riprese i dati relativi agli immobili all’asta presenti sul mercato e si occupano di “matchare” tra loro i big data nel database interno con gli NPL ovvero i Crediti Non Performanti, prestiti concessi dalle banche ma che non possono essere ripagati dal debitore, che vengono affidati di volta in volta alla startup dai servicers, le società che li gestiscono per conto delle banche. L’obiettivo è quello di individuare gli immobili in asta collegati e studiare parametri come il prezzo richiesto, i ribassi, il tempo medio di vendita.

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Si tiene conto anche di elementi più strettamente legati all’immobile, quali i metri quadri, l’esposizione o il piano a cui si trova, e li si contestualizza con l’andamento delle compravendite immobiliari nella zona interessata. “Si tratta, dunque, di tracciare in modo automatizzato, grazie ad un tool realizzato dalla stessa startup Reviva, un profilo dettagliato dell’immobile al fine di poterne trarre una valutazione quanto più accurata possibile”. Forse si perde un po’ la magia dell’asta, ma in compenso si avvicina la possibilità di aggiudicazione del bene in palio.

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