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Le capre del Marocco per combattere la fame nel mondo

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Le capre del Marocco per combattere la fame nel mondo

Studiare la mappatura genetica delle capre per trovare soluzioni ai cambiamenti climatici e alla produzione di cibo nelle regioni in cui le condizioni climatiche sono più severe. Questa la sifda del Parco Tecnologico Padano e di Microsoft

Studiare la mappatura genetica delle capre per trovare soluzioni ai cambiamenti climatici e alla produzione di cibo nelle regioni in cui le condizioni climatiche sono più severe. Questa la sifda del Parco Tecnologico Padano e di Microsoft

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Avete mai pensato quanto siano “toste” e “pop” le capre? No, non siamo impazziti. Provate a cercare un altro animale che si adatti a qualsiasi condizione geo-climatica. Pensate a quelle del Marocco: vivono in montagna, al mare, nelle praterie, nei deserti sabbiosi. Si arrampicano su monti rocciosi e su piante di Argan. Sono animali con poche esigenze e che non competono con l’uomo per il cibo. Infine sono usate da moltissime popolazioni come fonte proteica, sia per il latte che per la carne. Non è un caso, dunque, che il Parco tecnologico Padano di Lodi, uno degli hub della ricerca scientifica in Nord Italia, si sia messo a studiarne la mappatura genetica: “Garantire la sicurezza alimentare a un pianeta che cresce non è facile. Ad aiutarci a farlo potrebbero essere le capre con la loro adattabilità”. Commenta Francesco Strozzi, Programme & Facility Manager del Parco Tecnologico.

capre marocchine

Due i progetti legati a questi incredibili animali, portati avanti negli ultimi anni dal suo team. Il progetto internazionale Adaptmap ha proprio l’obiettivo di valorizzare la ricerca svolta a livello mondiale sulla capra, nell’ottica di studiare come questo animale si è adattato alle diverse condizioni geo-climatiche. Un’iniziativa internazionale no-profit che ha come obiettivo quello di coordinare tutti i progetti che analizzano il Dna delle capre a livello mondiale. Nextgen è invece un progetto europeo in Africa che sfrutta le tecnologie genomiche per capire come gli animali possano adattarsi a climi e condizioni difficili: “E’ stato scelto il Marocco come campione perché si tratta di una regione estremamente variegata”.

Una hackathon sulle capre marocchine

E i dati sulle capre marocchine sono stati persino il centro nevralgico di un Hackathon di Microsoft, maratona di 48 ore dedicata al futuro del cibo e all’utilizzo delle nuove tecnologie per migliorare il settore agro-alimentare grazie ai Big Data e all’Internet of Things.

“Ai partecipanti – prosegue Strozzi – sono stati dati più di tremila campioni genomici di capre marocchine. E gli strumenti tecnologici di Microsoft per studiarli e sfruttarli. Obiettivo finale capire se esistevano effetti tra il genotipo di questo animale e i territori in cui sono cresciuti”. Un progetto collegato alla sostenibilità dell’allevamento, tema colto da molti dei cento partecipanti, che hanno cercato di visualizzare zone africane con particolari necessità proponendo il trasferimento di questi animali in aree in cui possano vivere meglio contribuendo ai problemi delle carenze alimentari.

Tre le sfide che hanno visto i ragazzi impegnarsi nel trovare nuove soluzioni per il mondo del cibo e il settore agro-alimentare, lavorando sul dataset fornito dal PTP Science Park di Lodi: Data Modeling, Data Visualization e Data & IoT.

La sfida del Data Modeling aveva come scenario quello dell’allevamento e di come le nuove tecnologie possono essere un formidabile aiuto per sviluppare questa pratica nei paesi dove la fame è ancora un nemico da combattere e le condizioni ambientali sono più severe. A disposizione dei ragazzi caratteristiche genetiche ed ambientali di una razza animale, le informazioni climatiche del territorio in cui vive e la potenza di Microsoft Azure. Vincitore è stato il progetto Dibris che ha individuato le caratteristiche genetiche delle capre del Marocco e valutarne l’adattabilità alle varie condizioni climatiche. Il team si è particolarmente distino nella presentazione, accompagnando la giuria in Marocco con la storia di Yusuf, il pastore esperto di genetica.

La seconda sfida, Data Visualization, ha permesso ai partecipanti di dare sfogo alla fantasia per trovare rappresentazioni grafiche che consentissero di mettere in evidenza caratteristiche salienti, distribuzioni, raggruppamenti o altri elementi fondamentali dei dati analizzati per raccontare la propria storia. Si è distinto il progetto Silly Billy: il team ha realizzato un’applicazione (Goat Finder) sfruttando Excel per l’integrazione dei dati climatici degli USA presenti sul Web al fine di predire quale razza di capra sarebbe stata in grado di vivere meglio nei vari stati degli USA.

L’ultima sfida riguardava il mondo Data & IoT, per dare ai partecipanti la possibilità di integrare i Big Data con i propri dati. L’obiettivo era quello di utilizzare schede e diversi tipi di sensori per realizzare un sistema IoT in grado di rilevare dati in tempo reale e trasferirli su Microsoft Azure, per poi elaborarli, memorizzarli ed integrarli con i Big Data forniti. Il progetto più innovativo e fantasioso è stato quello del team Carmelo, che ha sfruttato una rete di dispositivi interconnessi tramite un protocollo di comunicazione a corto raggio per realizzare un sistema di monitoraggio del sistema produttivo tipico dell’industria casearia. Un’applicazione mobile per avere costantemente sotto controllo ogni parametro tramite una dashboard aggiornata in real time.