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Anche Twitter ha la sua stanza vocale si chiama Spaces

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Anche Twitter ha la sua stanza vocale si chiama Spaces

Parola d’ordine del momento per i social: la voce. Stanze vocali anche per twitter: conversazioni durante le quali si potrà accedere, ascoltare o interagire con gli altri utenti sul tema in chatroom. Previsti Host e Co-Host

Parola d’ordine del momento per i social: la voce. Stanze vocali anche per twitter: conversazioni durante le quali si potrà accedere, ascoltare o interagire con gli altri utenti sul tema in chatroom. Previsti Host e Co-Host

Si chiama Spaces la nuova funzionalità di Twitter, “Spazi” in cui gli utenti possono creare chat vocali in stile Clubhouse. Anche la piattaforma di Mountain View, non è da meno nel nuovo business delle chat audio e lo fa con la versione beta di Spaces, aperta per alcuni utenti a partire dal mese di febbraio 2021. A breve però tutti i twitterini potranno usare la nuova funzionalità, io mi ci sono imbattuta per la prima volta domenica scorsa e credo si tratti della più grande novità del social da qualche anno a questa parte.

Parola d’ordine del momento per i social: la voce, un terreno tutto ancora da esplorare.

Twitter Spaces, come funziona

Spaces, la nuova chat audio di Twitter, ancora in fase di test su app per iOS e Android, a breve sarà esteso anche alla versione web del social. Funziona così: si può aprire uno stanza, pardon! uno Spazio cliccando sulla nuova icona che comparirà (dopo aver fatto l’aggiornamento dell’App) accanto a quella del retweet e del like. Subito dopo possiamo scegliere chi può parlare all’interno dello spazio tra: tutti, persone che segui, oppure solo chi inviti a parlare.

In merito alla terza scelta, possiamo scegliere sia chi può parlare sia chi può solo ascoltareinvitare fino a 10 persone a parlare nel nostro Spazio tematico. E’ possibile anche richiedere la parola per intervenire. Ed è possibile assegnare anche un nome personalizzato allo Spazio, che di regola si riferisce all’argomento trattato in chatroom.

Host e Co-Host, le figure centrali in Spaces

Da una apposita schermata possiamo vedere chi sono i partecipanti al nostro Space, divisi per Host (chi ha aperto lo Spazio e lo gestisce), chi è abilitato a parlare e chi può invece solo ascoltare. Prevista anche la figura del Co-Host, un utente che viene invitato a gestire lo Spazio insieme all’Host per aiutarlo nella moderazione e che ha privilegi quasi equivalenti a quelli dell’Host.

Host e Co-Host, quindi, possono dare e togliere la parola a chiunque partecipi allo spazio, invitare nuovi utenti o anche espellere quelli già dentro lo spazio.

Twitter ha aggiunto che le prime persone ad avere accesso a Spaces saranno donne e persone appartenenti a delle minoranze: finora sono stati circa 6000 gli account che hanno avuto la possibilità di provare la nuova funzionalità.

Ma in questi giorni si stanno testando nuove funzionalità di Spaces : le reazioni con emoji, la possibilità di condividere un tweet dentro una chat e la trascrizione dei messaggi vocali. Si tratta di opzioni che saranno testate in queste settimane in attesa che la nuova app di Twitter diventi accessibile a tutti.

Per partecipare è necessario avere l’integrazione di Periscope abilitata: si tratta del servizio di streaming che Twitter. Chi ha un account certificato, ovvero riconosciuto come ufficiale da Twitter, manterrà il simbolo azzurro anche dentro Spaces. Gli Audio Spaces, ha fatto sapere Twitter, saranno inoltre inseriti in un progetto che permetterà agli utenti di monetizzare con i loro contenuti.

Oltre a Twitter, secondo fonti accreditate, anche Facebook starebbe lavorando ad una funzione audio. E Instagram, sempre di proprietà di Facebook, ha inserito da qualche ora la possibilità di fare delle dirette aumentando i partecipanti a quattro, con la possibilità di aprire Stanze di discussione.