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Novavido, la startup della prima retina liquida artificiale, chiude un round da 6 milioni di euro

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Novavido, la startup della prima retina liquida artificiale, chiude un round da 6 milioni di euro

Alfasigma, Utopia SIS, Istituto David Chiossone e Club2021 (famiglia Taini) entrano nella startup Novavido. Il round da 6 milioni di euro e suddiviso con 2 tranche in aumento di capitale della startup già accelerata da G-Factor di Fondazione Golinelli e sviluppata grazie alla ricerca scientifica di IIT e dell’Ospedale Don Calabria di Negrar. Il progetto ha l’obiettivo di curare la degenerazione della retina

Alfasigma, Utopia SIS, Istituto David Chiossone e Club2021 (famiglia Taini) entrano nella startup Novavido. Il round da 6 milioni di euro e suddiviso con 2 tranche in aumento di capitale della startup già accelerata da G-Factor di Fondazione Golinelli e sviluppata grazie alla ricerca scientifica di IIT e dell’Ospedale Don Calabria di Negrar. Il progetto ha l’obiettivo di curare la degenerazione della retina

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Novavido, startup di recente costituzione accelerata da G-Factor di Fondazione Golinelli, nasce da un progetto di ricerca sviluppato nel corso di 10 anni dall’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) con la collaborazione dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (Verona) e le competenze tecnologiche di Alfasigma. Il progetto riguarda lo sviluppo di un dispositivo iniettabile e biocompatibile, definito “retina liquida”, che si basa sull’utilizzo di protesi retiniche polimeriche volte al recupero almeno parziale della vista. Una nuova proposta terapeutica, potenzialmente rivoluzionaria per degenerazioni retiniche indotte da malattie come la retinite pigmentosa e la degenerazione maculare. L’idea è nata dal lavoro di due centri di ricerca dell’Istituto Italiano di Tecnologia, il Center for Nano Science and Technology di Milano (CNST-IIT) e il Center for Synaptic Neuroscience and Technology di Genova (NSYN-IIT), che hanno traslato la tecnologia organica per produzione di energia solare al campo della biostimolazione. Il progetto è supportato da incoraggianti risultati sperimentali ottenuti durante i test preclinici e pubblicati nel 2020 sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Nature Nanotechnology.

Alfasigma, Utopia SIS, Istituto David Chiossone e Club2021 lanciano il round da 6 milioni di euro, suddivisi in due tranche, nella startup Novavido, attraverso un aumento di capitale necessario a favorire lo sviluppo industriale del prodotto e il conseguente ingresso sul mercato. Il primo round di investimento sarà di 1,4 milioni di euro, mentre il successivo, di circa 4,5 milioni arriverà allo scadere dei 24 mesi, e sarà legato al buon esito e all’implementazione del piano di ricerca e agli step di crescita.

Il team di progetto

Scopo della startup è sviluppare ulteriormente il prodotto, testarlo sull’uomo e infine commercializzarlo. Il team operativo di Novavido è composto da Giovanni Manfredi (CEO) e Sara Perotto, ricercatori esperti di nanomateriali, e tre advisor scientifici, Fabio Benfenati, direttore del Center for Synaptic Neuroscience and Technology dell’IIT di Genova, Guglielmo Lanzani, che dirige il Center for Nano Science and Technology dell’IIT di Milano e Grazia Pertile, primario di oftalmologia dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar. Il team beneficerà della collaborazione di esperti dei laboratori di Alfasigma coordinati da Emilio Merlo Pich, direttore della Ricerca e Sviluppo di Alfasigma.

Il ruolo dell’Istituto italiano di tecnologia

“La nascita di Novavido è un caso emblematico di come la ricerca persegua il fine di migliorare la qualità della vita delle persone, avvicinandosi agli obiettivi di sostenibilità sociale alla quale una società sempre più inclusiva deve puntare. Le tecnologie sviluppate nei nostri laboratori hanno raggiunto un grado di maturità che, unito alla competenze e al lavoro del nostro team per il trasferimento tecnologico, hanno consentito di attirare finanziamenti privati molto importanti” commenta Giorgio Metta Direttore Scientifico IIT “L’Istituto dimostra così di realizzare in pieno la sua doppia missione: svolgere attività di ricerca di alto livello di rilevanza internazionale e trasferire i frutti dell’attività scientifica sul mercato, impattando concretamente sul tessuto sociale del nostro Paese favorendone lo sviluppo economico” conclude Metta.

“Siamo molto soddisfatti di avere concluso questa operazione e onorati della fiducia che i partner hanno riposto nel nostro progetto che si propone di trasferire la retina artificiale all’uomo. L’interesse suscitato e la caratura dei soggetti coinvolti rappresentano una forte spinta per trasformare Novavido S.r.l. in una realtà di successo. Questa iniziativa è un esempio di sinergia tutta italiana tra attori provenienti da diverse realtà che lavorano per uno scopo comune. È il risultato della collaborazione tra ricerca pubblica, ricerca industriale, sistema sanitario, esponenti del mondo imprenditoriale e finanziario e associazioni di pazienti. Ci auguriamo che la stretta collaborazione tra le molte parti in gioco porti in breve tempo a risultati concreti” affermano i founder della startup Novavido. “L’investimento di Alfasigma in Novavido rappresenta un concreto segnale di fiducia nell’innovativa tecnologia e per il team della startup, accelerata da G-Factor. Alfasigma è orgogliosa di contribuire allo sviluppo del progetto” commenta l’ingegnere Stefano Golinelli, presidente di Alfasigma Spa. “Utopia parte con il suo primo investimento, consapevole del proprio ruolo di investitore finanziario con smart money, ovvero finanza qualificata e specializzata necessaria alla crescita di progetti di ricerca così sfidanti e disruptive. Fare questo con un team di eccellenza e con coinvestitori di così alto standing è un orgoglio” dichiara Antonio Falcone, Executive Vice President di Utopia SIS.

Puntare sulla qualità scientifica

“È un importante impegno e una grande soddisfazione per l’Istituto Chiossone partecipare alla costituzione della Novavido s.r.l. Trovano così sbocco le nostre ricerche, avviate ormai da anni, per l’identificazione di soggetti candidabili all’impianto di protesi visive. Apporteremo al progetto Novavido la conoscenza profonda della condizione di cecità e della sua dimensione psicologica e l’esperienza di oltre trent’anni di riabilitazione sanitaria dei ciechi e ipovedenti. Siamo consapevoli della necessità di elaborare protocolli metodologici rivolti a selezionare adeguatamente i soggetti da candidare all’impianto e definire il successivo percorso di addestramento per ottimizzare la nuova condizione visiva post impianto. Con queste intenzioni il Chiossone, che è un ente non lucrativo, partecipa convintamente ad una SrL investendo 200 mila euro – parte di un lascito testamentario – nella speranza che il successo dell’impresa e l’efficacia dell’impianto possano davvero rappresentare una vera svolta per chi non vede” spiega Claudio Cassinelli, Presidente dell’Istituto David Chiossone Onlus.

“Novavido rappresenta per noi il tipo di progetto ideale con cui cimentarci d’ora innanzi: anche questa volta abbiamo investito sulla più alta qualità scientifica, garantita in questo caso da un centro di ricerca di eccellenza come l’IIT di Genova. Al contempo, “il come” abbiamo costruito il “deal” costituisce un modello di riferimento da tenere sempre ben presente per il futuro: auspico peraltro che tale “modello” sia replicabile e diffusibile nel sistema Paese: “ricerca, impresa e finanza” e “pubblico, privato e privato sociale” “tutti insieme ai nastri di partenza”. Una combinazione ancora molta rara, ma che si è riusciti a dimostrare possibile; siamo riusciti a capirci tutti e ad armonizzare, con mediazioni fruttuose, le rispettive prerogative nel nome dello sviluppo e del fine ultimo della nuova azienda Novavido, e abbiamo ora l’impressione che questa sia la strada giusta” dichiara Antonio Danieli, Vice Presidente Fondazione Golinelli e Amministratore unico di G-Factor S.r.l.