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Dalla parte dei rider. La Procura di Milano impone alle piattaforme 60mila assunzioni

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Dalla parte dei rider. La Procura di Milano impone alle piattaforme 60mila assunzioni

Violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro: ammende da 733 milioni di euro per le aziende della food delivery

Violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro: ammende da 733 milioni di euro per le aziende della food delivery

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Tre mesi di tempo per assumere 60mila rider in tutta Italia. Da Milano, il procuratore capo Francesco Greco ha avviato un’operazione storica nei confronti delle piattaforme del food delivery, finite al centro di una maxi indagine su sicurezza sul lavoro, capolarato e sfruttamento. Come si legge su Repubblica, Greco ha sottolineato quanto i ciclofattorini abbiano «svolto una funzione essenziale sia per portare da mangiare a un sacco di gente sia per permettere a molte imprese di sopravvivere» nei difficili mesi del lockdown. Principali rappresentanti della cosiddetta gig economy, i rider vivono da anni condizioni di precariato anche se di recente piattaforme come Just Eat hanno annunciato un piano di assunzioni.

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Rider: assunzioni per fermare lo sfruttamento

Nell’indagine partita a Milano la pm Maura Ripamonti e il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano hanno preso in esame anche violazioni per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro dei rider, calcolando ammende per un totale di 733 milioni di euro. Le assunzioni sono una condizioni necessaria per la Procura di Milano: se entro tre mesi Just Eat, Uber Eats, Glovo e Deliveroo non si saranno messe in regola con le decine di migliaia di lavoratori impiegati nella consegna del cibo, allora partiranno i decreti ingiuntivi. A Milano, la capitale del food delivery, l’Università Statale aveva condotto un’indagine sui rider dalla quale era emersa una condizione di precariato e formazione quasi inesistente.

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«Sono stati sentiti moltissimi rider – ha dichiarato Greco – sono state verificate le modalità di lavoro, sono state analizzate le conseguenze di eventuali comportamenti in caso di caduta del ranking di un rider e quindi la possibilità di non dare lavoro a chi si era fermato per bisogni fisici. Le conclusioni a cui siamo arrivati è che si tratta di un rapporto di lavoro subordinato». Mentre la giustizia continuerà a monitorare la situazione partendo dalle ipotesi di reato, negli ultimi mesi il mondo della food delivery era stato comunque interessato da annunci importanti: Just Eat, uno degli attori più importanti, ha infatti garantito che entro la fine dell’anno assumerà tutti i suoi rider.

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