desc

Erasmus? Il sito che ti aiuta a trovare casa, tutor e (addirittura) un lavoro all’estero

Scuola
EDUCATION
Edit article
Set prefered

Erasmus? Il sito che ti aiuta a trovare casa, tutor e (addirittura) un lavoro all’estero

Sono circa 250mila gli studenti che partano ogni anno per la mobilità europea. Check-In Europe è la piattaforma che raccoglie tutte le informazioni utili per trovare facilmente un’alloggio e un impiego nel paese di destinazione

Sono circa 250mila gli studenti che partano ogni anno per la mobilità europea. Check-In Europe è la piattaforma che raccoglie tutte le informazioni utili per trovare facilmente un’alloggio e un impiego nel paese di destinazione

Scuola

La generazione Erasmus: più di tre milioni di persone che, in tutta Europa, hanno attraversato e continuano ad attraversare l’Europa in lungo e in largo per studiare, lavorare e fare importantissime esperienze di vita. Adesso, l’Unione Europea vuole mettere in contatto questi tre milioni di puntini sparsi per il mondo, e lo fa scegliendo una piattaforma totalmente italiana, nata in Talent Garden: questa è la storia di WeTipp e di un prodotto, Check-in Europe, che diventerà un vero e proprio database dei viaggiatori europei e un punto di riferimento per chi volesse viaggiare in Europa per motivi di studio o lavoro. Perché, come dice il CEO di WeTipp, Damiano Ramazzotti: «Io non starei facendo il mio lavoro se non avessi fatto le esperienze di mobilità in giro per l’Europa».

Come nasce Check-In Europe

Tutto nasce per caso. O meglio ancora, dalla contaminazione nasce la piattaforma per ricostruire le storie e le esperienze di chi, proprio grazie al melting pot tra popoli e idee generato dal progetto Erasmus, ha trovato la propria strada. Damiano Ramazzotti e Marco Mazzini si incontrano a Tag Milano. Il primo è founder di WeTipp, una piattaforma di community management per l’interscambio di conoscenze e skills utilizzata all’interno della rete dei Talent Garden, il secondo è invece si occupa della Fondazione GaragErasmus e dei suoi progetti.

Nasce così Check-In Europe, una piattaforma destinata ai ragazzi che hanno partecipato ai progetti di mobilità europea  (Erasmus, Leonardo e tanti altri) e realizzata da una startup italiana, WeTipp. «Innanzitutto – spiega Ramazzotti – quella di affidarsi ad una startup è una scelta forte da parte della Commissione Europea, che ha valutato il nostro premiandolo e scegliendolo tra i tanti pervenuti da tutta Europa. D’altronde, la base del nostro lavoro è nel coworking, siamo fortemente allineati a loro nella vision generale, quella della collaborazione che crea valore aggiunto».

lithuania-map-of-europe-front

Il vantaggio per gli studenti Erasmus

Check-In Europe sarà un valido aiuto a chi affronta un nuovo viaggio Erasmus: darà a tutti la possibilità di registrarsi e di cercare, ad esempio, un alloggio per il periodo di studio, un tutor in grado di aiutarlo e dare supporto logistico e organizzativo o addirittura un lavoro per i mesi di permanenza all’estero. «Io vengo da questa esperienza – spiega Ramazzotti – ero uno dei formatori del programma Youth in Action e non sarei qui senza quelle esperienze di vita: io ad esempio non mi sono mai laureato, ma se sono così adesso lo devo alle mie esperienze in giro per l’Europa. La mobilità europea è stata la mia palestra di vita, e penso sia così per tutti quelli che hanno affrontato queste esperienze, che cambiano il tuo modo di vedere la vita e di lavorare».

D’altronde, il fatto di aver viaggiato e di aver partecipato a progetti come l’Erasmus è considerato da molti datori di lavoro un vantaggio competitivo enorme: proprio per questo, all’interno di Check-In Europe, è stato inserita una specifica sezione per i datori di lavoro, che possono postare sulla piattaforma le vacancy e selezionare i curricula migliori per le proprie aziende, partendo proprio dalle esperienze degli “alumni” dell’Erasmus.

«Ogni anno partono circa 250 mila persone per questi progetti – conclude Damiano – e sono stati circa 3 milioni e mezzo in questi anni. Quello che noi vorremmo fare è mettere in rete questi puntini sparsi per l’Europa, farli sentire parte di un network mettendoli contatto tra loro, per fare in modo che sia più facile la collaborazione tra di loro».

di Francesco Rende