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PMI e sicurezza: phishing, malware e trojan nell’infografica di Webroot

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PMI e sicurezza: phishing, malware e trojan nell’infografica di Webroot

Sulla base dell’analisi di 27 miliardi di URL, l’azienda che ha uffici in tutto il mondo, elenca tutte le minacce più rilevanti per le imprese. Tra i pericoli maggiori, le app per telefonino

Sulla base dell’analisi di 27 miliardi di URL, l’azienda che ha uffici in tutto il mondo, elenca tutte le minacce più rilevanti per le imprese. Tra i pericoli maggiori, le app per telefonino

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La probabilità per un utente di incappare in un sito di phishing nel corso del 2015 è stata del 50% (contro il 30% del 2014). Lo dice Webroot, azienda specializzata in sicurezza informatica, i cui uffici, dalla California al Giappone hanno analizzato nel corso dell’anno passato 27 miliardi di URL e più di 600 milioni di domini.

Secondo il rapportoNext Generation Threats Exposed“, le aziende più colpite dal phishing sono le aziende finanziarie e tecnologiche. Solo per fare un esempio, nel 2015 ci sono stati 83.000 siti che si spacciavano per Google cercando di ottenere le credenziali degli utenti.

E, a dispetto di quello che si potrebbe essere tentati di credere, la “classifica” dei Paesi che ospitano siti di phishing non trova al primo posto “paesi canaglia” come Russia e Cina, ma vede al primo posto gli Stati Uniti, la Germania e il Regno Unito.

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L’incubo delle APP

Webroot ha analizzato anche lo scenario del mobile, analizzando oltre 10 milioni di App Android nel solo 2015. Le App, successivamente classificate secondo i parametri “buona”, “dannosa”, “a rischio moderato”, “sospetta”, “indesiderata” hanno stupito gli stessi analisti: il 52% di tutte le nuove App sono state categorizzate come indesiderate o dannose, e solo il 18% come buone.

E non finisce qui: la maggior parte delle App risultano essere veicolo di virus Trojan (60%).

E tuttavia nemmeno gli utenti di iOS non possono considerarsi immuni dagli attacchi: la versione Trojan dell’ambiente di sviluppo Xcode, per esempio, ha infettato 2 milioni di utenti iOS.

Secondo Claudio Panerai, CTO di Achab, azienda italiana partner di Webroot: “Dallo studio emerge che molti attacchi vengono creati, eseguiti e conclusi nel giro di qualche ora e in alcuni casi anche nel giro di pochi minuti. Minuti che bastano per raccogliere credenziali, informazioni personali, crittografare i dati, recuperare informazioni “finanziarie” per accedere a sistemi di internet banking. Contrastare questo tipo di attacchi richiede un approccio innovativo perché è necessario mettere a punto un sistema intelligente a prova di hacker” .