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E’ biologico (e tutto siciliano) il vino bianco campione del mondo

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E’ biologico (e tutto siciliano) il vino bianco campione del mondo

Il bianco Aquilae Grillo Bio 2015 (della cantina Cva Canicattì) si è aggiudicato il premio Rivelazione nel Concours Mondial de Bruxelles. In Sicilia oltre 21mila ettari riconvertiti al vino biologico

Il bianco Aquilae Grillo Bio 2015 (della cantina Cva Canicattì) si è aggiudicato il premio Rivelazione nel Concours Mondial de Bruxelles. In Sicilia oltre 21mila ettari riconvertiti al vino biologico

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Il vino bianco campione del mondo 2016 è tutto siciliano: Aquilae Grillo Bio 2015 di Cva Canicattì ha infatti conquistato la Gran Medaglia d’oro e il titolo di Vino Bianco Rivelazione del XXIII Concours Mondial de Bruxelles, da sempre ritenuto, per la giuria e la scientificità del suo giudizio, il campionato mondiale dei vini. E non è tutto: l’azienda aggiunge una medaglia d’argento conquistata dall’Aquilae Catarratto 2015. Due vitigni, dunque,  il Grillo e il Catarratto, ritenuti “esemplari” di sicilianità. La “Rivelazione Rosso” ha riguardato invece la cantina di Montalcino Podere Brizio (dell’imprenditore argentino Alejandro Bulgheroni), per il Brunello di Montalcino Riserva 2010.

“Che soddisfazione per il primo bianco biologico”

“Per noi è una grande soddisfazione ricevere con il nostro primo bianco biologico, un riconoscimento così importante”, ha detto Giovanni Greco, presidente di Cva Canicattì. “Questo premio contribuisce sicuramente ad accendere ulteriormente i riflettori sui vini bianchi di Sicilia, che sembrano finalmente avere destato l’attenzione del mercato nazionale e internazionale, e conferma la nostra capacità di esprimere un’enologia rinnovata e moderna”. L’ Aquilae Grillo Bio (affinato 3 mesi in acciaio e 2 mesi in bottiglia) è un vino considerato dal carattere impareggiabile, un bianco innovativo per sapidità e freschezza. Racchiude in sè eccellenti doti di leggiadria e grande duttilità di abbinamento. Un vino lineare, autentico nel richiamare l’identità del vitigno e del terroir.

Standard qualitativi delle uve

Con una base produttiva di oltre mille ettari vitati, disseminati su diversi territori dell’agrigentino e con zone di produzione differenti, l’azienda si è dotata di un disciplinare di produzione interno che stabilisce e regola tutte le attività colturali nei vigneti, in modo da definire, già in pianta, gli standard qualitativi delle uve che verranno selezionate per la vinificazione. I processi di produzione sono così uniformati alle migliori tecniche di una viticultura moderna. Ai tre vini di punta dell’azienda (Aynat, Scialo e Calio) si aggiungono Il Centuno, il Fileno e il Satari oltre e due linee differenti, Aquilae (appunto) con quattro rossi e tre bianchi, e La Ferla con un rosso, un rosato ed un bianco. CVA Canicattì si rivolge principalmente al canale Horeca italiano ed estero. Dispone, in Sicilia, anche di una propria rete di punti vendita diretta.

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In Sicilia 21.000 ettari a vino biologico

La Sicilia conta oggi oltre 21.000 ettari convertiti al biologico certificato, ed è la prima regione d’Italia con un eclatante 38% della produzione nazionale. L’edizione 2016 del Concours Mondial quest’anno ha fatto tappa in Bulgaria, nella città di Plovdiv, e ha visto in campo 8750 campioni provenienti da 51 nazioni diverse. A giudicare questi vini sono stati 320 degustatori, tutti professionisti del mondo del vino tra enologi, sommelier e scrittori del vino, arrivati da 50 paesi.