desc

Aaron Rosenson, 26 anni, è stato scelto per investire in un fondo da 140 milioni

Economia Digitale
ECONOMY
Edit article
Set prefered

Aaron Rosenson, 26 anni, è stato scelto per investire in un fondo da 140 milioni

«Le migliori società sono le più giovani» ha detto Aaron Rosenson, che sarà tra quelli che guideranno il fondo Aleph Venture. A New York aveva portato al successo già diverse startup

«Le migliori società sono le più giovani» ha detto Aaron Rosenson, che sarà tra quelli che guideranno il fondo Aleph Venture. A New York aveva portato al successo già diverse startup

Economia Digitale

Dopo due anni e 150 candidati, i due venture capitalist israeliani Michael Eisenberg e Eden Shochat del fondo Aleph – che vanta capitali per 140 milioni di dollari – hanno trovato il giovane investitore che stavano cercando.

Aaron

Aaron Rosenson, 26 anni

Aaron Rosenson, 26 anni ed esperienza a New York

L’hanno cercato fra Israele, Londra e San Francisco, l’obiettivo era trovare qualcuno che si trasferisse da loro senza perdere i propri contatti di base. Alla fine, il prescelto per il ruolo di nuovo socio si chiama Aaron Rosenson, ha solo 26 anni e fino a poco tempo fa lavorava all’Insight Venture Partner di New York.

There’s a trend at the best firms to go young and I don’t think it’s an accident

Diversi I successi della carriera di Aaron, tra cui l’aver portato al suo vecchio fondo la miliardaria startup Docker, la compagnia HelloFresh e le società produttrici di software Gainsight e Moat. Adesso «avrò l’opportunità di lavorare in un piccolo ambiente a stretto contatto con persone che stimo tantissimo e per qualcosa di estremamente attraente», ha commentato poco dopo essere arrivato in Israele.

«Viviamo in una società in cui l’età non dovrebbe essere un limite»

La difficoltà di trovare un partner per Aleph riflette le complicazioni che ci sono quando si cerca di cambiare una partnership composta solo da due persone. Il fondo voleva diventare più giovane (anche se Eisenberg ha una quarantina d’anni e Shocat una trentina), partendo proprio dalla proprietà e non solo dai collaboratori.

«C’è una tendenza delle migliori società ad essere anche le più giovani e non credo che questo sia un caso», ha detto Eisenberg aggiungendo che «viviamo in una società dove l’età non dovrebbe essere un fattore limitante».