desc

La regola delle 5 ore: come prendersi il proprio tempo per non smettere mai di imparare

Scuola
EDUCATION
Edit article
Set prefered

La regola delle 5 ore: come prendersi il proprio tempo per non smettere mai di imparare

Da Benjamin Franklin a Bill Gates: i grandi geni hanno letto e sperimentato molto. Ecco tutti i vantaggi di chi dedica una parte della propria giornata ad ampliare le proprie conoscenze

Da Benjamin Franklin a Bill Gates: i grandi geni hanno letto e sperimentato molto. Ecco tutti i vantaggi di chi dedica una parte della propria giornata ad ampliare le proprie conoscenze

Scuola

Benjamin Franklin si prendeva un’ora al giorno, tutti i giorni, per imparare: libri, conversazioni, esperimenti. Bill Gates legge almeno un libro a settimana, Warren Buffet passa 5 o 6 ore sui giornali, oltre a studiarsi report economici di 500 pagine, Mark Zuckerberg legge un libro ogni due settimane. Sembra che il grande segreto delle menti più geniali sia quello di prendersi del tempo quotidianamente per lavorare su sé stessi, per migliorare e ampliare la propria conoscenza.

Un’ora al giorno per imparare

E’ la “regola delle 5 ore”, una per ogni giorno lavorativo. Si tratta di una strategia di successo che tutti possiamo usare e che permette, se applicata con costanza, di affrontare meglio anche tutti gli altri aspetti della propria vita. Facile a dirsi, meno a farsi con i ritmi frenetici del mondo d’oggi, verrebbe da dire. Non è proprio così. Josh Waitzkin, campione di scacchi e di arti marziali, fa l’opposto di tutti noi: anziché cercare di “spremere” al massimo le sue giornate, facendo più cose possibili nelle ore che ha disposizione, cerca di allentare i suoi impegni, in modo da lasciarsi dello spazio libero per dedicarsi ad imparare cose nuove. «Ho costruito la mia vita attorno a questi spazi vuoti per permettere alle mie idee di svilupparsi in un processo creativo e ho visto che così riesco a fare le mie cose in maniera molto migliore» ha spiegato in una recente intervista.

I vantaggi degli “spazi vuoti”

Fare come Waitzkin comporta almeno sei aspetti positivi:
1) Permette di pianificare l’apprendimento e di pensare non solo a quello che vogliamo o dobbiamo fare, ma anche a quello che vogliamo imparare.
2) Aiuta ad imparare da quello che si fa: invece di compiere le nostre azioni in maniera automatica, possiamo prenderci del tempo per valutare il modo in cui abbiamo agito e capire dove poter migliorare.
3) Ci permette di prendere il tempo necessario a ri-pensare, una fase fondamentale per assimilare le conoscenze che derivano da ciò che si fa quotidianamente. Camminare, ad esempio, può essere di grande aiuto per stimolare il pensiero.
4) Consente di “staccarsi” dal resto del mondo e dedicarsi ad osservare, conversare senza fretta, partecipare a confronti.
5) Aiuta ad affrontare i piccoli o grandi problemi che emergono durante tutta la giornata, quelli che tendiamo a rinviare e a nascondere sotto il tappeto per continuare con la lista di cose che ci eravamo prefissati. Avere degli spazi vuoti consente di occuparsi subito di questi problemi.
6) Permette di fare esperimenti, soprattutto su sé stessi, per cercare di mettersi alla prova.

Rimane solo da mettersi al lavoro, è meno difficile di quanto possa sembrare. Magari prendendo in mano un libro e cercando di fare come Bill Gates.