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L’imparzialità e altri 3 motivi per cui una startup deve crearsi un board, secondo Fan Bi

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L’imparzialità e altri 3 motivi per cui una startup deve crearsi un board, secondo Fan Bi

Startupper spiega perché creare un consiglio di amministrazione fa la differenza

Startupper spiega perché creare un consiglio di amministrazione fa la differenza

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Per molti startupper l’idea di un consiglio di amministrazione può essere un incubo: incontri noiosi dove presentare piano di sviluppo, rischiando di perdere il controllo della startup. Eppure creare un board può fare la differenza. Questa l’opinione di Fan Bi, Ceo di Blank Label, e-commerce che vende abiti classici per uomo in tutto il mondo. Ecco i suoi 4 motivi per farlo.

Fan Bi

Ti aiuta a fare decisioni per il futuro

Come imprenditori di una startup bisogna assumere diversi ruoli, essere un po’ tecnici, manager, psicologi per gestire i problemi del personale, spiega Bi. Attività quotidiane che tolgono tempo e spazio al Ceo per fare piani per il futuro, ragionamenti a lungo termine su quali strategie adottare, dove trovare nuovi capitali e risorse: «Quando ho creato Blank Label nel 2010, non sapevo come fare un piano strategico e questa mia incapacità è emersa più volte. Da quando nel 2015 ho deciso di creare un consiglio di amministrazione, l’azienda ha una vision chiara e una strategia che le consente di affrontare anche gli imprevisti. Il nostro board, composto da investitori ed ex Ceo di aziende, sa capire in anticipo quali sono gli impatti negativi delle scelte fatte oggi» spiega Bi.

Sa essere imparziale

“In un buon consiglio di amministrazione siedono i founder, uno degli investitori e un direttore, un tecnico, meglio se esterno alla startup”, spiega Bi. Alcuni membri del consiglio hanno il vantaggio, rispetto a te, di non avere un attaccamento emotivo al business: «Troppe nostre decisioni da Ceo sono legate alle emozioni che proviamo verso la nostra idea e azienda. Il board, al contrario, vede le cose in modo imparziale, non ha problemi a dirci con chiarezza che una strada che abbiamo scelto non può funzionare. Ci aiuta, insomma, a vedere la foresta tra gli alberi» continua Bi.

È composto da persone con esperienze diverse

Il board perfetto è un misto di esperienze e talenti diversi. Quando scegli chi ne fa parte, spiega Bin, attento a selezionare qualcuno con cui sei pronto a fare molta strada: «Ci saranno momenti di tensione, e non vorrai qualcuno che “esplode” alle prime difficoltà. Ho scelto di inserire nel board uno degli investitori che aveva più esperienza nel nostro mercato e che ha anche un’esperienza di Ceo».

Offre valore

Secondo Bi gli incontri del board sono un’occasione per offrire e ricevere feedback da ogni membro dell’azienda, fissare un’agenda dove discutere degli aspetti positivi o negativi di ogni ramo del business e trovare soluzioni in corsa per correggere le cose in tempo: «Puoi ricevere consigli da imprenditori anche senza mettere giù un consiglio di amministrazione, ma averlo ti aiuta a organizzare in modo sistematico queste occasioni per ricevere feedback necessari al successo della startup».