desc

Red Bull Basement University “mette le ali” alle idee degli studenti per migliorare gli atenei

Scuola
EDUCATION
Edit article
Set prefered

Red Bull Basement University “mette le ali” alle idee degli studenti per migliorare gli atenei

Gli studenti dei Politecnici di Bari, Milano e Torino hanno tempo sino al 21 ottobre per candidarsi con proposte innovative. Ai nostri microfoni, Vincenzo Russo e Stefano Franco, co-founder di Math2B

Gli studenti dei Politecnici di Bari, Milano e Torino hanno tempo sino al 21 ottobre per candidarsi con proposte innovative. Ai nostri microfoni, Vincenzo Russo e Stefano Franco, co-founder di Math2B

Scuola

Dagli studenti, per gli studenti. Sono loro i destinatari e i protagonisti di Red Bull Basement University: il progetto promosso dalla multinazionale di energy drink che punta su tecnologia e idee degli alunni per migliorare le università. Ad essere coinvolti nell’iniziativa, in Italia, sono gli studenti dei Politecnici di Bari, Milano e Torino, che avranno tempo sino al 21 ottobre per proporre idee e progetti in un video di 60 secondi, ed inviarlo sul sito di Red Bull.

L’iniziativa, lanciata a Milano al Luiss Hub, si suddivide in 3 fasi: dopo la candidatura e le selezioni, valutate da una giuria di esperti, i selezionati voleranno a Berlino per il Global Meeting; 4 giorni di workshop, dal 29 novembre al 2 dicembre, in compagnia di altri partecipanti provenienti da 16 diverse nazioni del mondo e più di 300 atenei. Al termine, ci si sfiderà “a colpi di idee”, e quelle vincenti saranno incubate. Ai nostri microfoni, Vincenzo Russo e Stefano Franco, co-founder di Math2B, hanno approfondito il tema e dato qualche consiglio utile ai candidati di Red Bull Basement University.

 

 

I temi su cui devono essere incentrate le proposte sono: il consumo e la produzione sostenibile; la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti; la sicurezza; la conservazione delle risorse naturali; l’inclusione delle minoranze; l’accessibilità alla struttura e al sistema; l’empowerment degli studenti. Gli alunni possono anche organizzarsi in gruppetti per sviluppare i progetti, i quali dovranno, però, essere presentati da massimo due persone. E’ obbligatoriamente richiesta la conoscenza della lingua inglese.

A che cosa mira Red Bull Basement University?

Lo abbiamo chiesto a Oscar Di Montigny, head of Innovation, Sustainability & Value Strategy di Banca Mediolanum e Ambassador di Red Bull in questo progetto: “Con Red Bull si vuole cercare di cambiare in positivo le università, renderle più sostenibili ed al passo coi tempi. E proprio gli studenti, che vivono quel contesto quotidianamente possono indicarci criticità e punti di forza. A loro chiediamo di proporre idee e spunti per realizzare qualcosa di importante. Quando si vuole veramente cambiare qualcosa, è dall’interno che devono partire le soluzioni. In Italia manca, spesso, il sapersi assumere le proprie responsabilità. Si tende a deresponsabilizzarsi, piuttosto che rimboccarsi le maniche e studiare come poter cambiare le cose”.

Leggi anche: Dock3 Demoday: Monugram vince la competition di Roma Tre

Lo slogan di Red Bull “ti mette le ali” cade a pennello per questa iniziativa, presentata a Milano da alcuni rappresentanti di Math2B, partner nel progetto di Red Bull. Oltre ad incoraggiare gli aspiranti startupper a mettercela tutta nel tirare fuori qualcosa di rivoluzionario, l’ingegnere Michelantonio Trizio ha tenuto un’interessante approfondimento su come si crea e si sviluppa una startup.