desc

Wally Funk, la donna che a 82 anni sarà astronauta (grazie a Jeff Bezos). Una vita per la parità nello spazio

Science Tech
LIFE
Edit article
Set prefered

Wally Funk, la donna che a 82 anni sarà astronauta (grazie a Jeff Bezos). Una vita per la parità nello spazio

Aspettereste 60 anni per fare qualcosa che avete sempre sognato? Wally Funk non ha dubbi. Fare l’astronauta è sempre stato il suo sogno e, 60 anni dopo avere superato i test pensati per i candidati maschi che avevano fatto domanda per fare parte del corpo degli astronauti NASA, finalmente andrà nello spazio. Nel 1961 la… Read more »

Aspettereste 60 anni per fare qualcosa che avete sempre sognato? Wally Funk non ha dubbi. Fare l’astronauta è sempre stato il suo sogno e, 60 anni dopo avere superato i test pensati per i candidati maschi che avevano fatto domanda per fare parte del corpo degli astronauti NASA, finalmente andrà nello spazio. Nel 1961 la… Read more »

Science Tech

Aspettereste 60 anni per fare qualcosa che avete sempre sognato? Wally Funk non ha dubbi. Fare l’astronauta è sempre stato il suo sogno e, 60 anni dopo avere superato i test pensati per i candidati maschi che avevano fatto domanda per fare parte del corpo degli astronauti NASA, finalmente andrà nello spazio.

Nel 1961 la strada le era stata preclusa perché la NASA si era rifiutata di considerare candidature femminile. E’ una storia di discriminazione raccontata nel libro “Mercury 13”, poi diventato un documentario su Netflix. Le 13 signore in questione erano esperte aviatrici ma non avevano il background militare che la NASA richiedeva all’epoca, quando tutti gli astronauti erano piloti che si erano formati nei ranghi dell’aviazione, della marina e dei marines. Allora la carriera militare era preclusa alle donne, ma questo non impediva che ci fossero aviatrici di classe che guardavano allo spazio.

La storia inizia con la curiosità del medico degli astronauti Randy Lovelace che, dopo avere esaminato tanti uomini, si chiedeva come avrebbero reagito le donne sottoposte alle stesse prove. L’incontro con l’aviatrice Jerrie Cobb trasformò la curiosità in un progetto e nella clinica di Lovelace vennero selezionate 13 aviatrici che superarono tutti i test. Wally Funk, con i suoi 22 anni, era la più giovane del gruppo.

La Nasa e le donne nello spazio

Tutte ricevettero un telegramma che le convocava per ulteriori test che dovevano essere fatti in un centro NASA ma poi vennero informate che il programma era stato cancellato. Per ammissione della NASA aprire alle donne lo spazio non “era una priorità”. Prova ne sia che la prima astronauta americana (Sally Ride) andrà in orbita nel 1983, 20 anni dopo Valentina Teleskova.

Wally, come le altre sue compagne d’avventura era assolutamente entusiasta di diventare astronauta. Nel trailer del documentario di Netflix lei è la seconda a parlare e con un bellissimo sorriso ricorda “Mi hanno chiesto se volevo fare l’astronauta ed io risposi: assolutamente”. Tuttavia, appreso del fallimento del progetto non si perse d’animo. Adesso racconta “ I’m a positive person. Things were cancelled? So what? Wally’s going on. Why are people so negative? I’m not a quitter”.

Lo sbarco di Apollo 11

Tuttavia un po’ di amaro le rimase in bocca visto che, sempre nel trailer, dice che quando ha visto lo sbarco di Apollo 11 ha pensato che anche lei sarebbe stata capace di fare tutto quello che facevano gli astronauti lunari.

In ogni caso, Wally non mollò e continuò la sua ascesa nel mondo dell’aviazione fino ad essere la prima donna a ricoprire la posizione di ispettore della General Aviation Administration e la prima donna a fare parte del National Transportation Safety Board.

Tuttavia, la voglia di andare nello spazio non l’ha abbandonata, tanto che, nel 2010, si era comperato un biglietto per in volo suborbitale con Virgin Galactic. Non è come andare in orbita ma meglio che niente, deve avere pensato la volitiva ed energetica signora.

Wally Funk e l’incontro con Jeff Bezos

Virgin Galactic ha poi avuto una lunga serie di ritardi e Wally ha ricevuto un invito che le è stato impossibile rifiutare. Jeff Bezos le ha offerto un posto nel volo inaugurale della capsula New Shepard della Blue Origin che partirà il 20 luglio. Con lei ci saranno Jeff Bezos e suo fratello Mark.

Con loro si sarebbe dovuto essere un misterioso ospite che aveva comperato il biglietto messo all’asta per 28 milioni di dollari. All’ultimo minuto, il facoltoso passeggero ha avuto un problema ed il suo posto è stato assegnato a Oliver Daemen, un diciottenne figlio di un pezzo grosso della finanza che aveva partecipato all’asta e si era assicurato un posto sul secondo volo. Oliver sarà il più giovane astronauta e volerà insieme alla ottantaduenne Wally che sarà invece l’astronauta più anziana facendo del primo volo della capsula di New Origin un compendio di record. A dimostrazione che l’età è quella che si sente, nel video pubblicato da Jeff Bezos, l’attempata Wally esulta come una ragazzina.

Il volo durerà in tutto 11 minuti con circa 4 minuti di sensazione di assenza di gravità, poi la capsula di Blue Origin atterrerà gentilmente nel deserto.

Quando Bezos le chiede cosa dirà all’apertura del portello lei gli è saltata al collo dicendo: “Mio caro, è la cosa più bella che mi sia capitata”.