Exit per Foodinho, comprata dalla spagnola Glovo: in Italia si riapre la partita del food delivery

La seconda exit del 2016 ricalca il leitmotive del 2015: il food delivery italiano torna a fare gola alle holding estere. Un’altra azienda straniera arriva in Italia e si compra una startup, e un pezzo di mercato

La dinamica è quella che ha caratterizzato tutte le altre exit del food avute finora in Italia. Una società di food delivery arriva in Italia e si compra una startup italiana. E il suo go to market. Questa volta è la spagnola Glovo a puntare la milanese Foodinho. La cifra non è stata rivelata dai founder delle società che ieri hanno reso pubblica la notizia su TechCrunch. Il primo passo verso un’espansione internazionale per Glovo, fatta sul mercato latino, in Italia. Foodinho è «una piattaforma delivery di corto raggio che lavora tramite bike messenger o persone dotate di veicoli elettrici. A costi bassi perché un rider può fare fino a 8/10 consegne l’ora» aveva spiegato Matteo Pichi, founder di Foodinho, a Startupitalia.eu.

foodinho startupitalia

Di fatto è un’acquisizione mirata. Glovo nel tempo si è caratterizzata come un’azienda che ha fatto della velocità di consegna la propria cifra specifica. E il servizio di consegne di Foodinho gli calza a pennello. Come ha detto Pichi a Economyup «Glovo aveva l’opportunità di entrare in maniera organica in Italia costruendosi un team da zero, ma ha preferito farlo comprando gli asset di Foodinho. Dai ristoranti ai bikers, fino anche al team». Si tratta della seconda exit del 2016 in Italia, dopo quella di 20Lines acquisita da HarperCollins.

«Sappiamo che l’Italia è una grande opportunità per noi, e vogliamo diventare leader in questo mercato» ha detto il ceo di Glovo Oscar Pierre a TechCrunch». La cosa che colpisce un po’ è la tempistica dell’acquisizione. Due mesi fa appena ci sono stati i grandi movimenti di acquisizioni e vendite tra Rocket Internet e Just Eat proprio sul mercato latino. E proprio in Italia e Spagna. Rocket Internet il 5 febbraio ha venduto al suo principale competitor Pizzabo, Nevera Roja (spagnola) e un po’ di asset dell’America Latina. Vendita che ha portato un po’ di conseguenze, maldigerite dalle startup in questione, che in Italia hanno portato come ultimo atto alle dimissioni del founder di Pizzabo Christian Sarcuni date la scorsa settimana.

L’idea che si fosse trattato di fatto di uno scambio di «sfere di influenza» tra due monopolisti (o quasi) del mercato del food delivery aveva stuzzicato non pochi analisti, da un lato Rocket Internet si concentrava di più sui paesi emergenti, dall’altro JustEat si consolidava sul mercato sud europee. Forse Glovo vuole giocarsi la carta della velocità di consegna per ostacolare l’ascesa senza ostacoli della holding inglese. E decide di farlo partendo proprio dall’Italia. Dove il servizio di JustEat non gode sempre di ottima fama. Per gli appassionati del genere, sarà interessante vedere chi riuscirà a conquistarsi la fetta migliore di mercato nei prossimi anni.

Arcangelo Rociola
@arcamasilum

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