33 anni, dice un grande no all’ex ceo di PayPal e fa una startup a Bologna: chi è il «samurai» Marco Ramilli

Si definiscono samurai e «combattono» il crimine online, intervista al founder di Yoroi Marco Ramili «Prima pensavo che la parte più difficile del mio lavoro fosse programmare, oggi ho capito che è gestire le persone»

Ha 33 anni, una startup, Yoroi, che contrasta il cyber crime e una storia incredibile da raccontare con viaggi in USA, collaborazioni con il governo americano e con una delle startup americane più hot del momento, Palantir. E il coraggio di dire “no” a Peter Thiel, l’ex founder di PayPal, per mettersi in proprio e creare il suo business in Italia: «Prima pensavo che la parte più difficile del mio lavoro fosse programmare. Oggi ho capito che è gestire le persone» racconta Marco Ramilli.

IMG_1398

Fa un paio di articoli accademici e l’America lo chiama

Marco studia a Bologna, laurea triennale in informatica. Dopodiché scrive articoli di ricerca su nuove metodologie su penetration testing, si tratta di processi per simulare attacchi ed analizzare la presenza di vulnerabilità sui sistemi. I suoi lavori piacciano e gli aprono le porte della UC Davis, Università della California. Lì continua a sviluppare le sue idee e ottiene un PhD in materia di sicurezza informatica. Intanto vieni chiamato a Washington  DC (dai Federali)  per applicare i suoi studi ai sistemi elettronici usati per le elezioni americane.

Quando ha stretto la mano a Peter Thiel (e la sua Palantir da 20 miliardi)

Palantir è una delle startup più hot della Silicon Valley. Sviluppa software per scovare reti terroristiche, ladri e truffatori online ed è valutata 20 miliardi di dollari. Dietro c’è Peter Thiel, ex PayPal, investitore e cofondatore del progetto: «Mi hanno preso a lavorare per loro. Thiel l’ho visto poco, ma gli ho stretto la mano un paio di volte. Poi si sono resi conto che parlavo bene in italiano. Allora mi hanno detto di andare a Roma, stavano preparando una sede in Italia e volevano che io me ne occupassi» racconta Marco che dopo un po’ decide di lasciare, ma ci dice poco sui motivi che lo inducono a questa scelta. Anche se immaginiamo, come spesso accade in questi casi, che sia una decisione dettata dall’insoddisfazione e la voglia di camminare con le proprie gambe.

Il sogno di creare un’«armatura» robusta e agile

Marco ha un sogno: creare un sistema di difesa dai cyber crime, incentrato sulle problematiche specifiche della realtà italiana, una cosa unica nel suo genere, visto che la maggior parte delle soluzioni sul mercato non sono create nel nostro Paese. Si mette allora alla caccia di investitori e si racconta il Gruppo MAM che crede nel progetto e decide di finanziare l’iniziativa (MAM SpA), tra loro c’è David Bevilacqua, in passato Vice President di Cisco e oggi presidente della startup.

Decidono di credere nella sua idea (la cifra dell’investimento è undisclosed, ndr): «Yoroi viene da un termine giapponese, da un’armatura indossata dai samurai che aveva due caratteristiche: robustezza e agilità. Proprio come l’indumento la startup vuole proteggere le aziende utilizzando metodologie lean e nuove tecnologie».

Come funziona e quale modello di business ha Yoroi

«Non vendiamo un prodotto, ma eroghiamo un servizio che viene offerto attraverso una piattaforma cloud. Quello che facciamo è di installare un dispositivo nelle aziende nostre clienti, una macchina che analizza i dati di ogni postazione di lavoro e li manda sul cloud, dove i nostri analisti si occupano di rilevare malware e combatterli».

Yoroi è attiva da un anno, ha una ventina di persone tra dipendenti e collaboratori ed offre le sue soluzioni a banche, aziende e enti governativi. «Abbiamo tra i nostri clienti sia medie aziende da 200 milioni di fatturato a salire».

Il costo dei loro servizi dipende dal numero di postazioni da proteggere, e può andare da poche migliaia di euro a centinaia di migliaia di euro. Per ragioni di privacy, Marco non può darci il nome di alcune delle big company che usano i suoi sistemi di sicurezza.

Il 70% delle aziende vittima di attacchi

«E ci sono anche quelle che non lo dichiarano. Solo in ambito bancario siamo vicini al milione di euro di frodi l’anno (dato statistico). In Italia abbiamo monitorato e sventato furti dai 50mila ai 180mila euro» racconta Marco che ci spiega come una delle minacce più comuni nel nostro Paese sia BEC Business eMail Compromise) e,  in ambito bancario, il Dridex, un “malware che porta l’utente su una finto sito di home banking: inserisci le credenziali della sua banca e gli vengono sottratte”. E ci dice un’altra cosa interessante: «La maggior parte degli attacchi delle aziende avviene nei confronti del pc di un dipendente dell’azienda e da lì il contagio si propaga orizzontalmente verso altri dipendenti».

ThreatIntel.

 Trasparenza, la parola chiave per una startup

«Se millanti cose che non hai sei fuori dai giochi. Essere trasparenti alla lunga paga. E anche esserlo con il team. Uno dei miei errori più gravi è stato quello di non dare troppe spiegazioni per una mia scelta, come se gli altri dovessero capirlo in automatico».

Un anno di startup e questa è la lezione più dura che ha imparato: «Fare innovazioni hitech non è la cosa più difficile, di una macchina puoi prevedere il comportamento. Ma non puoi fare la stessa cosa con gli uomini. Riuscire a gestirli e coordinarli è la cosa più complessa».

Giancarlo Donadio
@giancarlodonad1

Galaxy Note 8, tutte le notizie prima del lancio

Dopo la sfortunata storia del Note 7, quest’anno Samsung spera di bissare il successo del Galaxy S8. Con un terminale munito di pennino e accessori omaggio per chi prenota subito

Il motore di ricerca della moda cresce e aggiunge altre città | Papèm

La startup, guidata da Alberto Lo Bue e Carlo Alberto Lipari, dopo aver ricevuto il premio Endeavor ai MYllennium awards, ha annunciato che l’espansione non si fermerà fino a quando Papèm non sarà presente in ogni angolo di tutte le città

Android 8.0, nome in codice: Oreo

Rispettata la tradizione dei dolcetti anche nella nuova release del sistema operativo mobile di Google. Che porta in dote novità per velocità e sicurezza

Zooppa lancia il primo contest per video VR a 360°. Ecco come partecipare

C’è tempo fino al 16 ottobre, saranno selezionati i migliori video promozionali o di storytelling girati con tecnologia 360° e della durata massima di 120 secondi
Garmin è partner tecnologico dell’iniziativa e mette in palio 5 Camere VIRB 360

DevSecOps: lo sviluppo software agile attento alla sicurezza

Sviluppatori, esperti di sicurezza, reparto IT: tutti devono collaborare per creare software davvero sicuro. Un concetto che si concretizza nel DevSecOps, un modo moderno e veloce per arrivare dall’idea alla produzione senza correre rischi