Quanto vale ogni tuo post su Facebook? Lo rivela questo sito di una startup milanese

Intervista al founder di Worldz Joshua Priore, che ci racconta come è nata l’idea di creare un’algoritmo che sappia quanto vale ogni tuo post e risparmiare soldi. Qui il sito per scoprire il valore dei profili

«In sostanza quel che vedi è il valore (in termini economici) di una tua condivisione su Facebook. Alle spalle di quel tasto “login with facebook” c’è la nostra app che, attraverso le interazioni che ricevi ed i tuoi amici, calcola un punteggio e lo rigira in termini economici». Semplice e diretto Joshua Priore, napoletano, ex ufficiale dell’areonautica adesso prestato al mondo delle startup e del digital marketing. Con il suo team ha creato uno strumento, una specie di Klout che calcola quanto vale per Facebook la condivisione di qualcosa sul tuo profilo. Si chiama Worldz. Un algoritmo un po’ più duttile di quello di Klout, spiega Joshua. E più utile perché trasforma «quel che fai sui social in benefici tangibili, ovvero sconti». L’algoritmo calcola il tuo valore. Dal sito ci si logga tramite Facebook e ti svela quanto vali. Lo hanno chiamato Worldz Wallet, «è il tuo sconto giornaliero se acquisterai prodotti sugli e-commerce che installano il nostro plugin». Nella sua descrizione su Linkedin si legge: «I am a young determined man.  I like technology, planes and everything that runs. I strongly believe I can change the world. I love my GF B». Anche qui semplice e diretto.

(a.r)
@arcamasilum

Joshua Priore, ceo di Worldz

Joshua Priore, ceo di Worldz

 

Cos’è worldz.net?

Worldz.net è il nostro sito istituzionale. Da lì i nostri utenti potranno accedere per vedere le ultime condivisioni che hanno fatto su Facebook: quanti like, commenti e condivisioni raggiungono, quali acquisti hanno fatto tramite Worldz e quali sono gli ultimi e-commerce che hanno inserito il nostro plugin e sui quali possono spendere.

A che serviranno tutti questi dati? 

L’obiettivo di Worldz.net è di fare anche da connettore per gli e-commerce: Vorremmo, in futuro, inserire tutti i prodotti che sono in sconto Worldz sul nostro sito cosicché gli utenti possano vedere direttamente da Worldz.net che prodotti in sconto possono acquistare senza andare di store in store. Un po’ il supermercato del web, ma per arrivare a ciò ci vorrà un po’ di tempo.

Avete dei competitor diretti? 

Ci sono algoritmi che provano ad attribuire un punteggio non economico all engagement degli utenti, ma nessuno lo valorizza in termini economici e di sconto. Non abbiamo competitor diretti, ci proponiamo come alternativa ai canali standard di comunicazione ed advertising ( come ad esempio Facebook ads e Influencer marketing, ndr).

Raccontaci come è nata l’idea di Worldz.

Worldz l’ho ideato io dopo esser “tornato a casa” dall’accademia aeronautica (dove ero allievo ufficiale pilota). Fallì una missione in volo durante l’iter addestrativo e persi tutti gli esami fatti. Purtroppo per entrare in accademia dovetti dare la rinuncia agli studi, dunque una volta uscito, non potei nemmeno proseguire ingegneria aerospaziale (dove ero giunto quasi al terzo anno di corsi) ma avrei dovuto ricominciare da capo. Piuttosto avvilito, osservai che i miei amici si accanivano sui like e commenti e pensai che fondamentalmente si accanivano per nulla. E mi venne in mente di fare un social network che analizzava la popolarità dei suoi utenti e trasferiva loro uno sconto quando condividevano (sul social stesso). Misi l’idea su h2biz.eu e realizzai un business plan. Tra i vari contatti, mi chiamo un business angel di Bergamo (Luca Aber, ndr) che convinsi a darmi il primo pre-seed. Assieme a lui, improntammo il primo principio di startup con l’aiuto di quello che oggi è l’altro co-founder (Gianluca Varriale). Il tutto ci sembrava fattibile perché l’algoritmo, per disciplinare le pubblicazioni, l’avremmo fatto noi quindi sapevamo perfettamente quante e quali persone sarebbero state raggiunte alle condivisioni.

E poi che è successo? 

E’ successo che ci servivano budget molto elevati che non ci furono concessi nemmeno da Marnix Groet (il secondo investor). Marnix però ci diede modo di continuare con un altro pre-seed e, comprendendo che stavamo per raggiungere il pivot, ho fatto diventare il social network geolocalizzato con i beacon, un plugin per e-commerce. Più semplice (perché siamo un B2B). Non dobbiamo fare fatica per raggiungere gli utenti (perché una volta installato il plugin sull’ecommerce, otteniamo la visibilità che quello stesso e-commerce ha) e utilizziamo facebook per la popolarità (quindi abbiamo creato un algoritmo che comprende l’engagement degli utenti che accedono, come hai fatto tu).

E’ il prezzo che un’azienda dovrebbe pagare a te per chiederti di parlare di loro.

Adesso come vanno le cose? 

Oggi lavoriamo su Worldz in 7. Io, che sono come CEO della startup fatta su Milano, Gianluca co-founder e COO, Luca e Marnix advisors, investors, Giovanni Catapano CTO, Francesco Mizzau E-commerce Manager, Luigi Caputo CDO e webdeveloper. In più stiamo creando una taskforce per raggiungere le società di sviluppo e-commerce o le web agency (alle quali noi affideremo il plugin, rigorosamente gratuito) con Leopoldo Maria D’alterio (già Sales Manager presso Hubstrat, società di sviluppo e-commerce, a loro volta nostri clienti) ed altri giovani che hanno voglia di fare e che proprio in questi giorni stanno imparando il tutto.

Ma alla fine che cosa vuol dire sapere qual è il prezzo di una condivisione?

E’ il prezzo che un’azienda dovrebbe pagare a te per chiederti di parlare di loro. Il discorso è semplice: noi normalmente pubblichiamo foto e diciamo di trovarci in posti che riteniamo essere fighi. E lo facciamo gratuitamente. Se fossimo degli influencers o delle persone famose, le aziende ci chiederebbero di pubblicare queste cose incentivandoci con delle fee o pagandoci. Il principio è estendere questo sistema a chiunque, ovviamente disciplinandolo e proporzionando il tutto. Ecco il perché dell’algoritmo.

E  in media quanto vale una condivisione? Quella di una persona normale

Dipende dalla media degli utenti. La media stimata per un utente di facebook in italia è di circa 350 amici con circa 20/25 like e commenti per condivisione. Sulla base di questi valori, e anche su altri, il nostro algoritmo attribuirebbe un valore medio di circa 15 euro.

E adesso che volete fare? Che obiettivi avete?

Abbiamo deciso di realizzare Worldz perché è una cosa talmente semplice da comprendere che ci sembra assurdo che altri non l’abbiano fatto prima. Noi non chiediamo agli utenti di fare nulla di nuovo rispetto a quello che fanno già, ma diamo loro semplicemente l’opportunità di spendere meno grazie alle loro relazioni sui social. I nostri obiettivi nei prossimi mesi sono legati ovviamente alla crescita della nostra startup: ora ci stiamo concentrando sulle realtà in Italia. Appena abbiamo dimostrato l’enorme potenzialità, spero di attirare l’attenzione delle grandi società  per diffondere il nostro software nel più breve tempo possibile. I livelli di crescita sarebbero enormi. E’ in linea con gli sviluppi di Facebook. Magari, in tutto questo ci contatta Mark oltreoceano e ci fa un’offerta. Hai per caso il suo numero? (dice ridendo, ndr).

Ma è possibile che Facebook non sappia nulla di ste cose? Del valore dei profili? Di uno share?

Si e no. Nel senso che l’ottenimento di questi dati da parte nostra è certamente consentito purché rispetti la privacy. Però non vi è scritto nulla in merito all’utilizzo per fini commerciali di questo genere. Klout stesso ha un algoritmo che comprende la popolarità degli utenti, anche se secondo me ne utilizza aspetti sbagliati e ne fa un utilizzo altrettanto poco efficiente.  Per quanto riguarda il loro (di Facebook) uso interno, ancora non capisco perché non ci abbiano pensato prima: loro sanno esattamente quali e quanti profili vengono raggiunti dalle condivisioni perché l’algoritmo che stabilisce tutto questo l’hanno inventato loro.

(a.r.)

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