Né incubatore né acceleratore: Il modello startup studio di Nana Bianca, spiegato

Nana Bianca è uno dei più importanti startup studio italiani: dall’esperienza di Dada, dal 2012 i fondatori aiutano le startup a trovare la strada giusta

Non chiamatelo incubatore. O acceleratore d’impresa. Nana Bianca, creatura nata nel 2012 dall’esperienza di Alessandro Sordi, Paolo Barberis e Jacopo Marello con Dada, è uno startup studio. A differenza di tutte le realtà che accolgono un progetto e lo aiutano a crescere, Nana Bianca non guarda solo all’idea ma soprattutto al team. “Andremo sempre di più alla ricerca di risorse umane più che di idee”, spiega Sordi. “Le idee ci sono e bisogna realizzarle, cercando capitali ma soprattutto costruendo il giusto team”. Quindi una ricetta classica nel mondo delle startup, ma con più attenzione al capitale umano. Nana Bianca sarà tra i protagonisti della terza tappa dell’Open Summit Tour di StartupItalia.eu in programma il 23 maggio nella loro Firenze.Paolo Barberis, Alessandro Sordi, Jacopo Marello. I fondatori di Nana Bianca

La mission del team Barberis-Sordi-Marello: innovare e fare business

“In fondo Dada era un grande incubatore, solo che a quel tempo non si usava questa parola e ancora meno il termine startup”, racconta Sordi. Di Dada si può dire che dal 1995 ha contribuito a costruire un pezzo di internet italiano. Ricorderete sicuramente SuperEva e i suoi portali, o Register.it. È stata la prima società legata alla rete a quotarsi in borsa all’inizio degli anni 2000. Nel 2012 i tempi erano maturi per pensare a una nuova avventura, “un nuovo modo di fare impresa” lo definisce Sordi. Quindi lo spirito d’esplorazione, la voglia di innovazione e naturalmente la conoscenza dei modelli di business che avevano portato Dada a crescere, hanno dato vita a Nana Bianca, dove tre dei quattro fondatori di Dada si sono ritrovati.

Oggi Nana Bianca è il più importante punto d’incontro italiano per le startup italiane. Dal cuore di Firenze il team, a quattro mani con manager esperti di startup e business, mettono in contatto giovani con buone idee e investitori. “Definirei Nana Bianca un laboratorio artigiano digitale. Qui mixiamo gli elementi, le risorse, le idee e i capitali”, spiega Sordi.

Le 5 startup più innovative di Nana Bianca

Ad oggi i progetti sviluppati da Nana Bianca sono 26. Fra queste abbiamo chiesto a Sordi di scegliere le 5 più innovative. “Penso a Viralize (piattaforma tecnologica per il video advertising), Instal (mobile ad network incentrato sul performance marketing), Depop (app mobile per comprare e vendere prodotti direttamente dal proprio smartphone), Listupp (piattaforma di aggregazione di prodotti di alta moda, rivolta alla community del fashion) e Gourmant (vendite flash sales dedicate alle eccellenzeenogastronomiche italiane)”. Oltre all’eccellenza del team e alla solidità dell’idea, tutte hanno in comune la rapida scalabilità del progetto, caratteristica fondamentale per creare una startup di successo. Secondo Sordi, i campi in cui si potrà sperimentare e investire di più nel futuro saranno il mobile – e le startup citate sembrano averlo capito subito – e l’entertainment. “I videogiochi saranno una frontiera sempre più proficua da esplorare”. Anche se, spulciando il portfolio di Nana Bianca, sembra che anche in Italia si sia iniziato a puntare seriamente sull’ecommerce.

Come creare una buona startup: la ricetta di Nana Bianca

Da chi ha fatto la storia del web e ora sta facendo la storia nel campo dell’innovazione d’impresa, ci aspettiamo la ricetta perfetta per una startup di successo. “Il team è fondamentale, ci si deve circondare di persone di cui potersi fidare. L’idea di business da proporre deve essere facile da comprendere, in modo da attirare capitali con facilità”. Secondo Sordi questo è uno dei peccati originali delle startup: a volte idee complesse, anche se vincenti, non convincono gli investitori perché difficili da comunicare. “L’altro errore comune a molti startupper è l’idea di potercela fare con pochi soldi“.

Più spazio nel futuro di Nana Bianca

A conferma dell’importanza che Nana Bianca dà al fattore umano, Sordi dichiara che tra i progetti a cui stanno lavorando ce n’è uno molto fisico e molto importante. “Vogliamo ingrandire il nostro spazio per creare un ecosistema. Quando le startup finiscono il loro processo di crescita, vogliamo offrire loro uno spazio fisico in cui lavorare, in modo che le idee e le persone possano rimanere in Nana Bianca”. Proprio questo ricco team andrà a creare la base di competenze per sviluppare un servizio di coaching che aiuti gli innovatori a scrivere il futuro e a fare business.

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