Salabam, la startup che rende i cofanetti regalo digitali e flessibili

Nata da un anno, Salabam toglie il sistema delle fasce di prezzo fisse nelle gift box: affinché il dono non diventi uno stress per chi lo riceve

Alcune startup, come Salabam, nascono per risolvere problemi molto specifici. In questo caso: la poca flessibilità dei cofanetti regalo per weekend e vacanze. Diego Furlani ha lavorato per otto anni nel settore (prima Wish Days, acquisita da Smartbox, poi RegalOne), quindi praticamente da quando questo tipo di regali è arrivato sul mercato italiano. «Mi occupavo di sviluppo prodotto ed ho una cosa chiara: con le gift box spesso vuoi fare un regalo e porti uno stress a chi lo riceve. Il sistema dei prezzi fissi crea problemi al beneficiario del regalo al momento della prenotazione. Nei periodi di alta stagione, o anche solo nei weekend, le strutture praticano prezzi più alti, non coperti dal cofanetto, quindi spesso chi riceve il regalo ha problemi a usufruirne, a trovare una data compatibile col regalo». Dei problemi di trasparenza delle gift box si era occupata anche l’Antitrust nel 2015. Poco dopo, Furlani avrebbe fatto partire Salabam, con l’idea di innovare (e digitalizzare) tutto il processo produttivo: ciò che nella gift box è stampato e fisso, quindi incapace di venire incontro alle esigenze di chi riceve il regalo, con Salabam è digitale, dinamico e flessibile.

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La partnership con Sisal

L’incontro che ha generato Salabam è stato reso possibile grazie al Fantacalcio. È così che Diego Furlani ha conosciuto Marco Mazza e Blufreccia, che sono rispettivamente co-fondatore e finanziatore di Salabam. Furlani, col pacchetto Elation, seguiva i weekend premio per i vincitori del Fantacalcio di Sky e si era rivolto, come fornitore, a Blufreccia, agenzia di viaggio specializzata in pacchetti viaggio legati ad eventi sportivi. Da questo rapporto cliente-fornitore è nata l’amicizia che ha generato Salabam, che oggi ha due sedi (Cattolica e Verona), 6 soci e un anno di vita: nel 2016 il fatturato è stato di 200 mila euro, rafforzato soprattutto dai legami con grosse aziende, che comprano i pacchetti di Salabam per offrirli come incentivi e welfare aziendale ai dipendenti. E c’è stato già un primo importante successo strategico: la partnership con Sisal, che permette di pagare il pacchetto Salabam in 42 mila ricevitorie: «È molto importante offrire questa opportunità in un paese come l’Italia dove c’è ancora molta diffidenza sui pagamenti online». Ma chiunque può andare sul sito di Salabam e comprare un pacchetto regalo.

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Diego Furlani

Niente cofanetto fisico, ma voucher flessibili

La differenza di approccio tra le gift box tradizionali e Salabam non è solo in come si presenta il regalo (un’email personalizzata con voucher invece di un cofanetto fisico) ma in come nasce la contrattazione tra Salabam e le strutture. «I box», spiega Furlani che questo settore ha visto nascere e contribuito a plasmare «nascono da un accordo uno a uno con i singoli operatori alberghieri. Salabam invece fa accordi con i principali operatori del settore turistico, i GDS». I GDS come Sabre, Galileo, Amadeus, sono i sistemi telematici di prenotazione che gestiscono grandi database di hotel, compagnie aeree, società di autonoleggio. Sono quelli che usano sia le agenzie di viaggio fisiche che quelle online per gestire le prenotazioni, ma non erano mai finiti in una gift card, fino a Salabam. «Il vantaggio è che i GDS hanno ampi portafogli di disponibilità in tempo reale, questo rende innanzitutto la nostra offerta più ampia in termini quantitativi, dai 10 mila hotel di un cofanetto ai nostri 200 mila». Ma soprattutto, il rapporto con l’hotel non si basa su un singolo accordo commerciale, ma su un sistema di transazioni, che consente a chi è il beneficiario del pacchetto regalo di «essere un cliente più pregiato» di entrare dalla porta principale, come se avesse prenotato con un’agenzia di viaggio. Il terzo vantaggio è che il voucher contenuto nell’email-regalo è dinamico: nel momento in cui il beneficiario va a prenotare, trova tutte le strutture che per le sue date corrispondono alla sua fascia di prezzo. Ed è flessibile anche sul numero di persone che possono usufruire del regalo.

Ad esempio si può aggiungere una terza persona, e avere accesso con lo stesso voucher a una fascia di hotel dal prezzo più basso.

Oppure non essere in due ma da soli, e accedere a una fascia dal costo più alto.

Una crescita basata sulle aziende

I numeri di Salabam non sono strabilianti, sono 700 i pacchetti regalo venduti nel primo anno. «Ma la società è tutta autofinanziata dai soci e da BluFreccia, il nostro progetto sta in piedi da solo e l’azienda è già sostenibile», spiega Furlani, «Al momento siamo in cerca di finanziamenti per 300mila euro che ci permettano di aumentare le funzionalità e le categorie merceologiche e in un secondo momento di attaccare mercati stranieri. Sono risultati che potremmo anche raggiungere da soli, ma ovviamente ci metteremmo più tempo». Oggi su Salabam si possono regalare pacchetti a tema (sport, eno-gastronomia, arte, natura) legati a hotel e strutture ricettive. L’idea è crescere facendo leva sul welfare aziendale e su Sisal, per poi arrivare al grande pubblico. «Mi è rimasta impressa una cosa che ho letto su Jeff Bezos di Amazon» racconta Furlani: «Gli chiesero, quanto pensi di fare con la tua azienda? Lui era agli inizi ma rispose tranquillamente: un miliardo di dollari. Lo hanno preso per matto, ma guardate dove è ora».

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