Giancarlo Donadio

Giancarlo Donadio

Giu 12, 2017

La startup dell’hospitality chiude un round da 300K con LVenture e Angel Partner Group. Vikey

Aumento di capitale per il progetto di Luca Bernardoni, Federico Raccah e Richard Sasson. Il team ha sviluppato una soluzione smart per gestire da remoto il check in e il check out

Nel 2016 Airbnb ha generato solo in Italia un volume d’affari di 4,1 miliardi. Così divisi: 621 milioni di guadagni per gli host, 3,5 miliardi di spese dei viaggiatori tra bar, ristoranti e musei. La piattaforma di sharing economy americana ha creato un vero e proprio indotto, un mare di opportunità anche per le startup. Tanti progetti hanno cercato soluzioni per rendere perfettibile il business dell’azienda, come nelle due fasi check in e check out. Qui sono nati alcuni business per garantire servizi di accoglienza ed evitare al proprietario di spostarsi da un capo all’altro dalla città per consegnare o riprendersi le chiavi dell’appartamento. Uno di questi è Vikey, startup che da 2 anni fa test sul mercato e che ha chiuso un aumento di capitale con LVenture Group  e alcuni membri di Angel Partner Group (network di business angel che ha LVenture Group tra i suoi fondatori) di 300mila euro.  Ne abbiamo parlato con Richard Sasson, uno dei founder della startup: 24 anni, laurea alla LUISS e MBA a Tel Aviv, Richard è parte di un team di 6 persone, tra cui Federico Raccah, che è stato il primo seed investor, e il ceo Luca Bernardoni. «Siamo davvero entusiasti che LVenture Group e APG – ha dichiarato proprio Bernardoni – ci stiano sostenendo in questa sfida e abbiano deciso di scommettere su di noi. ll mercato del Vacation Rental è in continua evoluzione e la nuova frontiera è la digitalizzazione dei servizi. Con Vikey vogliamo rivoluzionare l’esperienza del check-in fornendo la prima chiave digitale ed universale per accedere alle case vacanze, direttamente dallo smartphone».

Accogliere gli host

«L’idea è nata dall’esigenza di alcuni del team che sono host su Airbnb, che è la stessa di tanti gestori di appartamenti che devono organizzarsi per accogliere i loro guest in modo tempestivo. Ma spesso le cose si complicano: voli cancellati, ritardi di aerei, ingorghi stradali, ritardano il processo e danneggiano sia gli host che gli ospiti» spiega Richard Sasson. Il manager fa notare come la “questione dell’accoglienza” sia delicata tanto che due attori del business degli affitti brevi, come lo stesso Airbnb e Booking, hanno inserito alcuni filtri di prenotazione e servizi di smart check per ovviare al problema. «Ma sono ancora soluzioni macchinose, alcune rudimentali – precisa – come inserire le chiavi in apposite cassette di sicurezza, o invasive come quella che vede l’utilizzo di serrature elettroniche o codici numeri per apertura e chiusura delle porte».

Check in e check out immediato

È allora che Richard e il team di Vikey hanno sviluppato l’idea che potrebbe fungere da soluzione.

Check in e check out immediato con una soluzione hitech

«Vikey è una scatoletta che viene installata vicino al citofono dentro l’appartamento e comunica con il wifi. Attraverso il citofono gli ospiti possono comunicare con il proprietario che a distanza aprirà il portone e la porta di casa. Per far sì che la soluzione funzioni inseriamo un incontro elettrico nella battuta della porta in modo da far sì che si possa aprire con un impulso elettrico».

Apri e chiudi le porte da smartphone

Vikey funziona così:

l’ospite suona al citofono, la centralina invia una chiamata al proprietario che risponde e comunica a distanza con l’ospite

allo stesso tempo può digitare un numero dalla sua tastiera oppure usare l’apposita app e “tappare” sull’icona apposita, per aprire portone e porta del suo appartamento.

Richard entra anche nei dettagli del modello di business: 150 euro per l’installazione, più canoni mensili che vanno da 29,90 mensili per il gestore di un appartamento, mentre sono 19,90 euro per chi gestisce più appartamenti a livello professionale. I vantaggi secondo il manager sono nei costi minori, rispetto a un servizio di conciergerie fisico che «costa tra i 20 e i 30 euro a check in».

Due anni di test prima di LVenture

Specializzati nell’apertura di porte, sono stati abili nell’aprirne una su tutte: quella di LVenture. Ci sono riusciti sfruttando il loro il loro network di conoscenze e  arrivando così a fare una presentazione aLVenture. «Hanno apprezzato il fatto che il prodotto fosse pronto, che avesse già dei clienti paganti». Con i 300mila euro di investimento l’obiettivo è terminare più di 500 installazioni, il 50% della cifra sarà destinato allo scopo, il 30% a migliorare il prodotto dal punto di vista tecnico, la parte rimanente per management e marketing. «Stiamo ideando una strategia di direct marketing che ci permetterà di andare a colpire direttamente gli aggregatori di appartamenti».

La sinergia tra LVenture e APG

«Sappiamo quanto è fondamentale riuscire a coinvolgere attivamente gli investitori nelle prime fasi di vita di una giovane impresa – ha dichiarato Roberto Magnifico, Presidente di Angel Partner Group – per questo la sinergia tra LVenture Group e APG è indispensabile alle startup per maturare e crescere, ma anche agli investitori stessi per essere guidati negli investimenti più sicuri e promettenti. Il nostro vero valore – ha aggiunto – sta infatti nella capacità di facilitare l’incontro di investitori con le migliori startup e di creare un solido legame di reciproci benefici, basati sul raggiungimento dei propri obiettivi».

SweetGuest, Bnbsitter e le altre

Vikey è solo una delle ultime startup legate in qualche modo al business di Airbnb. Tra le altre, ricordiamo SweetGuest, che ha realizzato soluzioni che massimizzano la visibilità degli annunci sulle piattaforme di home sharing (hanno raccolto un seed round da 1 milione di euro. Oggi hanno 350 immobili in gestione e hanno appena aperto uffici a Firenze).
Bnbsitter, la piattaforma che mette in contatto proprietari con persone che si occupano di accogliere ospiti e pulire appartamenti. Ideata da due siciliani che in Francia ha saputo raccogliere oltre 2,5 milioni di euro, da investitori come Frederic Mazzella, il fondatore di Blablacar.
Nel mondo invece spiccano soluzioni come August, specializzata nell’apertura e chiusura degli appartamenti da remoto via app. La startup ha ottenuto finanziamenti per ben 65,7 milioni di dollari (tra gli investitori Bessemer Venture Partners).