Australia, all'università arriva il riconoscimento facciale - Startupitalia
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Ultimo aggiornamento il 2 luglio 2019 alle 8:04

Australia, all’università arriva il riconoscimento facciale

Riconoscimento facciale con un software che crea un profilo biometrico e lo confronta con le foto scattate al momento dell'iscrizione all'università

In Australia la lotta agli imbroglioni diventa una cosa molto seria. Una particolare attenzione, infatti, sarà fatta alle interno delle università. A chi non è mai capitato di voler mandare qualcun altro al proprio posto a sostenere un esame? Magari se si ha un gemello o gemella, nell’indifferenza più totale della gente o, nel caso di università con tanti iscritti, un amico che si immoli per la causa. Purtroppo adesso, con il riconoscimento facciale, non si potrà più neanche sognare una cosa simile e il perché è presto detto.

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Arriva il riconoscimento facciale

In aiuto, come sempre, arriva la tecnologia, di quella più aggiornata e avanzata. In Australia si utilizzerà il riconoscimento facciale per evitare che qualche furbetto decida di farsi sostituire. Si tratta di due tecniche attualmente in fase di sperimentazione e appartengono ad aziende diverse. La prima è la NEC Australia e la seconda è la Genix Ventures. Il funzionamento è abbastanza semplice: questi software creano dei profili biometrici che vengono poi confrontati con le foto scattate agli esaminandi proprio durante l’iscrizione. Così facendo si può verificare la loro identità per poi monitorarli tramite una webcam in modo che non si sostituiscano. Per quanto articolata sia la cosa fa pensare che in Australia sia comportamento alquanto diffuso.

Parola all’esperto

“Spesso è difficile per gli esaminatori distinguere gli studenti guardando la foto di un documento e sapere se la persona che siede di fronte è la stessa”, ha spiegato Steve Godinho, Ceo di Genix Ventures. “Uno studente può aver fatto crescere la barba e, inoltre, i familiari stretti possono essere difficili da distinguere. La tecnologia del riconoscimento facciale può ovviare a tutto questo”. Questo strumento viene già utilizzato al Cambridge Boxhill Language Assessment, istituto che si occupa delle certificazioni di lingua inglese per professionisti stranieri che vogliono lavorare in Australia. Ma non solo, 100 studenti di Melbourne hanno fatto da ‘cavie’ per la sperimentazione. Durante questo test una persona dello staff dell’università si occupava di scattare le foto agli esaminandi che entravano in aula e poi, con un software le confrontava con le foto fatte al tempo dell’iscrizione. Questa tecnologia può essere usata anche via webcam, da remoto

 

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