Coronavirus, Morgan Stanley prevede crollo del Pil USA del 30%

Ultimo aggiornamento il 23 marzo 2020 alle 17:05

Coronavirus, Morgan Stanley prevede crollo del Pil USA del 30%

Secondo il capo economista Chetan Ahya, gli Stati Uniti registreranno un crollo del 30% totalizzando la peggiore performance in 74 anni

Non c’è certo bisogno degli analisti per comprendere la difficoltà del periodo. Arduo, poi, prevedere ora come sarà l’economia dopo, cioè quando la pandemia sarà passata, perché non abbiamo esperienza di accadimenti simili, con i principali Paesi che si sono spenti via via uno dopo l’altro, come tante lampadine di una luminaria natalizia fulminata. Dopo Goldman Sachs, che per il secondo trimestre USA prevede una flessione del Pil del 24%, è ora il turno di Morgan Stanley.

Cosa prevede Morgan Stanley

Secondo il capo economista di Morgan Stanley Chetan Ahya, il Pil americano nel secondo trimestre dell’anno registrerà un crollo del 30% totalizzando la peggiore performance in 74 anni. Questo è ciò che prevedono gli analisti dell’agenzia di rating per il periodo in cui dovrebbe essere massima la virulenza del Covid-19 sul suolo americano e massimi i suoi effetti sull’economia statunitense.

Dalle stime degli economisti di Morgan Stanley, la pandemia toccherà infatti il picco fra aprile e maggio con la ripresa che dovrebbe avere inizio nel terzo trimestre. Tuttavia, se i tempi del picco dovessero essere ritardati fino al terzo trimestre, allora l’economia USA potrebbe crollare dell’8,8% nel 2020, performance che non si registra dalla crisi degli anni ’30 del secolo scorso.

Le altre stime

Ecco le altre stime (discordanti) rese finora sull’impatto del Coronavirus sull’economia statunitense nel secondo trimestre di quest’anno:

Goldman Sachs: flessione del 24%

Federal Reserve Bank di St. Louis: flessione del 50%

Il pacchetto di aiuti della Casa Bianca continua a lievitare

Intanto continua a crescere il pacchetto di aiuti che la Casa Bianca ha promesso al Paese. Il pacchetto di stimoli in studio al Congresso ammonterebbe ora complessivamente a oltre 4.000 miliardi di dollari.

Steven Mnuchin

«C’è molto sostegno da ambedue i lati», ha detto il segretario al Tesoro Usa, Steven Mnuchin, sottolineando la collaborazione del Congresso e annunciando che oggi incontrerà i leader dei senatori democratici e repubblicani. «Bisogna approvarlo oggi», ha sottolineato Mnuchin avvertendo di essere ponti eventualmente alla nazionalizzazione delle imprese in difficoltà, a iniziare dalle compagnie aeree.

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