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Design Italy lancia la campagna di equity crowdfunding su 200Crowd

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Design Italy lancia la campagna di equity crowdfunding su 200Crowd

Tra gli obiettivi di crowdfunding di Design Italy: l’ampliamento nei mercati, l’accrescimento del team, l’aumento dell’automation e un progetto con la Cina

Tra gli obiettivi di crowdfunding di Design Italy: l’ampliamento nei mercati, l’accrescimento del team, l’aumento dell’automation e un progetto con la Cina

Design Italy, il marketplace per l’export del design Made In Italy di alta gamma che aiuta artigiani, artisti e designer ancora poco noti a scalare i mercati internazionali, ha lanciato la sua campagna di equity crowdfunding su 200Crowd.

“Il nostro obiettivo è quello di raggiungere tra i 150K e i 300K – spiega Roberto Ferrari, founder e CEO di Design Italy – Impiegheremo quanto ottenuto per espanderci nei mercati globali; ampliare il nostro team con l’inserimento di tre nuove figure entro la fine dell’anno e rafforzare il settore marketing; aumentare l’automation e sviluppare ulteriormente la parte tecnica in vista di un progetto da portare avanti con la Cina”.

 

 

Design Italy: la startup del design 100% Made in Italy

Un settore, quello del design italiano ancora poco presente nel campo dell’e-commerce. Roberto Ferrari, ex direttore generale di ‘Che Banca!’ ed ex Chief Digital and Innovation Officer di Mediobanca, ha fiutato prima di altri le potenzialità che il digitale offre nel campo del Made in Italy. “Sono, da tempo, appassionato di design e ho intravisto nell’e-commerce una grande opportunità di mercato e di crescita – afferma Ferrari – Ho notato che sono ancora poche le aziende italiane di una certa dimensione che sfruttano i canali di vendita online, il settore più cresciuto nel mondo durante lo scorso anno”.

Design Italy è una startup innovativa nata un anno fa come piattaforma aggregatrice di eccellenze nel campo del lusso e del design 100% made in Italy che offre l’opportunità a designer, artisti e artigiani di scalare i mercati internazionali. “Vendiamo in Italia, soprattutto, ma anche in America e nel Regno Unito. Proprio a Londra abbiamo concluso un accordo con Liberty Store per la ricerca di prodotti Made in Italy qualificati – spiega Ferrari – Anche il mercato del Sud Est Asiatico, prima dell’emergenza sanitaria, si è mostrato molto interessato alle nostre proposte. Con la Cina abbiamo in mente, infatti, di strutturare un piano dedicato. Abbiamo, comunque, una capacità logistica per servire oltre 200 Paesi nel mondo grazie ad accordi con spedizionieri e corrieri”.

Design Italy si inserisce in un segmento di mercato che, fino a prima dell’emergenza sanitaria internazionale, ha registrato crescite costanti. Il digital export italiano nel 2019 è cresciuto del 15% , raggiungendo quasi 12 miliardi, il doppio rispetto ai 6 miliardi del 2015. Il settore dell’arredo, in particolare, è stato il primo a livello globale per tasso di crescita dell’export digitale nel 2019 con un +19%.

Leggi anche: Roberto Ferrari racconta Design Italy, il nuovo marketplace del Made in Italy

 

La campagna di equity crowdfunding

Con l’obiettivo di attirare nuovi capitali dall’estero e spingere le eccellenze del design di lusso made in Italy verso il mercato internazionale, Design Italy ha lanciato oggi la campagna di crowdfunding su 200Crowd. Durerà due mesi e l’ambizione è quella di toccare quota 300K. “Vogliamo anche accrescere il team (attualmente composto da 8 persone più alcuni collaboratori esterni), inserendo 3 nuovi profili entro la fine dell’anno – spiega il CEO – E spingere di più sulla parte di marketing e commerciale. Inoltre, desideriamo incrementare l’automation e recuperare fondi per portare avanti progetti nel Sud Est Asiatico“.

Ma cosa significa lanciare una raccolta fondi in un periodo difficile e critico come quello che stiamo affrontando? Lo abbiamo chiesto al CEO. “Il comparto della produzione di oggetti di design è rimasto fermo per due mesi. Alla luce delle normative anti-Covid, non si poteva produrre e anche la domanda è, conseguentemente, scesa – sostiene Ferrari – Adesso sentiamo un forte bisogno di rilanciare il settore con nuovi designer, oltre a quelli già presenti, che abbiano voglia di scalare i mercati globali”. Il concept della campagna è, infatti, “We are Made in Italy, we are design Italy, and you?” e fa leva sulla necessità di rinforzare la capacità di export delle PMI italiane, soprattutto in questo delicato momento di ripresa.

“Ci aspettiamo, in una prima fase, attenzione da parte di investitori principalmente italiani – afferma il founder – Per poi, in un secondo momento di medio periodo, conquistare anche investitori internazionali. Escludendo gli ultimi due mesi, il bilancio, ad oggi, è positivo. Guardando al 2021 siamo molto ambiziosi, con il raggiungimento di un fatturato di 1.7 milioni che ci consentirebbe di incrementare le attività di marketing, lanciare progetti speciali già in lavorazione e continuare negli sviluppi digitali e di catalogo. Sulla piattaforma, fruibile sia in italiano che in inglese, sono presenti oltre 70 aziende e 1.000 prodotti. Siamo molto soddisfatti“.

Tra i designer e le aziende partner di Design Italy ci sono anche: Studio 65, Zanetto, Budri, Paola C, Baleri, Franco Audrito, Martinelli luce, Giacopini, oltre a maestri d’arte come Officine di Efesto, Michele Iodice, Archivio Crepax.

Da ex direttore generale a imprenditore, l’esperienza di Ferrari

Era direttore generale di ‘Che Banca!’ e Chief Digital and Innovation Officer di Mediobanca, esperto di Fintech e appassionato di design e Made in Italy. Quali sono le skills che Ferrari, da manager, ha continuato ad applicare e lo hanno aiutato in ambito imprenditoriale? “Quello del manager e quello dell’imprenditore sono due lavori ben distinti, con ruoli differenti – conclude il founder – Posso affermare che la capacità di mantenere unito il team, seppur composto da profili con competenze molto differenti, è la competenza acquisita da manager che più ho applicato nel mio lavoro da imprenditore. Condividere obiettivi comuni e perseguire gli stessi fini, mantenendo un team coeso, è essenziale per tutte le startup e le realtà imprenditoriali che vogliano farsi strada“.