Dalla Cina al Brasile, fino alla Germania: dove il Covid non arretra
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Ultimo aggiornamento il 17 giugno 2020 alle 16:17

Dalla Cina al Brasile, fino alla Germania: dove il Covid non arretra

Negli USA i morti per Coronavirus hanno già superato i decessi della guerra del Vietnam e del primo conflitto mondiale

L’avvertimento dell’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, questa volta era giunto per tempo: guai a dare il Covid-19 per sconfitto perché è ancora ben presente in diverse parti del mondo e persino nel Vecchio continente, che pure sta riaprendo ogni attività. Gli ultimi numeri confermano questa tesi. Ecco dunque dove il Coronavirus non solo non arretra, ma persino avanza.

Torna la paura in Germania: 400 nuovi infetti

Notizie tutt’altro che positive arrivano dal Nordreno-Vesftalia, nello stabilimento di confezionamento della carne Tönnies. Stando a quanto riportano alcuni media tedeschi, sarebbero almeno 400 i dipendenti positivi al test. Nel distretto di Guetersloh è stata disposta la chiusura delle scuole e degli asili infantili fino alle ferie estive, per evitare che il contagio dilaghi. Proprio stamani la cancelliera tedesca Angela Merkel, parlando col Frankfurter Allgemeine Zeitung aveva affermato: «Il Covid non è scomparso, anche se è stato ben contenuto», perciò «dobbiamo stare molto attenti a non aggravare nuovamente la già difficile situazione economica».

In Romania i contagi crescono ancora

Nuovo – seppur contenuto – picco di contagi anche in Romania dove nelle ultime 24 ore i nuovi casi accertati sono stati 345, con il totale salito a 22.760. Da ieri vi sono stati altri 14 decessi, che portano a 1.451 il numero delle vittime.

È record anche in Ucraina

Record negativo anche in Ucraina dove sono 758 i nuovi casi di Covid delle ultime 24 ore, il numero più alto dall’inizio dell’epidemia, come sottolinea il Consiglio nazionale di Sicurezza e Difesa di Kiev, ripreso dai media locali. Stando ai dati ufficiali, in Ucraina sono stati accertati finora 33.234 casi di Coronavirus e 943 persone sono morte a causa del nuovo virus, 31 delle quali nel corso dell’ultima giornata.

Il fallimento dell’immunità di gregge svedese

Con 54.562 contagi e 5.041 decessi l’idea del governo svedese di fermare il virus con l’immunità di gregge si conferma un deciso fallimento. Il governo aveva recitato il mea culpa già un mese fa, da allora la situazione è migliorata sensibilmente, tant’è che i Paesi confinanti protrarranno la chiusura delle frontiere. Nel Paese comunque non c’è allarme: con l’arrivo della bella stagione gli svedesi stanno affollando i parchi senza mantenere alcun tipo di distanza di sicurezza e senza indossare protezioni individuali.

Gli USA verso i 2 milioni e 200 mila contagi

Lasciando l’Europa, gli USA continuano a presentare una situazione fuori controllo ma, nonostante questo, si apprestano ormai a ripartire. Ieri le autorità hanno registrato 24 mila nuovi contagi di Covid e 840 decessi. Numero che porta il totale degli infetti (inclusi i guariti) a 2.137.731 e quello dei morti a quota 116.963. Il totale dei morti a causa della pandemia supera così quello della Prima Guerra Mondiale, secondo il conteggio della Johns Hopkins University. Nella Grande guerra morirono 116.516 americani. Il bilancio delle vittime della pandemia aveva già superato quello dei soldati uccisi nella guerra del Vietnam alla fine di aprile. Gli Stati più colpiti sono Florida, Texas e Arizona.

La situazione è critica soprattutto nelle favelas

In Brasile circa 35mila nuovi casi in un giorno

Ma è l’intero continente americano a destare forte preoccupazione. In Brasile i morti per Covid nell’ultima giornata sono stati 1.282, portando a 45.241 il totale dei decessi. Il totale delle persone contagiate è balzato a 923.189 il totale delle persone contagiate, con un incremento mostruoso di 34.918 unità in più rispetto a 48 ore fa.

India record di vittime

Non va meglio nemmeno in India, che progressivamente sta allentando le misure di sicurezza: nelle ultime 24 ore sono morte 2 mila persone: nuovo record di vittime giornaliero, per un totale di 11.903 decessi legati al Covid. L’aumento è in parte dovuto alla revisione delle cifre a Mumbai, la città più colpita, che ha sommato 832 morti al bilancio giornaliero a causa di «difetti» nel conteggio delle vittime.

La Nuova Zelanda militarizza le frontiere

Dopo la conferma di due nuovi casi di Covid importati dalla Gran Bretagna, la premier neozelandese Jacinda Ardern ha annunciato l’invio di militari alle frontiere per controllare gli ingressi nel Paese, colpito finora solo di striscio dalla pandemia. Si è trattato di un «errore inaccettabile», ha dichiarato Ardern, affermando che «non avrebbe mai dovuto succedere e non accadrà più». Sarà ora affidato ai militari il controllo dei nuovi arrivati nel Paese e il rispetto del loro periodo di quarantena, ha aggiunto.

Pechino si blinda dopo i nuovi focolai

Nelle ultime 24 ore le autorità cinesi hanno accertato 31 nuovi infetti che portano il totale di contagiati nel focolaio di Pechino a 137. L’Ufficio per lo sport del governo municipale ha deciso per la sospensione di tutti gli eventi sportivi. Al momento non c’è alcuna emergenza sanitaria in atto, non si registrano corse agli ospedali né nuovi ricoveri in terapia intensiva, ma il governo ha deciso che non può restare a guardare. Anche perché Pechino, con i suoi 22 milioni circa di abitanti rischierebbe di rappresentare terreno fertile per il Covid-19. Gli ultimi focolai sono stati scoperti in un mercato all’ingrosso nel nordovest della capitale, nel distretto di Haidian, il secondo a essere sigillato dopo che la scorsa settimana era già stato chiuso il gigantesco mercato di prodotti freschi di Xinfadi nel sud della metropoli cinese, nel distretto di Fengtai. Solo oggi il governo ha deciso di annullare oltre 1500 voli, più della metà del totale, che viaggia già a scartamento ridotto. Limitati anche gli spostamenti in treno e in bus. Per lasciare Pechino occorre esibire un patentino di negatività al Covid.

 

 

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