Recovery Fund entro agosto? La Svezia frena: "Troppe divergenze"
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Ultimo aggiornamento il 19 giugno 2020 alle 16:27

Recovery Fund entro agosto? La Svezia frena: “Troppe divergenze”

Il primo ministro svedese: "Resta molto da negoziare, noi dei Frugal Four pensiamo che il Next Generation Eu debba essere basato sui prestiti e non su sovvenzioni"

Potrebbe essere il primo ministro svedese, il socialdemocratico Stefan Löfven, il nuovo avversario dell’Italia nella lunga partita per arrivare a sbloccare i fondi del Next Generation Eu. A fronte di alcune piccole crepe che si stanno aprendo tanto nel fronte dei Frugal Four capeggiati dall’Austria, quanto in quelli del Gruppo di Visegrad, ora la Svezia pare, assieme all’Austria di Sebastian Kurz, il Paese più scettico sul Recovery Fund da 750 miliardi predisposto dalla Commissione europea di Ursula von der Leyen.

Svezia: “Next Generation Eu solo prestiti”

Secondo quanto riportano i media svedesi, Stefan Löfven terminato il consiglio europeo che, come è noto, si è concluso in un nulla di fatto, avrebbe detto: assieme agli altri tre Paesi frugali, “pensiamo che” il Recovery Fund “debba essere basato sui prestiti e non su sovvenzioni”.

Il primo ministro svedese, Stefan Löfven

Le posizioni in seno al Consiglio “sono ancora abbastanza lontane”. “Resta molto da negoziare” e faremo di tutto per riuscire a trovare un accordo in estate “ma non posso fare previsioni se sarà possibile”.

von der Leyen: accordo potrebbe arrivare per agosto

Stefan Löfven fa riferimento a quanto dichiarato dalla presidente della Commissione europea: “La prima discussione” su Recovery fund e bilancio “è stata molto positiva”, i leader hanno affermato di volere “un accordo prima di agosto” e sono consapevoli che “il successo del Recovery plan dipende anche dalla sua rapida adozione”. Lo aveva infatti detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen al termine del vertice europeo, suscitando però la pronta presa di posizione della Svezia.

Il primo ministro olandese Mark Rutte e Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea

I Frugal Four non cederanno facilmente

“Il Recovery Fund non deve aprire la strada a una Unione del debito” perciò “deve esserci un limite di tempo” e “si deve discutere di chi paga quanto, di chi beneficia di più e di quali condizioni vincolano gli aiuti”. Così invece il cancelliere austriaco Sebastian Kurz in un messaggio diffuso su Twitter. “L’Austria è ben coordinata con Danimarca, Olanda e Svezia” e vuole “contribuire” al dibattito Ue, ha sottolineato Kurz, “l’obiettivo” di Vienna “è mostrare solidarietà ai Paesi più colpiti dal coronavirus”.

Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz

Nuove crepe tra i Frugali?

Dopo il leggero e pallido distinguo della Danimarca, che ha affermato di voler collaborare a modificare il Recovery Fund senza arrivare a misure drastiche come il veto, oggi si è registrato anche un’altra dichiarazione inattesa. Il primo ministro olandese, Mark Rutte, a lungo capo dei falchi più rigoristi, avrebbe infatti speso parole di elogio sia per come l’Italia ha affrontato la pandemia, sia per lo spirito con cui sta programmando la ricostruzione. Smottamenti anche all’interno del Gruppo di Visegrád: secondo i broker, Polonia e Slovacchia non sarebbero più contrarie al piano, avendo comunque bisogno di accedere a quei fondi piuttosto velocemente.

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