Autostrade, verso diminuzione dei pedaggi per evitare il recesso?
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Ultimo aggiornamento il 11 luglio 2020 alle 14:07

Autostrade, verso diminuzione dei pedaggi per evitare il recesso?

ASPI proverà a presentare una controproposta all'esecutivo, che chiede tariffe più basse, "meno" Benetton e più Stato e di investire in manutenzione

Si va verso la possibilità che le tariffe autostradali vengono ritoccate al ribasso. Un atto doveroso, del resto, se si considera quanto sta avvenendo in Liguria in questi giorni, ma soprattutto un atto necessario a evitare che il governo acceleri sulla revoca della gestione delle autostrade e che la vicenda si consumi in una costosissima (per entrambe le parti) battaglia in tribunale. Quest’oggi ASPI dovrebbe formulare una nuova offerta in cui accoglierà o riformulerà alcune delle richieste avanzate dall’esecutivo nei giorni passati.

L’offerta di Autostrade

Nella proposta che Atlantia è pronta a siglare, con ogni probabilità, verrà annunciato che il Gruppo è pronto ad accettare anche la richiesta di tagliare la propria quota in Autostrade per l’Italia sotto il 50% dall’attuale 88% per fare posto a un investitore statale. Insomma, si va verso una riduzione della partecipazione dei Benetton e una corrispettiva nazionalizzazione della gestione dell’infrastruttura.

Il secondo punto che il governo esige riguarda i pedaggi: ad Autostrade si chiede una sforbiciata del 5% all’anno per i primi cinque anni, destinata a decrescere poi nei successivi 18 anni rimasti per portare il contratto alla scadenza naturale. Infine, il governo chiede che Atlantia rimetta sul piatto la cifra prestabilita per ciò che riguarda la manutenzione della rete autostradale. Il gestore aveva deciso di congelare i 14 miliardi già concordati come forma di protesta per tutelarsi dai continui attacchi di esponenti dell’esecutivo (in particolare con il numero 1 del MISE, Stefano Buffagni) e della maggioranza.

La Liguria porta il governo in tribunale

L’affaire autostrade impegna il governo anche su di un altro fronte: quanto sta avvenendo in queste settimane in Liguria, paralizzata nel pieno della stagione estiva dai cantieri per i controlli nelle gallerie avviati in massa dal Ministero delle Infrastrutture, che è diventato il destinatario principale degli strali quotidiani del presidente di Regione, Giovanni Toti. «Lunedì», ha annunciato Toti, la Liguria presenterà al tribunale di Genova una richiesta danni dato che, ha detto il presidente: «al momento quello che si prospetta, è una paralisi totale». Le chiusure e le interruzioni riguarderanno la Genova-Ventimiglia (A10), la Milano-Genova (A7) e la Genova-Rosignano (A12).

 

 

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