Covid, Austria "nella seconda ondata". Il Giappone allenta le misure
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Ultimo aggiornamento il 13 settembre 2020 alle 18:11

Covid, Austria “nella seconda ondata”. Il Giappone allenta le misure

C'è chi entra e chi esce dal rischio pandemico. A partire da domani, le mascherine saranno obbligatorie, oltre che nei supermercati e nei mezzi pubblici, anche in tutti i negozi e negli edifici pubblici

L’Austria è entrata nella seconda ondata di infezioni di Coronavirus. Lo ha dichiarato, senza usare mezzi termini, il cancelliere Sebastian Kurz in un comunicato, che è stato successivamente avvalorato dall’ultimo bollettino che fotografa il fatto che stia continuando a salire il numero di contagi giornalieri. Da venerdì a sabato, il Paese, di 9 milioni di abitanti ha registrato circa 870 nuovi casi, di cui oltre la metà a Vienna. “Siamo all’inizio della seconda ondata”, ha detto il primo ministro austriaco Kurz avvertendo che l’Austria è sulla curva che la porterà rapidamente a superare rapidamente i 1.000 nuovi casi al giorno.

Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz

Il cancelliere ha quindi invitato la popolazione a rispettare strettamente le misure anti-virus e a ridurre al massimo i contatti. A partire da domani, le mascherine saranno obbligatorie, oltre che nei supermercati e nei mezzi pubblici, anche in tutti i negozi e negli edifici pubblici. Kurz ha avvertito di non escludere nuove restrizioni, laddove il numero dei contagi dovesse continuare a crescere, pur auspicando di poter evitare un secondo lockdown. Dall’inizio della pandemia, l’Austria ha registrato 33 mila casi e 750 morti.

Nulla è stato invece definito da Roma circa la possibilità di ripristinare i controlli alle frontiere, non solo con l’Austria, ma anche con la Francia, che ha superato la soglia psicologica dei 10mila contagi quotidiani e presenta un focolaio proprio in Costa Azzurra, in prossimità del confine con la Liguria.

Il Giappone allenta le misure

Se l’Austria si appresta a vivere l’ondata di ritorno di Covid-19, il Giappone annuncia invece di essere nuovamente pronto ad allentare le misure anti contagio. Se ne dovrà occupare una commissione governativa, che ha comunque già dato un primo parere favorevole all’aumento degli ingressi nei cinema e nei teatri a partire dal 19 settembre prossimo, novità che sarà accompagnata anche dal progressivo incremento degli spettatori ai concerti. Fino ad oggi le restrizioni dipendevano dalla natura del luogo – se all’aperto o al coperto – mentre adesso verranno prese in considerazione la capienza dei luoghi, il numero dei posti a sedere e il tipo di esibizioni previste, così come il comportamento del pubblico. Per capirci, mentre durante una lotta di sumo gli spettatori tendono a urlare, comportamento che può diffondere maggiormente il Covid-19, a una rappresentazione di teatro si assiste in rigoroso silenzio, quindi la sala godrà di un minor numero di restrizioni. I concerti di musica classica o le rappresentazioni teatrali avranno la precedenza rispetto alle gallerie d’arte, ai musei e agli zoo; mentre per i parchi divertimenti dipenderà dal tipo di giostre e gli operatori avranno l’obbligo di fornire le mascherine ai clienti nel caso ne fossero sprovvisti.

Gli stadi adibiti ad ospitare eventi sportivi con oltre 10mila spettatori potranno essere utilizzati fino al 50% della loro capacità, un incremento rispetto agli attuali limiti nel campionato di calcio della J-League e della stagione del baseball. Le nuove linee guida, ha riferito il ministro incaricato per la gestione del coronavirus, Yasutoshi Nishimura, rimarranno in vigore fino a fine novembre. Il Giappone ha registrato ieri 649 nuovi casi di coronavirus e ulteriori 16 morti: lo ha reso noto il ministero della Sanità, secondo quanto riporta la Cnn. I nuovi dati portano il bilancio complessivo dei contagi a quota 75.980 e quello dei morti a 1.451. I pazienti sono ancora in condizioni critiche sono 190. A Tokyo ieri i nuovi casi sono stati 226, un dato che porta il bilancio della capitale dall’inizio della pandemia a quota 22.857.

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