L'identikit dell'aziende italiane che si rivolgono al FinTech - Startupitalia
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Ultimo aggiornamento il 30 settembre 2020 alle 5:42

L’identikit dell’aziende italiane che si rivolgono al FinTech

L'Ufficio Studi di BorsadelCredito.it ha analizzato tutte le imprese che hanno fatto una richiesta di prestito, trovando dati e caratteristiche ricorrenti delle micro imprese e PMI italiane

BorsadelCredito.it, attiva nel settore dei prestiti alle imprese e specializzata nella tecnologia a supporto del credito alle micro imprese e PMI, ha stilato un report delle aziende che hanno chiesto un prestito. I risultati hanno mostrato l’evoluzione delle aziende che si rivolgono al FinTech in Italia, mutato profondamente rispetto a tre anni fa.

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Piccole e giovani

Prendendo in considerazione la dimensione e l’anzianità delle aziende che chiedono prestiti, si scoprono le prime caratteristiche comuni. Circa il 75% delle imprese analizzate ha un fatturato inferiore ai 2 milioni: una larga maggioranza, seppur in diminuzione rispetto all’87% del 2017. Crescono le società con fatturato medio, compreso fra 2 e 10 milioni, arrivate al 20% – rispetto all’11% di tre anni fa – e quelle con dimensioni ancora maggiori. Più del 5% fattura sopra i 10 milioni, contro il 2% del 2017. Poco più della metà – il 51% – delle imprese che chiedono prestiti a Borsa del Credito, ha un’anzianità fra tre e dieci anni, mentre il 48% è attiva da più di dieci anni.

Tratto comune delle società richiedenti è la non certezza di ottenere il finanziamento. L’Osservatorio di Borsa del Credito ha quindi stilato le percentuali relative alla struttura e l’età delle aziende che riescono a prendere il prestito. Il 57% è micro, il 33% è piccola, il 10% media. Inoltre, la pressoché totalità delle imprese che ricevono i soldi richiesti ha più di tre anni di storia.

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Digitali e senza macchia

Altri dati interessanti arrivano sul fronte della digitalizzazione delle aziende richiedenti. Solo tre anni fa, il 64% delle imprese che approcciavano a BorsadelCredito.it non aveva un sito web e il 70% non aveva nessuna pagina social e non era segnalata su Maps. Oggi queste statistiche hanno subito un vero e proprio ribaltone: la metà delle società ha un sito attivo, il 60% di chi ottiene il prestito. Quasi la metà sono sui social con la propria pagina, ma solo il 30% resta censita su Maps.

 

Quasi tutte le PMI che si rivolgono a Borsa del Credito non hanno poi nessun evento negativo alle spalle, come debiti non onorati, protesti altre situazioni pregiudizievoli. Soltanto il 3% ha infatti trascorsi legali gravi, mentre la quota sale al 10% per le PMI ricevitrici del prestito. Casi di inadempienze che, seppur rappresentano una fetta marginale delle imprese analizzate, sono cresciuti a causa del Covid.

Chiedere un prestito in era Covid

Proprio riguardo alla pandemia, è rilevante notare l’aumento dell’ammontare totale dei prestiti effettuati da Borsa del Credito dopo il Covid. Se a fine febbraio questa cifra era di 80 milioni di euro su 901 prestiti, a luglio veniva raggiunta e superata quota 100 milioni, su soltanto 200 nuovi prestiti. Una crescita raddoppiata rispetto ai periodi di normalità. Particolarmente dinamico è stato anche il mese di agosto, che nel 2020 ha visto l’erogazione da parte di Borsa del Credito di 5,3 milioni per 37 nuovi clienti. A testimonianza del grande e diffuso bisogno di liquidità da parte delle PMI italiane che si rivolgono al FinTech.

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Lombardia e Campania: due regioni per metà dei prestiti

Rispettivamente con il 26 e il 25,6% della quantità totale di credito erogato, Lombardia e Campania sono le regioni che hanno ottenuto la parte maggiore dei fondi. Terzo posto per il Lazio, con il 14%. Staccato, al 7%, il Piemonte, il Veneto al 6% e l’Emilia Romagna con poco meno del 5%. Unica regione del Meridione nella parte alta della graduatoria, la Puglia con il 3,6% del valore totale dei prestiti.

Commercio, servizi e manifattura

Infine, l’Ufficio Studi di BorsadelCredito.it ha rilevato come i due settori dei quali più si occupano le aziende richiedenti il prestito siano il commercio, i servizi e la manifattura. In particolare, l’area commerciale ricopre oltre un terzo del credito versato – il 36%, diviso in 14,8% di retail e 21% di wholesail -. I servizi si fermano a quota 23%, seguiti a poca distanza dal 20% della manifattura. Inferiore, ma comunque rilevante il settore dei trasporti, con il 14,8% dell’erogato totale.

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