Dpcm, mezzi pubblici in crisi: "Rischiano di restare a piedi in 275mila"
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Ultimo aggiornamento il 13 ottobre 2020 alle 17:03

Dpcm, mezzi pubblici in crisi: “Rischiano di restare a piedi in 275mila”

Conte: "È chiaro che in diversi momenti si verifichino assembramenti: dovremo evitarli, dovremo monitorare la situazione e investire per fare in modo che chi prende bus e tram lo possa fare in totale sicurezza".

Per ASSTRA, l’Associazione nazionale delle aziende di trasporto pubblico locale in Italia, sia di proprietà degli enti locali che private, non sarà possibile chiedere alle realtà del settore di ridurre ulteriormente la capienza dei mezzi pubblici a seguito delle nuove restrizioni anticontagio dell’ultimo Dpcm. Lo comunica mediante uno studio in cui sostanzialmente si scrive che, riducendo ulteriormente il numero di posti a sedere e in piedi su bus e metro, oltre 275mila utenti verranno lasciati a piedi. Il report arriva nello stesso giorno in cui hanno fatto parecchio discutere le immagini filmate nelle metro stracolme di Roma e sulla linea 90/91 della circonvallazione di Milano.

Mezzi pubblici in crisi

L’associazione di categoria, infatti, fa sapere che qualora venisse ulteriormente ridotto il valore del coefficiente di riempimento dei mezzi pubblici attualmente consentito (siamo all’80%, anche se ci sono dubbi se ci siano controlli perché venga effettivamente rispettato) “risulterebbe difficile per gli operatori del Tpl continuare a conciliare il rispetto dei protocolli anti Covid-19 e garantire allo stesso tempo il diritto alla mobilità per diverse centinaia di migliaia di utenti ogni giorno, con il conseguente rischio di fenomeni di assembramento alle fermate e alle stazioni”.

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Solo nelle ore di punta mattutine, viene evidenziato nel documento, “si rischierebbe di non poter soddisfare da oltre 91mila (ipotesi capienza massima consentita al 75%) a circa 550mila spostamenti ogni giorno (scenario al 50%), arrecando un notevole disservizio quotidiano all’utenza. Andando nello specifico, ipotizzando una riduzione al 50% della capienza massima, si impedirebbe a circa 275mila persone al giorno di beneficiare del servizio di trasporto sia per motivi di studio che di lavoro”.

“La situazione del trasporto pubblico locale è critica”, ha detto oggi il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, presentando il Dpcm, “nonostante gli sforzi fatti. È chiaro che in diversi momenti si verifichino assembramenti: dovremo evitarli, dovremo monitorare la situazione e investire per fare in modo che chi prende bus e tram lo possa fare in totale sicurezza”.

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