100 milioni di dollari per Kong, la startup degli italiani Marco Palladino e Augusto Marietti - Startupitalia
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Ultimo aggiornamento il 9 Febbraio 2021 alle 11:26

100 milioni di dollari per Kong, la startup degli italiani Marco Palladino e Augusto Marietti

Il Round di serie D guidato da Tiger Global Management e Goldman Sachs triplica la valutazione dell'azienda a 1,4 miliardi di dollari che conta 200 dipendenti e uffici in diverse parti del globo

“Siamo entusiasti di annunciare che Kong ha chiuso un finanziamento di serie D da 100 milioni di dollari guidato da Tiger Global con la partecipazione del nuovo investitore Goldman Sachs e degli investitori esistenti Index Ventures, CRV, Andreessen Horowitz e GGV Capital. Questo aumento triplica la nostra valutazione a 1,4 miliardi di dollari e ci consentirà di scalare le nostre operazioni go-to-market ancora più velocemente. Raddoppieremo l’investimento in ingegneria per supportare ulteriormente i nostri clienti nella costruzione del loro tessuto di connettività con la nostra piattaforma di servizi gestiti dal cloud Kong Konnect”. Ha dichiarato Augusto Marietti.

Kong, la rivoluzione dell’API

Kong, startup fondata dai trentenni italiani Marco Palladino e Augusto Marietti che ha trovato casa nel centro di San Francisco nel 2014, oggi ha con una valutazione di mercato di 1,4 miliardi di dollari è diventata un Unicorno. Kong vende una tecnologia per gestire le cosiddette Api, Application Programming Interface.

Kong è un prodotto infrastrutturale che lavora con la community degli sviluppatori e con l’enterprise: un software che permette di proteggere e mettere in sicurezza le API, tecnologia che permette a un server di comunicare con un altro server. Un mondo che sta registrando un evoluzione esponenziale.

Oggi dà lavoro a circa 200 dipendenti e ha sedi negli Stati Uniti, a Londra, in Messico e Singapore. Marietti e Palladino avevano provato a lanciare la loro idea di business a Milano nel 2008 ma il risultato in Italia con grande rammarico fu un buco nell’acqua: nessun investitore al quale chiesero supporto finanziario fu pronto a scommettere su di loro e questo per un unico motivo: troppo giovani.

Negli Stati Uniti invece ha creduto in loro Travis Kalanick, il fondatore di Uber. Dal loro arrivo in America, nel 2011, a oggi Kong ha raccolto 1,4 miliardi di dollari. Tra i loro sostenitori c’è il fondatore di Amazon Jeff Bezos, l’ad di Google Eric Schmidt, Marc Andreessen di Netscape e Mike Volpi di Index Ventures. E ora  anche Tiger Global e Goldman Sachs che guidano il round di febbraio 2021 mettendo nel piatto una cifra pari a 100 milioni di dollari.

Il 2020, un anno record per Kong

“Questo round di serie D segna una tappa importante per Kong. Arriva sulla scia di un anno record, in cui siamo stati in grado di attrarre un gruppo di collaboratori straordinario e di talento insieme a clienti fantastici. Abbiamo registrato un aumento significativo dei principali clienti Global 2000 e una crescita triplicata nel nostro segmento di clientela dalle PMI. La comunità di Kong sta crescendo: il nostro gateway API Kong open source ora supera i 220 milioni di download totali e Kuma, la nostra rete di servizi universali, viene utilizzata nella produzione da 900 organizzazioni con una crescita del 1128% nel 2020. Infine, il nostro strumento di test API Insomnia è ora utilizzato da centinaia di migliaia di sviluppatori API”.

Molti privilegi delle nostre vite iperconnesse, impossibili senza API

“Quando Marco Palladino e io abbiamo iniziato in un garage a Milano più di 10 anni fa, abbiamo scommesso che il mondo del software sarebbe diventato una gigantesca catena di montaggio (API) alimentata da una nuova forma di energia basata sul Cloud. Quello che non sapevamo è che il 2020 sarebbe stato il punto di svolta in cui il Data in Motion sarebbe diventato il segmento di dati in più rapida crescita guidato da trilioni di nuovi servizi cloud programmabili: le esperienze digitali sono diventate mainstream. Dietro questa accelerazione, i dati in movimento sono un segmento in crescita esponenziale, alimentati da migliaia di nuove API. Perché? Perché questo è il modo migliore, veloce ed efficacie per trasferire dati da un server a un’app client o da un servizio a una macchina”.

Molti dei privilegi delle nostre vite connesse e digitali, come usare Alexa per riprodurre musica dagli altoparlanti di casa, chiedere al sistema di navigazione della nostra auto di trovare un percorso meno congestionato suggerito da Google Maps o ordinare un pasto su Doordash – sarebbero impossibili senza le API che collegano le aziende con i loro fornitori, partner e clienti.

Il nostro mondo digitale sta diventando completamente programmabile. Due i trend che guidano: il traffico e i servizi cloud crescono esponenzialmente ogni anno, creando imprese decentralizzate ma iperconnesse.

La missione di Kong è di alimentare queste connessioni digitali in modo sicuro e affidabile aiutando i clienti a costruire il loro tessuto di connettività, con Kong Konnect che funge da spina dorsale centrale dietro queste interazioni che passano attraverso gateway periferici, proxy edge e side-car. Conclude nel suo post

Questa storia, quella di Augusto Marietti e Marco Palladino e del loro unicorno Kong, da sola varrebbe la sceneggiatura di un film. Chissà che non sia prodotta – almeno questa – in Italia.

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