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Microsoft Edu Day, oltre la Dad per un’istruzione ibrida

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Microsoft Edu Day, oltre la Dad per un’istruzione ibrida

Si è svolto il 21 aprile l’edizione 2021 dell’evento dedicato al mondo della scuola, dell’Università e della formazione, dal titolo “Hybrid Experience”

Si è svolto il 21 aprile l’edizione 2021 dell’evento dedicato al mondo della scuola, dell’Università e della formazione, dal titolo “Hybrid Experience”

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Da più di un anno uno dei termini sdoganati a causa dell’emergenza Covid-19 è l’ormai celebre DAD, la didattica a distanza. Ed è proprio dal tema dell’insegnamento da remoto che ha preso le mosse il Microsoft Edu Day 2021, tenuto anch’esso in modalità virtuale. Attraverso gli interventi dei numerosi ospiti presenti, da esperti del digitale a ministri e figure istituzionali, l’evento si è focalizzato sull’integrazione fra i tradizionali metodi di insegnamento, come la lezione frontale, e le potenzialità offerte dalla digitalizzazione nell’ambito dell’istruzione. Non a caso, il titolo dell’evento è “Edu Day 2021 – Hybrid Experience“.

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L’obiettivo, afferma in apertura alla giornata Anthony Salcito, vicepresidente Worldwide Education di Microsoft, è “estendere l’insegnamento oltre le classi. Abbiamo visto i leader di tutto il mondo, attraverso l’utilizzo dei cloud, scalare il loro uso dei dati, per fornire un impatto reale e creare migliori risultati di apprendimento”. Dello stesso avviso anche Elvira Carzaniga, direttore della divisione Education di Microsoft Italia. “L’ultimo anno ha offerto una grande spinta verso il digitale. Oggi c’è bisogno di uno sforzo sistemico senza precedenti che coinvolga pubblico, privato ed enti, per fare in modo che la didattica digitale abbia una ricaduta nella quotidianità”.

Next Generation EU e il futuro dell’istruzione in Italia: parola ai ministri

Intervenuta nel primo panel, Maria Cristina Messa, ministra dell’Università e della Ricerca, ha puntato lo sguardo all’immediato futuro. “Abbiamo bisogno di pensieri originali per trovare una nuova normalità. In questo”, osserva Messa, “il mondo universitario e della ricerca sono certa faranno da traino per tutto il Paese. Oggi serve un nuovo sguardo, che ci consenta di immaginare un futuro sostenibile e davvero alla portata della ‘Next Generation’ europea. Per farlo i giovani devono esserne i protagonisti. Dobbiamo imparare a farci guidare anche da loro”.

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Silvia Candiani, general manager di Microsoft Italia, si è poi espressa sulle opportunità offerte dalla tecnologia. “Formazione continua e competenze sono tornate al centro del dibattito, riconosciute come fattori determinanti per dare un nuovo slancio al Paese, alla sua crescita e competitività a livello mondiale. In questo scenario”, sottolinea Candiani, “il digitale ha un ruolo chiave di abilitatore. Le nuove tecnologie che abbiamo imparato a usare nella fase emergenziale non devono aumentare le distanze, ma promuovere una maggiore accessibilità e inclusione, soprattutto nel settore dell’istruzione, della ricerca e della cultura”.

Tecnologie, il cui utilizzo deve passare tanto dagli studenti quanto dai docenti. “La nostra scuola deve saper usare tutti gli strumenti”, osserva Patrizio Bianchi, ministro dell’Istruzione. “Per questo servono competenze, non solo dalle nostre ragazze e ragazzi. Competenze cognitive e di relazione. Su questo stiamo lavorando, non solo per la prossima generazione, ma per tutte quelle che verranno dopo, anche con le risorse del NextGeneration EU”. Porta un esempio concreto, sotto questo aspetto, il ministro della Cultura, Dario Franceschini, che, intervenuto a Edu Day, ha raccontato la realizzazione di due importanti progetti: “Abbiamo aiutato la creazione della piattaforma ItsArt, che partirà tra poco e distribuirà la cultura italiana nel mondo, integrando l’offerta dal vivo”. Inoltre, continua Franceschini, “abbiamo creato la Digital Library, con il compito di coordinare tutte le iniziative per la digitalizzazione del patrimonio culturale”.

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Foto: Pexels.com

L’importanza delle discipline STEM e la collaborazione fra Microsoft e Miur

Uno dei problemi atavici dei giovani in Italia rimane quello della disoccupazione giovanile, il cui tasso, alla fine dello scorso anno, era al 29,7%. Fra le cause, permane la difficoltà a incrociare domanda e offerta di lavoro. C’è infatti carenza di giovani specializzati nelle materie scientifiche, le cosiddette STEM, oltre a quelle digitali. Da qui la proposta della ministra dell’Università Messa ad aggiornare l’acronimo STEM, utilizzando al suo posto STEAM, per sottolineare il collegamento fra le scienze e le arti e le materie umanistiche. “Da anni parliamo di interdisciplinarità nell’Università. Serve però un’ulteriore forza orientata verso le richieste delle aziende“, commenta Messa. Per questo motivo sono nati corsi di laurea dedicati al green e al digital, temi centrali del Next Generation EU.

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Nel corso di Edu Day 2021, Microsoft Italia ha inoltre comunicato l’ingresso del Ministero dell’Istruzione nel programma Leading Countries of the World in the Digital Transformation of Education. Lo scopo è quello di favorire il dialogo tra le eccellenze mondiali del settore educativo e la condivisione di buone pratiche di innovazione digitale nei sistemi scolastici. Si tratta di un progetto presente in oltre 23 Paesi e comprende personalità di primo piano nel campo dell’Educazione, figure istituzionali nel settore dell’istruzione e la presenza di organizzazione internazionali, come UNESCO e OCSE.

La collaborazione del Ministero dell’Istruzione con Microsoft Italia si aggiunge a un’altra partnership già attiva da diversi anni, fra l’azienda statunitense e Indire – Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa. “La collaborazione con Microsoft ha consentito all’Istituto di esplorare nuovi possibili approcci alla didattica, in particolare a quella relativa alle materie STEM. Grazie a questa iniziativa”, spiega Giovanni Biondi, presidente di Indire, “siamo entrati in contatto con una rete di Paesi a livello mondiale, nella quale verranno strutturate attività su quattro temi principali. L’intelligenza artificiale nell’apprendimento, l’integrazione del curriculum digitale nella programmazione a scuola, le tecnologia a supporto dell’organizzazione e della gestione della scuola e la formazione degli insegnanti, attraverso una piattaforma innovativa”.

Foto: Pexels.com

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I musei diventano anche digitali

Si conferma infine la collaborazione fra Microsoft Italia e ICOM Italia, il principale network italiano di musei e professionisti del settore a livello nazionale, con oltre 2.000 soci. La partnership ha permesso all’associazione di sbarcare su Flipgrid, piattaforma gratuita creata da Microsoft dedicata al social learning. Attraverso Flipgrid, i musei possono condividere schede dedicate alle opere e alle mostre, offrendo agli insegnanti materiale prezioso durante le lezioni.

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In attesa di tornare a vivere fisicamente le sale dei musei e le attrazioni storiche e turistiche italiane, secondo Michele Lanzinger, direttore del Museo delle Scienze di Trento e presidente di ICOM Italia, il futuro dell’esperienza museale sarà anch’esso ibrido. “Il modo tradizionale di affrontare il tema delle nuove tecnologie inizia a farsi blended, mescolato. In questi anni”, dice Lanzinger durante Edu Day “i musei hanno utilizzato molto le tecnologie sia nello spazio espositivo, a partire dai sistemi interattivi e della realtà aumentata, sia sotto il punto di vista dell’attività online“. Oggi, la rapida accelerazione della digitalizzazione ha aumentato le potenzialità di relazione e sostegno dei musei nei confronti della scuola e dell’istruzione.