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Il peso delle app sul Pil italiano e l’impennata del mobile commerce

Economia Digitale
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Il peso delle app sul Pil italiano e l’impennata del mobile commerce

L’utilizzo quotidiano dello smartphone per usufruire di app e servizi è un fenomeno sotto gli occhi di tutti e in crescita costante. Quello che non tutti forse sanno è che tale fenomeno sta generando una nuova economia che incide attualmente sul Pil per l’1,6%. È quanto emerge dalla fotografia scattata dall’Osservatorio Mobile & App Economy… Read more »

L’utilizzo quotidiano dello smartphone per usufruire di app e servizi è un fenomeno sotto gli occhi di tutti e in crescita costante. Quello che non tutti forse sanno è che tale fenomeno sta generando una nuova economia che incide attualmente sul Pil per l’1,6%. È quanto emerge dalla fotografia scattata dall’Osservatorio Mobile & App Economy… Read more »

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L’utilizzo quotidiano dello smartphone per usufruire di app e servizi è un fenomeno sotto gli occhi di tutti e in crescita costante. Quello che non tutti forse sanno è che tale fenomeno sta generando una nuova economia che incide attualmente sul Pil per l’1,6%. È quanto emerge dalla fotografia scattata dall’Osservatorio Mobile & App Economy del Politecnico di Milano (qui il rapporto completo).

I dati mostrano come lo sviluppo di un ecosistema mobile e la conseguente ampia diffusione dell’accesso a Internet da Smartphone e Tablet tra gli utenti abbia generato effetti rilevanti in chiave economica. L’ Osservatorio Mobile & App Economy ha stimato che il valore complessivo della mobile & app economy salirà a 40 miliardi nel 2016 (2,5% del Pil), e a trainare saranno in primis proprio il mobile commerce e il mobile payment che genereranno 6 miliardi di euro a testa.

 Impatto della mobile app economy sul Pil

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In testa svettano le vendite dei contenuti digitali (giochi, news, ecc.) da smartphone e tablet che nel 2013 sono cresciute di oltre il 30% (mobile content). Il mobile ha generato in Italia un circolo virtuoso: smartphone e tablet raggiungeranno quota 45 e 12 milioni a fine 2014; gli italiani che accedono ad Internet ogni mese da mobile saranno oltre 30 milioni; le nuove reti LTE arriveranno a coprire circa il 60% della popolazione.  Entro la fine di quest’anno, gli italiani che navigano mensilmente via smartphone e tablet saranno più di 30 milioni. 1 mobile surfer su 3 ha scaricato applicazioni a pagamento sul proprio smartphone e 1 su 5 ha acquistato almeno un prodotto o servizio, 4 su 5 interagiscono con la pubblicità da questo device e 1 su 2 vorrebbe utilizzarlo anche come strumento di pagamento al posto della carta di credito.

Non è un caso dunque che gli investimenti delle imprese e pubbliche amministrazioni in soluzioni software mobile vedano una crescita del 23% e quelli in mobile marketing del 73%. Complessivamente per queste variegate tipologie di investimenti le imprese nel 2016 spenderanno il doppio di quanto speso nel 2013.

La risposta degli utenti ai nuovi mercati abilitati dal mobile è già molto alta. Circa l’85% dei navigatori Internet da smartphone vede annunci pubblicitari all’interno di siti o applicazioni e la metà ci clicca. Tre quarti dei mobile surfer sono interessati al mobile couponing, ossia vorrebbero ricevere i buoni sconto sullo smartphone e, inoltre, più della metà sono propensi all’utilizzo dello smartphone come sostituto della carta di credito per i pagamenti nei punti vendita fisici. Continuerà la fortissima crescita del mercato del mobile commerce: stimiamo che dagli attuali 1,2 miliardi si arriverà nel 2016 a oltre 7 miliardi di euro, con un peso relativo sull’e-commerce che, se oggi è pari al 12%, tra 3 anni potrebbe superare il 40%.

 Sempre più tempo su Internet, da smartphone

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Il mobile diviene sempre più il canale da aggredire perché ogni fase della relazione con il consumatore finale e processo interno all’impresa possono essere migliorati attraverso le soluzioni mobile. Si svilupperà il mercato del mobile proximity payment, ossia dei pagamenti in prossimità fatti con lo smartphone: se oggi esistono solo poche sperimentazioni, questo mercato nel 2016 potrebbe valere circa 4 miliardi di euro.

A questo si aggiunge il mercato dei mobile Pos, ovvero le transazioni legate a beni e servizi che verranno accettate da dispositivi mobile, che si stima potrebbero valere circa 2 miliardi di euro. Ma le opportunità non si fermano al mondo degli smartphone.  La grande scommessa è sul mercato abilitato dagli “oggetti intelligenti”: alcuni ambiti già avviati proseguiranno il loro cammino, in particolare le auto connesse (smart car), portando il valore di questo mercato nel 2016 a 1,6 miliardi di euro (+80% in 3 anni). Ma a questi ambiti applicativi se ne potrebbero affiancare molti altri, sfruttando, ad esempio, la nascita degli oggetti indossabili e lo sviluppo di soluzioni nuove in ambiente cittadino e sanitario, come mostrano alcune interessanti sperimentazioni internazionali. A supportare le imprese in questa innovazione ci sono anche le startup: sono oltre 600 quelle finanziate a livello internazionale nel 2013 che operano nel mercato. Il loro ruolo sarà importantissimo nel creare nuovi modelli di business rivolti direttamente al consumatore finale e nel supportare le imprese nel loro processo di trasformazione digitale e mobile.

Anche giovani e giovanissimi quindi sono entrati a far parte di un ecosistema che giova innanzitutto al Paese. Agli effetti diretti calcolati della mobile & app economy sul Pil, si potrebbero aggiungere diversi altri benefici indiretti – commenta Marta Valsecchi, responsabile della Ricerca. Alcuni esempi sono: l’aumento di produttività dei mobile worker (stimabile nel 2013 nell’ordine di grandezza dei 10 miliardi di euro sulla forza lavoro italiana); l’impatto positivo dell’utilizzo dei canali informativi Mobile sulle vendite offline; l’effetto benefico del mobile nell’allargare la base di utenti Internet, cioè nel ridurre il digital divide italiano.”