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Spiagge inclusive: il progetto Autism friendly beach

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Spiagge inclusive: il progetto Autism friendly beach

Spiagge accessibili e con personale specializzato per i ragazzi con disturbi dello spettro autistico: a pensarci è l’Autism friendly beach, un progetto attivo sulla Riviera romagnola

Spiagge accessibili e con personale specializzato per i ragazzi con disturbi dello spettro autistico: a pensarci è l’Autism friendly beach, un progetto attivo sulla Riviera romagnola

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Vacanza uguale relax. Ma non sempre per le famiglie con disabilità, a cui può capitare di vedersi rifiutare una prenotazione. Era successo per esempio a Capodanno 2019 alla famiglia di un ragazzo con disturbo dello spettro autistico, respinta da un albergo del Lazio. Una notizia riportata nelle cronache, che aveva fatto commentare a Alessandra Urbinati, presidente dell’associazione Rimini Autismo: «Sorprende, ma purtroppo nemmeno così tanto”.

L’autismo in Italia

La condizione dell’autismo non è certo di nicchia. Sono 500mila persone con questa diagnosi in Italia, e un milione e mezzo i soggetti coinvolti includendo le famiglie di appartenenza. Per loro “le necessità sono tante, specie in un momento di riposo importante come la vacanza” aveva sottolineato ancora Urbinati. Pioniere in tal senso è il progetto dell’Emilia Romagna Autism Friendly Beach, nato nel 2013 e finanziato dal 2016 nell’ambito del progetto europeo Cosme.

Una rete di strutture sparse nella Riviera romagnola che consentono alle famiglie delle persone con disturbo dello spettro autistico di usufruire di luoghi attrezzati a gestire eventuali difficoltà. Soprattutto grazie all’affiancamento di personale specializzato. E al supporto della onlus Rimini Autismo, capofila del progetto, e della Cooperativa Millepiedi.

“La chance di essere accolti senza paura”

“Vogliamo dare ai nostri figli la chance di essere accolti con un sorriso e non con la paura dell’ignoto” è il commento di Enrico Maria Fantaguzzi, presidente di Rimini Autismo. Questa è una disabilità ‘invisibile’, che provoca “comportamenti talvolta scambiati per maleducazione, e di cui si incolpano i genitori”.

La rete di strutture

Nel sistema di strutture di accoglienza, contrassegnate da specifici cartelli e insegne identificative, rientrano hotel, stabilimenti balneari, bar, ristoranti e parchi tematici come l’Acquario di Cattolica, l’Aquafan, l’Oltremare o l’Italia in Miniatura. I luoghi sono quindi riconoscibili grazie al logo “Autismo friendly beach” sulle magliette dei bagnini o affisso negli alberghi.

Per le famiglie aderenti è anche disponibile un servizio a ore di presa in carico dei ragazzi disabili, anche nelle uscite. Momenti in cui alle famiglie è consentito di staccare, è spiegato sul sito di Rimini Autismo, oltre a creare per i ragazzi con disturbo dello spettro autistico punti di riferimento su cui poter contare.

Il gps in spiaggia per non perdersi

L’iniziativa prevede poi incontri di formazione per bagnini e albergatori che aderiscono al progetto, in modo da saper interagire con le persone autistiche e indicare alle famiglie centri clinici in caso di bisogno.  Tra gli strumenti utilizzati dalla Rimini Onlus, il Gps per non perdersi sfruttando il wifi della spiaggia di Rimini.

“Sono targhette molto piccole che possono essere cucite al costume o inserite in un braccialetto” spiega Fantaguzzi, “ed è possibile fissare un raggio di azione, superato il quale ai genitori arriva l’avviso che il figlio si è allontanato”.

Lavorare sulla spiaggia

In programma c’è anche un percorso formativo per 20 ragazzi autistici che potranno cimentarsi in lavori sulla spiaggia, affiancando i bagnini per servizi come la pulizia della spiaggia o la messa in ordine di lettini e ombrelloni.

L’obiettivo sarà poi creare un modello codificato e innovativo per il turismo accessibile europeo, che si estenda oltre il territorio riminese, arrivando anche in altri Paesi come “Spagna, Croazia e Cornovaglia” si legge ancora sul sito.