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Con CrowdChicken il crowdfunding te lo fai da solo

Crowdfunding
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Con CrowdChicken il crowdfunding te lo fai da solo

La startup italiana CrowdChicken ha lanciato l’omonima piattaforma per lanciare la propria campagna di crowdfunding in totale autonomia.

La startup italiana CrowdChicken ha lanciato l’omonima piattaforma per lanciare la propria campagna di crowdfunding in totale autonomia.

Crowdfunding

Il crowdfunding sta diventando pratica sempre più nota e utilizzata, con l’Italia che si distingue con la bellezza di 50 piattaforme dedicate. C’è chi, come CrowdChicken, ha deciso di guardarla da un altro punto di vista e di aiutare chi vuole organizzare autonomamente la propria raccolta fondi online. “Ci rivolgiamo in particolare alle ONG e alle associazioni non profit che vogliono utilizzare questo strumento per ampliare la propria raccolta fondi in modo diverso”. Dopo l’esperienza al Websummit di Dublino dove è stata rilasciata la prima versione, Andrea Landini fondatore e Ceo della startup, racconta a SmartMoney come funziona la sua piattaforma e in che cosa si differenzia dagli altri siti di finanziamento collettivo.

Chi si rivolge a CrowdChicken cerca uno spazio personalizzabile e ha già a disposizione un proprio database: “Si sono rivolti a noi makers che cercavano finanziamenti per il proprio progetto innovativo, ma anche ragazzi che volevano organizzare il viaggio di nozze o la festa di laurea. Abbiamo anche pensato di rivolgerci a sportivi e politici in cerca di autofinanziamenti”. Il meccanismo è semplice, si può scegliere fra tre differenti versioni del servizio in base alle proprie esigenze e abbonarsi. “In questo modo possiamo rivolgerci al privato ma anche alle fondazioni, agli incubatori, alle università. Saranno i clienti a scegliere la formula che preferiscono, da quella base che costa 9 euro al mese e permette di caricare un solo progetto alla volta, a quella custom che comprende anche la consulenza strategica”.

Andrea Ladini, Ceo di CrowdChicken

Andrea Ladini, Ceo di CrowdChicken

Nel nostro Paese ci sono più di 50 diversi siti di crowdfunding, come vi distinguete e quali sono i vostri principali competitor? “In Italia siamo i primi ad aver pensato a una piattaforma simile. Permettiamo all’utente di creare autonomamente il proprio sito, abbattendo i costi. Rispetto alle altre piattaforme di crowdfunding non ricaviamo alcun profitto dalle raccolte fondi. Il nostro business model si basa sull’abbonamento mensile al sito. Offriamo agli utenti un servizio diverso, inoltre forniamo una dashboard per la gestione delle campagne, inviamo messaggi agli utenti, coinvolgiamo possibili finanziatori e teniamo sempre i clienti aggiornati con gli analytics”. CrowdChicken nasce nel 2013 da un’idea di tre ragazzi che diventeranno soci: Andrea Landini, Marcello Coppa e Francesco Inguscio. “All’inizio ci siamo focalizzati su piattaforme ad hoc per alcuni clienti importanti come Il Piccolo Teatro di Milano e Mediolanum Onlus. Poi è nata l’idea della piattaforma personalizzabile basata sul concetto di Do It Yourself. Al Websummit di Dublino abbiamo lanciato ufficialmente i nostri servizi sia in inglese che in italiano, ci piacerebbe infatti ampliarci anche sul mercato internazionale”.

L’idea di Andrea è riuscita a trovare un aiuto dalla Camera di Commercio che ha finanziato CrowdChicken con 20mila euro. “La nostra squadra si compone di sette persone, oltre ai fondatori lavorano con noi due sviluppatori, un project manager e un designer. Dopo il rilascio della prima versione vorremmo offrire agli utenti nuovi strumenti per aiutarli a creare una community e ampliare il proprio bacino d’utenza.