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Sembra che anche in casa Apple sia già tutto pronto per uno sbarco nel mondo dei trasferimenti di denaro fra utenti (come Facebook). Le tecnologie Nfc e Bluetooth permetteranno infatti presto ai possessori di iPhone e Apple Watch e di inviarsi reciprocamente denaro. L’esperienza sarà piuttosto semplice, come sempre dalle parti di Cupertino. Si potrà selezionare dal proprio iPhone la carta da cui si desidera prelevare un dato importo, digitarlo sullo schermo e autenticarsi autorizzando allo stesso tempo il pagamento attraverso il TouchID, ovvero la propria impronta digitale. Quando tutto questo? Molto presto secondo i rumor.

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Da luglio pagamenti p2p

Una demo mostrata dalla catena di supermercati Waitrose, avrebbe fatto intuire che il servizio di pagamento Apple Pay potrebbe partire nel Regno Unito a partire dal 14 luglio, probabilmente con la possibilità di trasferire denaro tra utenti già inclusa. D’altronde non c’è da stupirsi che Apple stia investendo tanto (e prontamente) sui pagamenti mobili. I dati confermano infatti che la direzione è quella giusta.

Il 35% dei pagamenti passa da iPhone

L’ultimo Mobile Payments Index pubblicato da Adyen, che tiene traccia dei dati transazionali su mobile, ha rivelato che i dispositivi Apple rappresentano il 35,6% di tutte le transazioni fatte in mobilità via browser. Il contributo ai pagamenti online è invece del 10,2%, in crescita rispetto all’8,6% dello scorso anno.  L’iPhone sembra però andar meglio dell’iPad. Se nel marzo 2013 le transazioni con iPad rappresentavano il 50% del mercato tablet, adesso sono ferme al 28,5%. La buona notizia per Apple è che chi ha un iPad spende mediamente di più (75 sterline nel Regno Unito ad esempio) per ogni acquisto rispetto a chi possiede un iPhone o un qualunque dispositivo Android (acquisto medio di circa 60 sterline). In termini di area geografica, l’Europa (30.4%)  cresce a dispetto di Nord America (26.7%)  e Asia (21.4%). Motivo che spiega perché Apple abbia anticipato a questa estate il lancio di Apple Pay nel Regno Unito. Aspettiamo con ansia le prossime settimane per capire come gli inglesi accoglieranno la novità.