Ue, i contenuti estremisti via dai social in un'ora - Startupitalia
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Ultimo aggiornamento il 22 agosto 2018 alle 9:36

Ue, i contenuti estremisti via dai social in un’ora

La Commissione sta lavorando a una bozza di regolamento che svelerà a settembre: Google & co dovranno cancellare post e video per non incorrere in sanzioni "alla tedesca"

Giro di vite per i contenuti terroristici ed estremistici da parte dell’Unione Europea. A quanto pare la Commissione starebbe pensando a una serie di sanzioni che colpirebbero anche le grandi piattaforme digitali, a partire dai social network come Facebook, YouTube e Twitter, nel caso in cui non rimuovessero entro un’ora i contenuti segnalati come tali.

Addio all’approccio volontario

A riferirlo è il Financial Times. Secondo il quotidiano della City l’approccio volontario e di autoregolamentazione di questi e altri ecosistemi non funzionerebbe a dovere, lasciando circolare ancora troppi contenuti pericolosi sul web. Così arriveranno regole più stringenti che saranno presentate a settembre e inizieranno dunque il loro iter legislativo continentale.

Stando alle parole di Julian King, commissario europeo alla sicurezza, i risultati in mano a Bruxelles sarebbero deludenti. I colossi hi-tech lasciano ancora troppa roba in giro e i cittadini non sono sufficientemente protetti dall'”avvelenamento propagandistico”. Secondo il piano, il tempo a disposizione per eliminare i contenuti in bilico segnalati dalla polizia o da altri organismi investigativi, sarebbe di un’ora. Un lasso ristretto che richiederebbe un impegno notevole da parte di Google & co.

La risposta di Google & Co.

Ovviamente le piattaforme, restie ad essere regolamentate in modo così asfissiante, sostengono che il lavoro di autotutela sia già piuttosto efficace. Sul punto insiste in particolare Big G, che ricorda come il 90% del materiale terroristico venga rimosso da YouTube in modo automatico e quando praticamente nessun utente ha avuto la possibilità di visualizzarlo. Così come Facebook, che ha spiegato di aver cancellato quasi 2 milioni di contenuti legati a Isis e Al Qaeda nel primo trimestre dell’anno. Eppure non basta: “L’Europa non può rilassarsi e non può diventare compiacente davanti a un fenomeno così distruttivo, le norme attuali non hanno fatto registrare abbastanza progressi” ha spiegato King.

Dovrebbe dunque trattarsi di un regolamento, evidentemente ispirato alla durezza della legge tedesca che prevede ammende fino a 50 milioni di euro, che andrà ratificato dal Parlamento europeo e poi recepito dagli Stati membri. Anche se si tratterebbe di un atto giuridico vincolante senza particolari margini di manovra nella fase appunto di recepimento. “La differenza di dimensioni e risorse significa che le piattaforme hanno capacità diverse di agire contro i contenuti terroristici e le loro politiche non sono sempre trasparenti – ha concluso King – questo fa in modo che i contenuti proliferino su internet, riapparendo e diffondendosi da un sito all’altro”.

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