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Ott 11, 2018

Il workflow, ovvero come gestire in maniera ottimale i contenuti prodotti da un’azienda

I contenuti (o asset) sono oro: ma il loro valore diminuisce tanto più è costoso produrli e lavorarli. Per questo motivo sono nate tecniche e sistemi sempre più evoluti di gestione degli asset digitali (DAM)

I brand vivono delle attività di comunicazione interna ed esterna. Sono queste, assieme naturalmente ai prodotti, a comunicare con il pubblico, formare l’idea di marca e quindi, conseguentemente, a determinare il posizionamento. Ma il materiale prodotto, soprattutto in contesti di grandi dimensioni, può essere utilizzato anche internamente: pensiamo ai manuali tecnici, alle policy, alla modulistica.

 

Le società più strutturate hanno ben chiara l’importanza della comunicazione a livello di vendite e di fluidità dei processi e di management.

 

Per raggiungere obiettivi significativi è necessario, però, che l’immagine proiettata sia uniforme (“immagine coordinata”) e rispecchi i valori aziendali, ma anche che sia in grado di rispondere ai bisogni comunicativi.

 

Prendiamo la pubblicità. La pila di contenuti elaborati da una singola azienda può essere elevatissima: testi, foto di prodotti, video, jingle musicali, descrizioni, materiale pubblicitario, tutto declinato per ogni piattaforma, perché l’esperienza ha insegnato che ciò che funziona su Facebook potrebbe fare flop – ad esempio – su Instagram.

 

I contenuti (o asset) sono oro: ma il loro valore diminuisce tanto più è costoso produrli e lavorarli. Per questo motivo sono nate tecniche e sistemi sempre più evoluti di gestione degli asset digitali (DAM).

 

 

 

Tipicamente, l’art director, il copywriter e il grafico lavorano su piattaforme diverse e si passano i file tramite mail: un dispendio di tempo difficile persino da quantificare, senza contare quello necessario all’approvazione delle varie versioni, all’integrazione delle revisioni: tutti i passaggi, cioè, necessari per arrivare al nulla osta alla pubblicazione.

 

Il cloud ha risolto solo parzialmente queste problematiche: si tratta, in buona sostanza, semplicemente di un deposito di documenti, senza ordine. I CMS come WordPress gestiscono bene i testi, ma sono poco pratici per quanto riguarda le altre tipologie, e deboli anche sul lato del project management.

 

Un risparmio considerevole in termini di costi e tempi potrebbe essere ottenuto con un sistema che consenta di organizzare organicamente i flussi di lavoro a partire dal concept, aggiungendo revisioni senza cancellare le versioni precedenti e mostrando il contenuto solo a chi ne ha diritto sulla base di un sistema di privilegi efficiente. Ciliegina sulla torta, il sistema dovrebbe essere in grado di procedere automaticamente tramite script ed API alla pubblicazione del contenuto una volta approvato e di monitorarne i risultati.

Fantascienza? Questo sistema esiste: si chiama THRON ed è un DAM Intelligente.

 

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