Settembre è ormai dietro l’angolo e un nuovo anno accademico sta per iniziare. Sono diverse le agevolazioni previste per chi si iscrive all’università. Rapida guida per non fare errori.
All’iscrizione all’università ricordarsi l’ISEE
Anzitutto, per poter accedere alle agevolazioni previste per gli universitari, sarà necessario seguendo le indicazioni delle segreterie di ciascun ateneo consegnare all’iscrizione l’ISEE.
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Quali sono le spese universitarie detraibili?
L’Agenzia delle Entrate nella guida per il 2025 ricorda che “la detrazione spetta, nella misura del 19 per cento, delle spese sostenute per la frequenza di corsi di laurea presso università statali e non statali, di perfezionamento e/o di specializzazione universitaria, tenuti presso università o istituti universitari pubblici o privati, italiani o stranieri”.

Sempre l’agenzia delle Entrate dettaglia le spese legate alla propria permanenza all’università che sarà possibile portare in detrazione:
- tasse di immatricolazione ed iscrizione (anche per gli studenti fuori corso);
- le spese sostenute per la c.d. “ricognizione” (si tratta di un diritto fisso da corrispondere per anno accademico da coloro che non abbiano rinnovato l’iscrizione per almeno due anni accademici consecutivi, che consente di riattivare la carriera pagando e regolarizzando eventuali posizioni debitorie relative ad anni accademici precedenti al periodo di interruzione);
- soprattasse per esami di profitto e laurea;
- la partecipazione ai test di accesso ai corsi di laurea, eventualmente previsti dalla facoltà, in quanto lo svolgimento della prova di preselezione costituisce una condizione indispensabile per l’accesso ai corsi di istruzione universitaria;
- la frequenza dei Tirocini Formativi Attivi (TFA) per la formazione iniziale dei docenti istituiti presso le facoltà universitarie o le istituzioni di alta formazione artistica, musicale, e coreutica;
- la frequenza di corsi di formazione universitari o accademici per il conseguimento dei CFU/CFA per l’accesso al ruolo di docente.
Corsi universitari, master e non solo: cosa si può detrarre?
La detrazione vale poi per le spese sostenute per la frequenza di:
- corsi di istruzione universitaria;
- corsi universitari di specializzazione;
- corsi di perfezionamento tenuti presso l’università;
- master universitari;
- corsi di dottorato di ricerca;
- istituti tecnici superiori (ITS);
- nuovi corsi istituiti ai sensi del citato DPR n. 212 del 2005 presso i Conservatori di Musica e gli Istituti musicali pareggiati;
- corsi statali di Alta formazione e specializzazione artistica e musicale.