L’anno è il 1993 e mentre le console da salotto restavano tenacemente incollate a grafiche bidimensionali (ancora per poco perché N64 e PSX erano dietro l’angolo), nelle sale giochi gli avventori potevano intravedere sprazzi di futuro con cabinati che già all’epoca riproducevano solidi poligoni. Tra i titoli più in voga del periodo un racing game firmato da Bandai Namco (ai tempi solo Namco) destinato a dare vita a una saga durata fino a una decina di anni fa. Riscopriamone le origini con Arcade Archives RIDGE RACER.

Arcade Archives RIDGE RACER accende il motore
Con Arcade Archives RIDGE RACER i ragazzi di Hamster Corporation hanno voluto trasportare nel modo più fedele possibile l’esperienza ludica della sala giochi. Ovviamente mancano le emozioni che solo un cabinato riusciva a regalare, ma il software pare realmente convinto di essere quello dei vecchi tempi andati, tant’è che vi chiederà di mettere i soldi prima di ogni partita e quando navigherete i – pochi – menu di gioco vedrete sempre il cursore tornare al centro visto che in origine era controllato attraverso il volante.

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Se sulle prime il risultato è spiazzante, giocando qualche partita si inizierà ad apprezzare soprattutto la formula “mordi e fuggi” alla base del racing di Bandai Namco che in origine era dovuta proprio al suo funzionamento coin-operated (doveva insomma spillarvi più gettoni possibili) mentre ora ben si innesta su console come quelle Nintendo, Switch e Switch 2, che invogliano a fugaci partite sul tram o nella sala d’aspetto del dentista. Corsi e ricorsi storici insomma. E corrono e ricorrono (ehr) pure le veloci auto di Namco.