The Vale: Shadow of the Crown non è un titolo nuovo. Nel 2021, quando l’opera della software house indie Creative Bytes Studios – fondata da sviluppatori che hanno lavorato nei tripla A – è stata pubblicata, le cose erano diverse: parlare di inclusione, di diritti e di maggiore accessibilità non comportava il rischio di ricevere critiche sull’essere woke o politicamente corretti. Nel 2025, con Trump alla Casa Bianca e buona parte delle Big Tech che fanno delle politiche DEI carta straccia, di certi titoli si sente davvero il bisogno. Disponibile anche su Nintendo Switch, abbiamo vissuto un’esperienza come poche altre pad alla mano, cimentandoci in un viaggio gaming creato per essere fruito anche dalle persone cieche. Tutto è infatti basato sull’audio.
The Vale: Shadow of the Crown, la recensione
Non c’è grafica nell’opera di Creative Bytes Studios, se non alcuni pallini che su schermo nero cambiano colore a seconda delle situazioni a cui si dovrà fare fronte. Conta soltanto l’ascolto: ecco perché la software house suggerisce caldamente di godersi The Vale: Shadow of the Crown indossando le cuffie. La concentrazione richiesta sarà massima per farsi guidare nello spazio dai rumori e dai consigli di persone fidate.
La storia di The Vale: Shadow of the Crown è ambientata nella periferia di un regno, nel Medioevo. La protagonista si chiama Alex ed è la figlia del Re di Glades. La ragazza è cieca dalla nascita e dopo la morte del padre dovrà affrontare un’avventura imprevista, per aiutare il fratello maggiore Theo. Ad aiutarla ci sarà lo zio Ivor, che le farà capire come combattere anche se non si può contare sulla vista.
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Un elemento preliminare e fondamentale per godersi The Vale: Shadow of the Crown è la conoscenza della lingua inglese. Ovviamente non ci sono i sottotitoli e il videogioco è disponibile soltanto in originale (le voci e l’audio design sono davvero sublimi). Ciò comporta che bisognerà fare attenzione a quel che ci verrà detto e a quello che sarà la stessa Alex a dire. Senz’altro è un ottimo banco di prova per chi si sta impratichendo e sente di potercela fare.
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Il videogioco dura più di cinque ore, durante le quali fasi di esplorazione e di ricerca si alterneranno a combattimenti. Tutto è a nostro avviso autentico e realistico: si restituisce l’abilità della protagonista così come le sue fatiche nell’affrontare un mondo tremendamente ostile e crudele. Ci sono le bestie, così come i nemici pronti a inseguirla e ad ucciderla. Quel che dovremo fare è ascoltare, udire i dettagli dal contesto e muoverci di conseguenza, parare e attaccare nella giusta direzione.
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Non è affatto un esercizio sterile o scontato. Senza retorica o paternalismo The Vale: Shadow of the Crown è un videogioco che, anzitutto, diverte e propone una modalità di intrattenimento videoludico basata unicamente sull’audio. A primo impatto si potrebbe pensare a un’esperienza debole. Sbagliando di grosso. Ci fa anzi piacere ribadire che questa startup del gaming ha espresso un raro talento nel raggiungere un obiettivo non banale: far sì che il diritto al divertimento venga garantito a più persone possibili.