Arriva il primo investimento ufficiale di Invitalia Ventures: 1,5milioni a D-Eye con Innogest

E’ il primo dei 3 investimenti per 3,5 milioni totali. Si parte con 1,5 milioni messi insieme a Innogest, Fondazione Cottino e Si14 in nella startup D-Eye.

Arriva il primo closing ufficiale di Invitalia Ventures, la prima operazione uscita dal fondo di investimento di Invitalia nato a giugno 2015 e guidato da Salvo Mizzi. Il primo dei 3 annunciati il 4 dicembre per 3,5 milioni totali. Si parte con 1,5 milioni coinvestiti con Innogest, Fondazione Giuseppe e Annamaria Cottino, insieme a Si14 e messi in D-Eye, startup che ha sviluppato un dispositivo ottico brevettato, compatibile con i  principali smartphone sul mercato, che permette di effettuare esami della retina sfruttando la telecamera e il sistema di illuminazione degli smartphone, che diventa così anche un po’ oculista.

D-EYE-used-in-exam-of-a-child

La notizia arriva in una settimana che ha portato grandi novità (e qualche giustificata buona speranza) per il futuro della digital economy italiana. I 100 milioni di investimenti annunciati da Cisco per l’Italia (in buona parte in startup e proprio con Invitalia Ventures) e il primo centro di sviluppo di app annunciato da Apple che vedrà la luce a Napoli, con buone probabilità a Città della Scienza. Ora che la leva di Invitalia cominci a

Cosa fa e quale è la soluzione pensata da D-Eye

Una biotech quindi per cominciare. E forse era anche un po’ scontato che andasse così considerato che si tratta di fatto del settore che non solo in Italia attrae più investimenti di tutti. D-Eye si propone di rivoluzionare lo screening di patologie della retina e il follow-up dei milioni di pazienti affetti da patologie croniche. Oltre al dispositivo sviluppato, la soluzione D-Eye prevede l’utilizzo di una app sua e una piattaforma cloud attraverso cui l’utente potrà gestire il proprio database di immagini.  Nel 2015, con il supporto del polo ingegneristico Si14 di Padova, la società ha completato lo sviluppo dell’hardware ed ha avviato la creazione della piattaforma cloud tramite cui verranno erogati i servizi a supporto di medico e paziente.  A guidare la società è il CEO Richard Sill, che vanta una lunga esperienza in multinazionali di settore quali Bausch&Lomb e successivamente co-fondatore e CEO di Magellan, una delle prime società a realizzare un navigatore satellitare GPS dedicato al mercato consumer. La base operativa e di ricerca di D-Eye è basata in Italia, a Padova. Mentre le attività commerciali e di business development sono localizzate negli Stati Uniti.

Il primo investimento-manifesto di Invitalia Ventures

Innogest con questa operazione si conferma tra i fondi più attivi in Italia. Mentre di fatto parte anche ufficialmente il fondo di Invitalia. Coinvestiementi, come noto, che cominciano con un’operazione che per Salvo Mizzi che guida il fondo è quasi un’operazione-manifesto:   «D-Eye è il primo investimento del Fondo Italia Ventures e rappresenta molto bene la nostra mission: puntare su startup che abbiano un grande impatto positivo sulla vita delle persone e l’ambizione di crescere su scala internazionale» ha spiegato Mizzi. «L’incrocio tra digital e health è uno dei settori chiave in cui l’innovazione italiana ha la possibilità di esprimere progetti di grande respiro. D-Eye ha tutte le potenzialità per giocare questa partita».

@arcamasilum

Bill Gates che fa lo spot del Macintosh. Nel 1984

Gira negli sgabuzzini della rete un video promozionale di 32 anni fa, dove il papà della Microsoft tesse le lodi del pc che cambierà la storia di Apple e dell’informatica: il Macintosh

Il ragazzo che ha vissuto (per più di un anno) con il cuore nello zaino

Stan Larkin, 25 anni, soffriva di una malattia genetica rara, la cardiomiopatia familiare, trasmessa dai parenti di primo grado. Ha battuto il “record” sopravvivendo con il suo cuore artificiale per 17 mesi, portato dentro uno zaino. Poi il trapianto di successo.

Tornano i Trojan di stato: ma quanto sono sicuri?

Una proposta di legge non ancora presentata fa discutere sulla legittimità dei Trojan di stato per perseguire i criminali. Non si tratta solo di tutelare i diritti costituzionali, ma anche quelli delle aziende