LiveXtension acquisisce la torinese WebWorking. Cresce la marketing agency di Digital Magics

Marco Gay, Vicepresidente di Digital Magics, è entrato nel Consiglio di Amministrazione di LiveXtension

L’agenzia milanese di marketing e digital communication LiveXtension ha integrato il suo organico con la squadra al completo di WebWorking, società già conferita da Marco Gay in Digital Magics e specializzata nel digital design.

Digital Magics, business incubator quotato sul mercato AIM Italia di Borsa Italiana (simbolo: DM), ha ceduto infatti a LiveXtension parte del ramo di azienda già acquisito da Marco Gay; contestualmente Marco Gay, oggi Vicepresidente di Digital Magics, è entrato nel Consiglio di Amministrazione della stessa LiveXtension.

Attività e specializzazioni della realtà piemontese rimarranno invariate, così come la sede al centro di Torino. Sono già molteplici però le sinergie e le collaborazioni con i nuovi colleghi di LX, operativi a Milano all’interno del Talent Garden di via Calabiana.

Marco Gay_Digital Magics

LiveXtension è attiva dal 2007 ed è controllata da Digital Magics, che ne detiene il 70% (le restanti quote sono divise tra gli amministratori Gianni Fiammengo e Pietro Sansone). LX è abitualmente il primo riferimento per le attività di marketing communication delle startup incubate da Digital Magics; ma soprattutto ha lavorato a importanti progetti di comunicazione per clienti come Intesa Sanpaolo, Disaronno, Telecom Italia, Sorgenia, Fiat Group, Fastweb, IBM Europe, Smemoranda, Despar Nordest, Adecco, Uvet, Generali.

Con l’integrazione di WebWorking, LX completa la gamma dei propri servizi: la componente di progettazione e sviluppo web viene rinforzata e va a sommarsi alle competenze storiche in digital marketing, digital communication, social media management, social media advertising, media relations.

Come si muove l’anidride carbonica nell’aria (e perché dovrebbe preoccuparci)

In un video della NASA è possibile osservare i movimenti dell’anidride carbonica nell’aria. Livelli preoccupanti e in continuo aumento destano una grande preoccupazione. E non è un caso che l’agenzia americana abbia lanciato, in questi anni, diversi progetti per studiarne gli effetti.