Cos’è l’«assunzione bendata» e perché fa davvero bene a azienda e dipendenti

É una tecnica di selezione nella quale il recruiter cancella alcune informazioni dei candidati (nome, genere, età, educazione, razza…) per eliminare ogni possibile pregiudizio nella scelta. Ma non solo.

Assumi con una benda sugli occhi. Si chiama blind recruitment, la tecnica di selezione nella quale il recruiter cancella alcune informazioni dei candidati (nome, genere, età, educazione, razza…) per eliminare ogni possibile pregiudizio nella scelta. Grosse multinazionali come Deloitte, HSBC e BBC, la stanno usando da tempo.

bendato

Promuove la diversità

Secondo uno studio riportato pubblicato negli USA le persone con nomi esotici sono costrette ad inviare il 50% dei cv in più rispetto a un “bianco” per sperare di essere chiamati a colloquio. Il blind recruitment è il metodo giusto per ovviare al problema: «Il blind recruitment non è un vantaggio solo per i candidati che provengono da minoranze etniche, ma diventa un valore per l’azienda, che vede aumentare la diversità nell’ambiente di lavoro con benefici su ogni aspetto del suo business» spiega Azmat Mohammed, direttore di Institute of Recruiters a FastCompany che per primo ha riportato lo studio.

«Dalle nostre ricerche – prosegue Mohammed – emerge che una maggiore diversità nella forza lavoro riflette di più composizione della tua clientela, fa guadagnare più soldi e crea team più solidi».

L’esperimento della Toronto Symphony Orchestra

Uno dei primi esperimenti di blind recruitment è avvenuto a Toronto circa 30 anni prima in un’orchestra composta prevalentemente da uomini. Ai selezionatori è stata data una benda da mettere sugli occhi in modo che non avrebbero guardato il candidato, giudicandolo esclusivamente dalla qualità della sua musica. Il risultato? Dopo le selezioni, la composizione dell’orchestra cambia radicalmente con le donne che occupano il 50% dei posti.

Tre tecniche per fare blind recruitment

Mohammed offre tre consigli per le aziende che vogliono provare a selezionare candidati secondo questa tecnica.

Step 1. Capisci quanto lontano vuoi spingerti

Alcune aziende cancellano i nomi, altre il genere, altre ancora l’età e l’educazione. Mentre altre solo le informazioni per le quali temono ci siano pregiudizi in azienda. Mohammed consiglia di partire da alcuni parametri. «Come ha fatto la società di consulenza legale Clifford Chance. Era interessata ad assumere dipendenti freschi di titolo universitario. Per timore di lasciarsi condizionare dal prestigio dell’università (Cambridge, Oxford…), ha scelto di cancellare questo parametro. Loro interesse era solo assumere persone capaci, senza tener conto dell’università di provenienza» spiega Mohammed.

Step 2. Crea una strategia

Non è facile fare blind recruitment. Bisogna trovare gli strumenti adatti per valutare i candidati. Per l’orchestra il criterio era la qualità del suono, della musica. Per Google sono test di abilità e di logica: «Crea test e strumenti pratici che ti permettono di capire subito se il candidato, che non vedrai di persona, possiede le caratteristiche che stai cercando. Quello che ti serve sapere è se ha il tipo di attitudine mentale, le competenze richieste dalla tua azienda, eliminando come da copione tutte le informazioni che non sono importanti, come il nome o i colore della pelle» consiglia Mohammed.

Step. 3 Allena il tuo staff a vincere il pregiudizio

Il processo di blind recruitment  non finisce con l’assunzione del candidato. Dopo la selezione la persona scelta andrà comunque inserita in un contesto nel quale potrebbe essere vittima di pregiudizi. Quindi è necessario allenare dipendenti a manager a riconoscere i loro pregiudizi e combatterli: «I manager devono essere allenati a individuare i loro pregiudizi, che sono difficili da riconoscere per la loro natura inconscia, e una volta trovati, devono imparare a disfarsene» spiega Mohammed.

«Sembra un processo difficile, ma se fatto bene, ti permetterà di assumere le persone migliori e di spingere il tuo business lontano» conclude Mohammed.

FabriQ Acceleration Program 2017. Qui la call

C’è tempo fino al 26 marzo per applicare. Verranno selezionate 20 startup che parteciperanno al percorso di pre-accelerazione, fra queste ne verranno poi scelte fino a un massimo di 7 che riceveranno Seed Money e accederanno al percorso di accelerazione

Il “ricatto” cinese che ha fatto crollare bitcoin di 100 dollari in 1 minuto, spiegato

Bitcoin era tornato sopra i mille dollari e in un minuto è sceso di 100. Per colpa dei cinesi e, soprattutto, di un paradosso: i governi non possono controllare bitcoin ma possono, con le loro scelte, influenzarne l’andamento. Abbiamo cercato di capire il perché con il founder di Euklid, Antonio Simeone

Il metodo Jump che rende la matematica facile per tutti

Un insegnante canadese ha sviluppato un metodo di insegnamento che scompone un problema in tanti piccoli segmenti. E ha dimostrato che anche gli studenti più restii possono appassionarsi alla materia

Il papà dell’auto senza pilota sta creando un gruppo per inventare la cucina del futuro

Un misterioso annuncio di lavoro lancia segnali sulla nuova scommessa di Sebastian Thrun, una delle star della Silicon Valley: “Rivoluzioneremo il modo di preparare pasti quotidiani e salutari”

Come cambia il futuro del cibo e il senso del nostro (ultimo) caffè con le startup

Quattro settimane, quattro grandi temi e sfide per il futuro. A due passi dal Duomo di Milano. L’ultima The Next Tech Breakfast di StartupItalia! è dedicata al Foodtech, al futuro del cibo al cibo del futuro: una scommessa che per l’Italia vale 1 milione di nuovi posti di lavoro entro i prossimi 10 anni

Vodafone accelera le startup dedicate all’universo femminile: ecco le prime 5

Il Vodafone Institute for Society and Communications ha selezionato 5 startup per il programma di accelerazione F-LANE in partenza a Berlino. Tutte realtà che hanno come obiettivo il miglioramento della vita delle donne grazie alle loro soluzioni tecnologiche