10 startup spagnole da scoprire. E che dimostrano un ecosistema in crescita

Dalla Spagna 10 startup che rivoluzionano musica, scuola e turismo.

Nella ultima classifica dei 15 migliori città in cui fare startup in Europa, pubblicati da Eu Startups, la Spagna posiziona ben due città (in quinta e sesta posizione).  La nazione iberica conferma così di essere uno degli ecosistemi più interessanti con un centinaio di incubatori e altrettanti programmi di accelerazione. Il sito Geektime individua 10 delle startup più promettenti made in Spain. Tra i fattori presi in considerazione, la qualità del team, la grandezza del mercato e la crescita.

10 startup spagnole tutte da scoprire

1. TokApp School

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È una soluzione cloud, un’app di messaggistica istantanea che facilita la comunicazione tra scuola, studenti e genitori. Il Ceo è Javier Romero. Lanciata nel 2013 ha sede a Pontevedra in Galizia.

2. The Wonder Trip

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La startup promette ai turisti un’esperienza diversa di viaggio con pacchetti per rilassarsi un weekend in una città europea. Perché è innovativa? I viaggiatori vengono a conoscenza della destinazione solo 48 ore prima della partenza. Tra i cofondatori della startup Laura Herrero González.

3. Wavier

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È una piattaforma di crowdfunding per eventi musicali. Vuoi che il tuo artista preferito faccia un concerto nella tua città? Con Wavier puoi renderlo possibile finanziando con una piccola partecipazione l’evento e vincendo premi, come la possibilità di passare una giornata con il performer. L’ideatore è Carlos Bosch.

4. Smartick

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Startup che opera nel campo dell’education, ha lanciato un sistema che aiuta l’apprendimento ella matematica attraverso sessioni giornaliere (di massimo 15 minuti al giorni), contenuti adattati alle capacità di ogni studente. Un approccio personalizzato all’insegnamento che ha fatto la fortuna dell’idea di Javier Arroyo.

5. SamyRoad

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È una piattaforma che mette in contatto persone creative con idee in diversi settori (arte, musica, viaggi…) con brand. Lo scopo è di finanziare i progetti e monetizzare.  Il fondatore è Juan Sánchez-Herrera, startupper con esperienze manageriali in Loreal e Procter&Gamble.

6. Pentagrom

pentagrom

È un’app che aiuta gli studenti di musica a imparare a usare uno strumento in modo più efficace con informazioni in tempo reale e feedback sulle note che stanno suonando. Lola Garralda Monereo tra i cofondatori.

7. Starting Legal

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L’idea è di facilitare la creazione di contratti e documenti da ogni dispositivo: l’utente crea il doc, lo firma e invita tutte le parti coinvolte a visionarlo ed accertarne la validità. Pensato per semplificare le pratiche burocratiche necessarie al lancio di una startup. L’idea appartiene a Astrid Baldissera.

8. Workkola

workolla

È una startup che aiuta le startup (sia in fase early stage che growth stage) ad attrarre i talenti migliori. Workkola connette gli studenti delle migliori università che cercano un lavoro temporaneo con le neoimprese alla ricerca di personale. Fondatore Alvaro Mancilla Moreno.

9. Playgiga

playgiga

Piattaforma editoriale per la pubblicazione di giochi. Puoi giocare, adattare i game su ogni piattaforma (TV, laptop, smartphone) e anche vendere ai publisher. Tutto sul cloud. Lo scorso anno, la startup ha raccolto un round di 5 milioni di euro (da Adara Ventures, Adara Ventures, Caixa Capital Risc, Inveready e Bankinter). Il fondatore è Cesar Valencia.

10. iomando

iomando

La startup ha creato una tecnologia che ti permette di aprire le porte di casa e del tuo garage con il mobile. Il fondatore è Marc Collado.

La call di dpixel per il secondo programma di accelerazione di Barcamper Ventures

Le startup possono applicare fino al 5 giugno. Il percorso inizierà a settembre 2017, si terrà a Bologna e includerà fino a venti progetti innovativi nel campo della tecnologia e del digitale

Videoarte e tecnologie: dal 27 aprile torna il Media Art Festival, con un concorso per le scuole

Il filo rosso di questa edizione è “L’arte che cambia il mondo”, grazie anche ai laboratori creativi per lo sviluppo sostenibile, realizzati con scienziati e maker. Gli studenti saranno coinvolti con scienziati e artisti in progetti sullo sviluppo sostenibile

Tidal Vision, la startup dell’Alaska che trasforma gli scarti dell’oceano in vestiti

Partito nel 2015 su Kickstarter, il progetto di Craig Kasberg si propone di recuperare la pelle di salmone o i gusci dei crostacei per ottenere capi di abbigliamento sostenibili che rispettino l’ambiente e contrastino gli effetti negativi della cosiddetta fast fashion