Chi sono e cosa fanno le 4 startup che hanno vinto i 70K del Premio Lazio Innovatore

Sono state premiate questa mattina le vincitrici del Premio Lazio Innovatore: Holey, Filo, MyHeart, SpaceExe

Una piattaforma per stampare protesi ortopediche in 3D, un’app che consente di ritrovare gli oggetti smarriti, un dispositivo che previene gli attacchi di cuore e un parastinchi che monitora in tempo reale le prestazioni sportive. Sono i progetti delle 4 startup che questa mattina hanno vinto il Premio Lazio Innovatore, la competizione di Lazio Innova della Regione Lazio dedicata a idee innovative rivolte a cittadini e pubblica amministrazione. Quattro le categorie dei premi: Best Startup, Best PMI, Best Social Innovation Project e Best Startup incubata in uno Spazio Attivo della Regione Lazio. A vincere i 20 mila euro in palio per ogni categoria sono state, rispettivamente, Holey, Filo, e MyHeart, mentre SpaceExe si è portata a casa i 10 mila euro del premio come migliore impresa incubata negli spazi regionali. Le 4 vincitrici si sono disputate il premio distinguendosi, questa mattina, in una battaglia di pitch tra 24 finalisti, risultati migliori tra gli oltre 250 progetti pervenuti al Premio. 3 minuti per raccontare alla giuria l’idea, la sua portata innovativa e la sua scalabilità. Non tutti sono riusciti a mantenersi nei tempi, alcuni hanno abdicato le parole a video dimostrativi: di seguito le startup che sono state giudicate migliori e che sono state premiate dal presidente della Regio Lazio Nicola Zingaretti.

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Best startup: Holey, la stampa 3D applicata all’ortopedia

La stampa 3D riduce i costi di produzione per tutori ortopedici che solitamente sono molti costosi. Ma Holey non si occupa solo dell’aspetto hardware, ma anche di quello software: è una piattaforma che permette di realizzare tutori complemente personalizzati e strutturati sulla base delle esigenze del paziente. Da un punto di vista clinico, i tutori di Holey sono analoghi a quelli realizzati in gesso, ma hanno la caratteristica di essere più leggeri e meno invasivi. Holy scannerizza l’arto da ingessare e in pochi minuti si passa alla stampa.

Best PMI: Filo, per ritrovare gli oggetti smarriti

La caratteristica che i creatori di Filo tengono a sottolineare è la completa italianità del progetto: l’app serve a tenere sempre sotto controllo gli oggetti a cui teniamo di più, come ad esempio le chiavi di casa. Filo mantiene un “legame” bluetooth con gli oggetti che si decide di collegare, ed è possibile avere una notifica non appena un oggetto si “allontana” troppo da noi.

Best Social Innovation Project: MyHeart, il dispositivo anti-ictus

MyHeart previene le malattie che non si vedono e che non si sentono: è un cerotto sensorizzato per la diagnosi domiciliare della fibrillazione atriale, che può quindi tenere sempre sotto controllo lo stato di salute del cuore. Ogni giorno si può indossare MyHeart per pochi minuti e questo si accende: luce verde se il cuore sta bene, luce rossa se c’è qualche parametro che non va. Il dispositivo è particolarmente indicato per il controllo del rischio associato a stress e all’invecchiamento.

Best startup incubata negli spazi attivi: SpaceExe, i dati al servizio dello sport

Nata nel 2013, questa startup crea prodotti e servizi nell’ambito della telemetria, ed applica le tecnologie della navigazione satellitare al campo dello sport e dell’intrattenimento. Il progetto presentato al Premio Lazio Innovatore si chiama Messi (monitoraggio delle prestazioni sportive con sistema innovativo): inserito in un parastinchi, permette di seguire le prestazioni del calciatore, di valutare le tattiche e di mettere la telemetria a disposizione delle applicazioni televisive.

@carlottabalena

Rocket Lab ha lanciato il primo razzo con il motore stampato in 3D

Il test di lancio è avvenuto il 25 maggio in Nuova Zelanda e ha dimostrato la capacità di Electron di portare in orbita piccoli satelliti e di rendere lo spazio un po’ più accessibile a tutti