5 video sul fare startup in Italia che chi fa startup dovrebbe vedere

Il video è il format del futuro, dicono. Qui cinque esempi di interviste a chi fa startup in Italia: le difficoltà, le speranze, le opportunità. Da Coppola (Luiss Enlabs) a Rossi (Cocontest)

Negli anni, sia su queste pagina che sul mio blog, ho scritto diversi post dove elencavo risorse utili per startup. Risorse di ogni tipo: podcast, newsletter, libri, corsi online e tanto altro. Il tutto rigorosamente in inglese. Ho sempre pensato che per imparare qualcosa bisogna osservare i migliori e inevitabilmente tutti i miei post includevano sempre e solo risorse proveninenti dalla scena startup americana.

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Spesso, però, i miei lettori mi chiedono di suggerire anche risorse in Italiano. Un po’ per la lingua e un po’ per avere materiale più vicino al loro ecosistema. Ho pensato, così, di iniziare a segnalare un po’ di materiale per startup in lingua italiana e voglio iniziare con delle video interviste. I motivi sono diversi: il video è un formato in forte crescita, credo fortemente che le interviste offrano molti più spunti dei semplici post e ultimo, ma non per importanza, ho avuto modo di vedere in azione la startup che ha realizzato queste interviste e sono dei ragazzi veramente in gamba. Ho scelto quindi 5 interviste (più un bonus che scoprirete alla fine) estratte dal lungo elenco di startup intervistate dai ragazzi di Lacerba.io.

1. Davide D’Atri di Soundreef

Non credo che Soundreef abbia bisogno di presentazioni. Se ti sei perso le vicende della “startup che ha sfidato la SIAE” ti consiglio di dare un’occhiata ad alcuni post sul tema, tipo questo di un mese fa. Davide in questa bellissima intervista racconta un po’ la storia di Soundreef, delle loro mille difficoltà e di cosa significa creare veramente innovazione disruptive.

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2. Augusto Coppola di Luiss EnLabs

Potrei ascoltare Augusto Coppola per ore senza stancarmi mai e imparando sempre qualcosa di nuovo. Lui è uno che di startup ne ha fatte un paio, anche con una exit clamorosa, e poi è passato dall’altro lato della barricata. Ogni minuto di questa intervista è oro colato. La doppia esperienza (da startupper e investitore) consente ad Augusto di avere un punto di vista unico sull’ecosistema startup in generale e sul panorama italiano nello specifico.

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3. Alessandro Rossi di Cocontest

Soundreef non è stata l’unica startup italiana ad avere problemi con lo stato: circa un anno fa la lobby degli architetti cercò, con un’interrogazione parlamentare, di far chiudere Cocontest. Significa che quello che fanno funziona e da fastidio a qualcuno. In questa intervista Alessandro, che di certo non le manda a dire, racconta la loro esperienza illustrando le differenza tra ecosistema italiano e americano. Ah si perché, tra le tante cose, i ragazzi di Cocontest sono stati in 500 Startups!

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4. Paola Marinone di Buzzmyvideos

Lavorava in Youtube e poi si è licenziata per lanciare la sua startup. Qualcuno potrebbe pensare che sia un gesto folle, ma il mercato le ha dato ragione. In questa intervista Paola racconta di come è nata Buzzmyvideos, piattaforma che si rivolge agli youtubers, e di come sia arrivata ad essere un’azienda di 35 dipendenti provenienti da tutto il mondo, con sede a Londra. Se pensate che gli youtuber siano un fenomeno per ragazzini, dopo aver visto questo video vi ricrederete. Tanto.

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5. Giovanni Daprà di MoneyFarm

MoneyFarm è, probabilmente, una delle startup italiane che ha ricevuto tra i maggiori investimenti in assoluto: i 16 milioni di Euro di novembre 2015 erano, infatti, il quarto round di investimento. Loro oggi sono a Londra e stanno cambiando il mercato Fintech. Giovanni ne parla in dettaglio in questa intervista, raccontando anche le differenze tra l’ecosistema Italiano e quello Inglese.

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Bonus: Raffaele Gaito

L’intervista bonus è la mia. Ho avuto modo di conoscere i ragazzi di Lacerba qualche mese fa, grazie proprio alle loro fantastiche interviste e, tra una cosa e l’altra, hanno intervistato anche me. Il tema principale della mia intervista è la multidisciplinarità e di come questa sia fondamentale, soprattutto quando si decide di lanciare una startup.

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