Due proposte dell’UE per stimolare il venture capital in Europa

Ampliare la gamma delle imprese nelle quali è possibile investire e ridurre i costi: la Commissione Europea adotta nuove regole a sostegno degli investimenti in capitale di rischio e imprenditoria sociale

Una varietà più ampia di attori ammessi a gestire fondi europei per il venture capital e per l’imprenditoria sociale includendo i gestori di fondi più grandi, con attività gestite superiori ai 500 milioni. E’ una delle proposte della Commissione Europea per adottare nuove regole a sostegno degli investimenti in capitale di rischio e imprenditoria sociale.

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Più semplice investire in PMI innovative

La Commissione si è posta l’obiettivo di stimolare gli investimenti in capitale di rischio e progetti sociali e a rendere più semplice l’investimento in piccole e medie imprese innovative. In particolare, di aprire le denominazioni EuVECA (venture capital) e EuSEF (imprenditoria sociale) ai gestori di fondi di tutte le dimensioni e di ampliare la gamma delle imprese nelle quali è possibile investire. La Commissione ha anche l’obiettivo di semplificare e rendere meno costosa la commercializzazione transfrontaliera degli EuVECA e EuSEF con il divieto esplicito di imporre il pagamento di diritti a livello di Stati membri e con lo snellimento delle procedure di registrazione.

Stimolare il venture capital in Europa

Queste riforme secondo Bruxelles «costituiscono uno degli elementi delle misure che la Commissione europea sta adottando per stimolare il venture capital in Europa, nella quale rientrano anche il sostegno del bilancio Ue per attrarre i capitali dei grandi investitori istituzionali tramite un fondo di fondi paneuropeo di venture capital e la promozione delle migliori pratiche d’incentivazione fiscale del capitale di rischio a livello nazionale». Obiettivo: favorire gli investimenti nelle PMI e nelle imprese in fase di avviamento.

Ampliare la gamma delle imprese in cui si può investire

I regolamenti sui fondi europei per il venture capital istituiscono due tipi nuovi di fondi di investimento collettivo per rendere più semplice e più attraente l’investimento nelle PMI non quotate. Entrambi i regolamenti sono entrati in vigore il 22 luglio 2013. Le denominazioni EuVECA e EuSEF permettono ai gestori di commercializzare in tutta la Ue i corrispondenti fondi sia agli investitori professionali sia agli investitori non professionali in grado di impegnare un minimo di 100 mila euro. La Commissione propone di ampliare le attività ammissibili per gli EuVECA consentendo gli investimenti nelle piccole imprese a media capitalizzazione e nelle PMI quotate sui mercati di crescita. «Questo dovrebbe permettere a un maggior numero di imprese di fruire degli investimenti degli EuVECA e rendere più interessanti gli investimenti grazie alla maggiore diversificazione del rischio».

Divieto di imporre il pagamento di diritti

Altro obiettivo la riduzione dei costi, vietando alle autorità competenti dello Stato membro d’imporre il pagamento di diritti, semplificando le procedure di registrazione e fissando il capitale minimo che permette di diventare gestore.

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