Dal posto fisso a Londra alla startup in Basilicata, per aiutare la sua terra: storia di Vincenzo Telesca

Medea.inCare è la piattaforma sviluppata dalla startup lucana Medea, nata da un’idea di Vincenzo Telesca che, dopo anni dedicati alla musica, scopre la sua passione per la sanità.

Sono persone creative, che fanno delle note la loro vita: i musicisti. Sono persone rigorose, razionali nel loro lavoro e guidati dalla scienza: gli operatori della sanità. Vincenzo Telesca, 27 anni e originario di Potenza, è un musicista di pianoforte che, prima dell’università, ha fatto girare la sua vita e il suo percorso di studi attorno alla musica: 14 ore a suonare il pianoforte e la sera a fare concerti. Sembrava questa la sua strada, anche se nel frattempo una tendinite a tutte e due le braccia, lo porta ad avvicinarsi al mondo della medicina, tanto da decidere di frequentare il corso di tecnico di ecocardiografia all’università di Pavia.

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Vincenzo Telesca, 27 anni

 

Ma cosa passa tra una laurea e lo sviluppo di una piattaforma in grado di semplificare il monitoraggio delle malattie croniche (come cardiopatie) e gli esami di routine?

«Dopo la laurea a Pavia – dice Vincenzo – e un master a Padova in ecocardiografia avanzata, sono tornato a Potenza, dove ho iniziato a lavorare nelle Asl come collaboratore. Sentivo però di non avere abbastanza spazio per crescere e che non dovevo fermarmi. Durante un convegno di cardiologia a Napoli, vengo a conoscenza di un’opportunità lavorativa al Royal Victoria Hospital a Belfast, come tecnico per ecocardiografie avanzate, che si concretizza a inizio 2015. Qualche mese dopo, si apre una nuova porta nel Frimley Park Hospital a Londra: è stato qui che ho conosciuto e usato tecniche ecocardiografiche davvero innovative, quelle che poi hanno fatto germogliare il mio progetto imprenditoriale sulla telemedicina».

Arriva quindi a dicembre 2015 il momento di scegliere: un contratto a tempo indeterminato a Londra o tornare in Basilicata per creare la propria startup?

«Volevo realizzare la mia idea e mettere a disposizione del territorio le competenze acquisite all’estero: sono tornato in Basilicata e ho cercato le professionalità necessarie, che ho trovato nell’azienda Geocart, per sviluppare Medea.inCare. È una piattaforma, installabile su pc o tablet, che dialoga con un kit di strumenti per gli esami strumentali, come la misurazione della pressione arteriosa o l’elettrocardiogramma, e che restituisce in automatico gli esiti a un centro di refertazione, attualmente l’Inrca di Ancona. Le refertazioni sono curate e firmate da medici specialisti e “consegnate” ai pazienti sulla piattaforma in 12/24 ore. In questo modo – spiega Vincenzo – sono le informazioni a spostarsi e ad avvicinarsi agli utenti, che non saranno più costretti a recarsi presso le strutture sanitarie per esami di controllo».

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Il kit di Medea.inCare

E se non dovessi essere nelle condizioni di fare un esame da solo?

«Medea.inCare è anche medicina a domicilio: chiamando un numero verde, si potrà richiedere un operatore sanitario che verrà a casa per offrire tutto il supporto necessario per la diagnostica. Attualmente garantiamo questo servizio in Basilicata, nelle Marche, in Emilia e a Milano e stiamo chiudendo altre collaborazioni sul territorio nazionale».

I clienti finali sono solo pazienti?

«Per ora lavoriamo prettamente con il privato ma stiamo portando questo modello di telemedicina anche nelle farmacie, tra i medici, nelle case di riposo e le strutture ospedaliere. Siamo diventati operativi ad aprile 2016 e c’è ancora molta strada da fare, anche per creare maggiori margini di guadagno e per rendere da un lato il servizio sempre più innovativo e automatico, dall’altro maggiormente economico per l’utente finale. Per intenderci: se un ecocardio e il relativo referto in ospedale costa circa 70 euro, uno da un privato circa 150 euro, con Medea.inCare siamo nel mezzo, sia che venga fatto in autonomia dal paziente sia dall’operatore sanitario a domicilio».

Ma in futuro cosa hai intenzione di fare? Lo startupper o il musicista?

«Di sicuro resto in Basilicata, perché io mi trovo troppo bene qui!»

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