4 motivi per cui Airbnb ha assunto Francesco Rutelli, ex sindaco di Roma

Farà parte di un board composto da altri tre ex sindaci che aiuterà il servizio di home sharing a trovare accordi con le amministrazioni comunali

Airbnb assume Francesco Rutelli. L’ex sindaco di Roma farà parte di un board di consulenti, il Mayor Advisory Board, con altri tre ex sindaci. L’obiettivo? Lavorare per rafforzare i legami tra gli enti pubblici e la multinazionale in una fase delicata in cui molti amministratori hanno lanciato la loro crociata contro il servizio di home sharing.

Cosa farà il board

Oltre a Francesco Rutelli, del consiglio faranno parte Michael Nutter, ex sindaco di Philadelphia, Annis Parker (ex sindaco di Houston) e Stephen Yarwood che ha amministrato la città di Adelaide. Il board si riunirà ogni tre mesi in meeting in cui saranno presenti anche i manager di Airbnb. Gli ex sindaci dovranno analizzare le policy attuali dell’azienda e capire come possono essere migliorate per incontrare il favore delle amministrazioni. I quattro metteranno, pertanto, tutta la loro esperienza per evitare di arrivare allo scontro come successo in altre città. Come riporta Techcrunch, lo Stato di New York ha approvato norme anti Airbnb con multe fino a 7.500 dollari per chi affitta un interno appartamento per un periodo inferiore ai 30 giorni. E anche San Francisco, la città natale del servizio, e altre capitali europee come Berlino, Parigi e Barcellona, hanno vietato l’affitto dell’intero immobile per periodo di tempo brevi.

Airbnb ha scelto Rutelli per almeno 4 motivi

1. La sua esperienza

Francesco Rutelli non è stato solo il sindaco di Roma, dal 1993 al 2001, ma ha avuto la carica di Ministro della Cultura e del Turismo dal 2006 al 2008. Pertanto, conosce sia le dinamiche a livello di amministrazione locale che nazionale.

2. Italia, terzo Paese al mondo su Airbnb

Nel 2015 l’impatto del servizio di home sharing sul nostro Paese è stato di 3,4 miliardi di euro. Il country manager, Matteo Stifanelli, ha presentato i dati all’incontro tenutosi a Roma a maggio di quest’anno, “Fattore Sharing: l’impatto economico di Airbnb in Italia”. Secondo le sue stime, solo a Roma gli host hanno guadagnato 93 milioni di euro e i viaggiatori hanno speso 400 milioni. Per gli host che hanno deciso di condividere la loro casa, il ricavo medio annuale è di 2.300 euro. All’incontro era presente anche Rutelli, insieme a Dario Franceschini, l’attuale Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo.

3. L’ex sindaco favorevole ai servizi di home sharing

«Airbnb favorisce il turismo costruttivo e permette di valorizzare un’Italia meno conosciuta. Il nostro Paese può diventare ancora di più la destinazione mondiale preferita, un fatto fondamentale in un momento in cui cambia lavoro» ha dichiarato Francesco Rutelli a Agi.it, pur ammettendo che «esistono punti critici come la necessità di sconfiggere l’evasione fiscale che danneggia gli alberghi».

4. «Airbnb l’ho inventato io»

All’incontro Rutelli si è spinto oltre, ricordando come durante il Giubileo del 2000 la sua amministrazione avesse “inventato” Airbnb. Temevano che i prezzi degli alberghi fossero troppo alti e allora decisero che le famiglie romane potevano ospitare turisti. Ma la cosa non è andata in porto perché Internet era poco usata e l’uso dei social media era ancora trascurabile. QUI il video.

2 Commenti a “4 motivi per cui Airbnb ha assunto Francesco Rutelli, ex sindaco di Roma”

  1. Alessandro Nasini

    Ho letto un sacco di post sulla notizia, ma mi pare che nessuno abbia usato il termine “lobbismo”. Che inteso all’americana non ha alcun significato negativo in sé e ben esercitato sarebbe una pratica di gran trasparenza. Una volta tanto.

  2. my_cinquestelle

    sicuramente anche il grande successo del sito, costato milioni di euro, italia.it e del suo inglese (uelcom in auar sait, visit auar sait bat olso visit aur countri) hanno fatto prendere la giusta decisione

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